Il progetto LEADS nasce con l’obiettivo di valorizzare la leadership femminile nel mondo della salute, creando uno spazio di confronto, crescita e condivisione tra professioniste e professionisti impegnati nella promozione del benessere e dell’innovazione sanitaria. Attraverso la serie di incontri LEADs Talk, il progetto offre occasioni di approfondimento su temi centrali per chi guida organizzazioni, team e percorsi di cambiamento
In questo nuovo appuntamento di LEADs Talk, la dottoressa Giovanna Maria Gatti, specialista in psicoterapia a indirizzo psicosomatico, chirurgia generale e radioterapia, ha affrontato con noi uno dei temi più attuali della leadership contemporanea: il rapporto tra emozioni, inconscio e capacità di guidare gli altri in modo efficace, autentico e duraturo.
Emozioni sabotanti ed emozioni costruttive
Secondo la dottoressa Gatti, le emozioni rappresentano una componente essenziale del nostro funzionamento e derivano da quella parte non volontaria della mente che orienta reazioni, paure, intuizioni e comportamenti. Non esistono emozioni “giuste” o “sbagliate” in senso assoluto: ciò che conta è il modo in cui esse influenzano la nostra capacità di agire e relazionarci.
Le cosiddette emozioni sabotanti sono quelle che, spesso originate da esperienze passate, condizionamenti familiari o traumi, finiscono per limitare il nostro sviluppo personale e professionale. Possono manifestarsi come paure, insicurezze o reazioni automatiche che ostacolano la leadership e la qualità delle relazioni.
Al contrario, come sottolinea la dott.ssa Gatti a LEADs Talk, le emozioni costruttive favoriscono apertura, apprendimento e crescita. Sono quelle che permettono di costruire relazioni solide, di esercitare un’autorevolezza equilibrata e di affrontare il cambiamento con maggiore fluidità. In questo senso, la leadership non nasce dal controllo delle emozioni, ma dalla loro comprensione.

LEADs Talk, lo spazio del confronto
L’osservazione di sé come strumento di crescita
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il tema dell’auto-osservazione. Per Gatti, comprendere le proprie emozioni non significa analizzarle razionalmente, ma imparare a osservarle senza giudizio.
Spesso, infatti, quando emergono sentimenti come rabbia, paura, frustrazione o invidia, la prima reazione è quella di condannarli o reprimerli. Questo atteggiamento impedisce di comprendere realmente ciò che quelle emozioni stanno comunicando.
L’invito della specialista è quindi a sviluppare una capacità di osservazione libera dal giudizio, accogliendo anche gli aspetti più scomodi della propria esperienza interiore. Solo così è possibile trasformare le emozioni in una risorsa e non in un ostacolo.
Il valore dei feedback e il tema dei “punti ciechi”
Nel percorso di crescita personale e professionale assume un ruolo fondamentale anche il confronto con gli altri. La dottoressa Gatti richiama il concetto dei punti ciechi, ovvero quegli aspetti del nostro comportamento che non riusciamo a vedere ma che risultano evidenti a chi ci circonda.
I feedback provenienti dall’esterno, soprattutto quando ricorrenti e coerenti, possono diventare strumenti preziosi di conoscenza. Non si tratta di accettare ogni critica indiscriminatamente, ma di utilizzarla come occasione per ampliare la consapevolezza di sé e comprendere meglio il proprio impatto sulle persone e sui gruppi.

Gli errori più comuni nella leadership
Tra gli errori più frequenti commessi da chi guida un team, la specialista individua la convinzione che il controllo razionale sia sufficiente per gestire le proprie dinamiche interiori.
I migliori leader, osserva Gatti, non ignorano la propria emotività: la studiano, la conoscono e imparano a riconoscere i momenti in cui può diventare una risorsa o un limite. Un secondo errore consiste nel non mettersi mai in discussione. Leadership e relazioni sono processi dinamici; per questo la capacità di evolvere insieme alle persone e ai contesti rappresenta una competenza essenziale.
Empatia e autorevolezza: una falsa contrapposizione
Uno dei temi centrali della conversazione a LEADS Talk, è stato il rapporto tra empatia e autorevolezza, particolarmente rilevante nel dibattito sulla leadership femminile.
Per la dottoressa Gatti, l’empatia non è una debolezza, ma una forma di intelligenza relazionale che consente di comprendere profondamente le persone e di prendere decisioni migliori. Il rischio non è provare emozioni, bensì lasciarsene travolgere.
L’autorevolezza, invece, è una competenza che si apprende e che permette di utilizzare l’empatia in modo efficace, mantenendo lucidità e capacità decisionale. La combinazione tra queste due dimensioni rappresenta una delle chiavi della leadership contemporanea.
Leadership femminile e leadership maschile: oltre gli stereotipi
Nel corso dell’incontro a LEADs Talk è emersa una visione della leadership che supera le tradizionali contrapposizioni tra maschile e femminile.
Secondo Gatti, uomini e donne possiedono entrambe le energie e le caratteristiche che comunemente vengono attribuite ai due generi. La vera forza della leadership nasce dall’integrazione di queste componenti e dalla capacità di utilizzarle in modo equilibrato.
Per questo motivo, la presenza bilanciata di leadership femminile e maschile all’interno delle organizzazioni rappresenta una ricchezza e un fattore di crescita collettiva.

L’esempio di Umberto Veronesi
Particolarmente toccante è stato il ricordo dell’esperienza professionale vissuta accanto a Umberto Veronesi, di cui la dottoressa Gatti è stata assistente per oltre trent’anni presso l’Istituto Europeo di Oncologia.
Nel descrivere il celebre oncologo, Gatti ha evidenziato la straordinaria capacità di coniugare visione, progettualità e innovazione con una profonda empatia e attenzione verso le persone. In particolare, ha ricordato come Veronesi sapesse valorizzare le differenze, accogliere punti di vista diversi e trasformarli in opportunità di crescita reciproca.
Un modello di leadership che ha lasciato un segno profondo nel suo percorso umano e professionale.
Un messaggio alle future leader
In chiusura di LEADs Talk, la dottoressa Gatti ha rivolto un messaggio alle giovani donne che aspirano a ruoli di leadership.
Il primo invito è a riconoscere pienamente il proprio diritto ad aspirare a posizioni di responsabilità. Il secondo è quello di costruire il proprio percorso seguendo ciò che autenticamente risuona con il proprio sentire, senza imitare modelli esterni o adeguarsi alle aspettative degli altri.
«Esistono moltissime forme di leadership», ha ricordato, sottolineando come la più efficace sia quella che nasce dall’espressione autentica di sé.
Una riflessione che sintetizza perfettamente il messaggio emerso dall’intero incontro: la leadership del presente e del futuro non può prescindere dalla consapevolezza emotiva, dall’empatia e dalla capacità di mettere la persona al centro delle relazioni e dei processi di cambiamento.
Leggi e ascolta anche la puntata di LEADs Talk dedicata alla comunicazione in sanità
