Un medico che stringe la mano al malato

Giornata del Sollievo, 7 profondi significati. Perché le cure palliative sono una cura della vita

Indice dei contenuti

Il 31 maggio si celebra la Giornata del Sollievo, una giornata istituita per promuovere la cultura della cura, dell’accompagnamento e della dignità della persona malata. Un’occasione importante per riflettere sul valore delle cure palliative e sul diritto di ogni individuo a non soffrire inutilmente, non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche psicologico, sociale e spirituale

A parlarne è Marina Sozzi, filosofa, storica delle idee e co-responsabile dell’ufficio culturale della Fondazione FARO, realtà che da anni opera nel campo delle cure palliative domiciliari e hospice, con un approccio centrato sulla persona e sulla famiglia.

Cos’è la Giornata del Sollievