Nel mondo della sanità, la comunicazione non è più un elemento accessorio, ma una componente essenziale del processo di cura. È questo il messaggio chiave emerso durante il podcast di LEADs Talk, che ha visto protagonista l’avvocato Nefeli Gribaudi, esperta in responsabilità sanitaria civile, danno alla persona, diritto sanitario e biodiritto e socia di Leads, donne leader in sanità
Radio Salute sostiene la mission di Leads, donne leader in sanità, Associazione che si propone di promuovere la leadership femminile nel settore della sanità e delle scienze della vita e di favorire il superamento delle disuguaglianze uomo – donna, in particolare perseguendo la parità di genere all’accesso ai più elevati gradi delle carriere e la presenza paritaria nelle organizzazioni pubbliche e private, cariche societarie e comitati e/o task-force.
Ascolta l’intervista integrale all’avv. Nefeli Gribaudi che nel corso del nuovo episodio di Leads Talk ha approfondito il fondamentale tema della comunicazione in sanità.
LEADs Talk, la comunicazione come atto clinico
Superare l’idea che comunicare sia un “di più” è oggi fondamentale. La comunicazione, infatti, è a tutti gli effetti un atto clinico: parte integrante del percorso diagnostico-terapeutico, leva organizzativa e strumento di prevenzione del rischio.
A sancirlo è anche la Legge 219/2017, che riconosce il valore della relazione medico-paziente come competenza da sviluppare e sostenere, anche a livello organizzativo. Non solo: comunicare significa dedicare tempo alla cura, alla sicurezza e alla qualità dell’assistenza.
LEADs Talk, tre livelli strategici della comunicazione
Per comprendere davvero l’impatto della comunicazione in sanità, è necessario considerare tre livelli fondamentali:
- Comunicazione con il paziente
- Comunicazione tra operatori sanitari
- Comunicazione tra organizzazione e professionisti
Investire su tutti e tre questi piani significa migliorare la sicurezza delle cure, ridurre il rischio clinico e sostenere il benessere degli operatori.
Una comunicazione incompleta o poco chiara può infatti generare errori, incomprensioni e conseguenze anche gravi: dalle dimissioni non comprese correttamente, fino alla mancata trasmissione di informazioni cruciali tra colleghi.

LEADs Talk, comunicazione e prevenzione del contenzioso
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il legame tra comunicazione e contenzioso medico-legale. Secondo l’esperienza legale, molte azioni giudiziarie non nascono esclusivamente da errori tecnici, ma da carenze nella relazione con il paziente.
Un paziente che non si sente ascoltato, informato o rispettato è infatti più incline a intraprendere azioni legali. Al contrario, una comunicazione efficace contribuisce a costruire fiducia e può favorire anche la risoluzione conciliativa dei conflitti.
Inoltre, migliorare la comunicazione aiuta a contrastare fenomeni come la medicina difensiva, spesso alimentata dalla paura del contenzioso.
Un valore misurabile
La buona comunicazione non è solo un principio teorico, ma un asset misurabile con effetti concreti:
- migliora l’aderenza terapeutica
- favorisce esiti clinici migliori
- riduce reclami e riammissioni
- migliora l’esperienza complessiva del paziente
Strumenti come survey e questionari permettono oggi di valutare la qualità della comunicazione e della relazione, rendendo questi aspetti osservabili e migliorabili.
LEADs Talk, le parole chiave della relazione
Quali sono gli elementi di una comunicazione efficace?
- chiarezza
- comprensibilità
- empatia
- ascolto attivo
A questi si aggiunge la coerenza tra linguaggio verbale e non verbale: tono di voce, postura, contatto visivo.
Un ruolo centrale è svolto anche dal consenso informato, che non deve essere visto come un semplice adempimento burocratico, ma come un processo continuo di dialogo che consente al paziente di compiere scelte consapevoli.
Il ruolo del team
La comunicazione non riguarda solo il rapporto medico-paziente, ma coinvolge l’intero team multidisciplinare. In un sistema complesso come quello sanitario, la qualità dello scambio informativo tra professionisti è determinante per la sicurezza delle cure.
Momenti critici come il passaggio di consegne o la transizione ospedale-territorio richiedono strumenti strutturati: checklist, briefing, modelli comunicativi standardizzati e una documentazione accurata.
Fondamentale è anche il clima organizzativo: la possibilità di segnalare errori o dubbi senza timore è alla base di una cultura della sicurezza.

LEADs Talk, tecnologia e intelligenza artificiale
La trasformazione digitale sta rivoluzionando la sanità, e la comunicazione gioca un ruolo cruciale nell’accompagnare questo cambiamento.
L’intelligenza artificiale, in particolare, offre opportunità importanti: automatizzando attività ripetitive, libera tempo per la relazione con il paziente e migliora l’accuratezza diagnostica.
Tuttavia, è fondamentale garantire trasparenza: il paziente deve essere informato sull’utilizzo di sistemi di AI e sul loro ruolo nei processi decisionali, fermo restando che la responsabilità finale resta sempre in capo al medico.
Il valore della leadership al femminile
In questo scenario complesso, la leadership al femminile emerge come un fattore chiave. Uno stile inclusivo, orientato all’ascolto e all’empatia, può rafforzare la qualità della comunicazione e migliorare il clima organizzativo.
Una recente ricerca condotta da LEADS insieme a Boston Consulting Group evidenzia inoltre una maggiore sensibilità delle donne rispetto ai rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale. Una competenza preziosa, soprattutto in un contesto sanitario sempre più tecnologico e interconnesso.
Verso una sanità più umana ed efficace
La comunicazione, quindi, non è solo uno strumento, ma un vero e proprio pilastro della sanità moderna. Investire su questo fronte significa migliorare la qualità delle cure, ridurre i rischi e costruire un sistema più umano, sicuro ed efficiente.
Perché, in fondo, curare significa anche saper comunicare.

LEADS, donne leader in sanità
Donne Leader in Sanità è un’Associazione, aperta a donne e uomini, che si propone di promuovere la leadership femminile nel settore della sanità e delle scienze della vita e di favorire il superamento delle disuguaglianze uomo – donna, in particolare perseguendo la parità di genere all’accesso ai più elevati gradi delle carriere e la presenza paritaria nelle organizzazioni pubbliche e private, cariche societarie e comitati e/o task-force.
L’emergenza pandemica, ha visto più di un milione e mezzo di operatori impegnati per la Salute del nostro paese, ha messo ancora di più in evidenza in evidenza l’importante ruolo svolto dalle Donne nel settore sanitario e allo stesso tempo la carenza di Donne ai vertici in questo settore. Un solo dato per tutti: nel nostro Paese le donne nel Servizio sanitario Nazionale (SSN) rappresentano il 69,5% del personale dipendente e sono più del doppio degli uomini, ma solo il 23,7% è direttore generale.
Proprio durante il drammatico anno della pandemia, dove fin dall’inizio le donne sono state protagoniste nei ruoli operativi dell’emergenza sanitaria, ma quasi totalmente assenti ai vertici delle istituzioni che gestivano la pandemia, è nata l’idea di aggregare persone/donne/uomini intorno al tema della leadership femminile in sanità.
L’Associazione si propone di promuovere la leadership femminile e in particolare:
• promuovere le pari di opportunità;
• favorire la creazione di una rete tra donne/uomini e associazioni di donne/uomini afferenti il settore della sanità e delle scienze della vita;
• coinvolgere interlocutrici/interlocutori istituzionali, politici, rappresentanze del mondo della sanità, (finalità istituzione codici di autodisciplina e buone prassi);
• organizzare o promuovere tavoli di lavoro, di studio e di ricerca, convegni, eventi, iniziative di sensibilizzazione;
• favorire lo sviluppo e accesso delle nuove generazioni femminili a posizioni di leadership, (mindset inclusivo, mentoring, coaching, shadowing e trasformazione culturale).
Fonte: LEADS, donne leader in sanità
Leggi anche il nostro articolo e ascolta il nostro podcast sull’evento promosso da Farmaconsulenze in collaborazione con l’Università di Verona e patrocinato da Federfarma Veneto, dall’Ordine dei Farmacisti di Verona e da LEADS – Donne leader in sanità sul contrasto alla violenza di genere.
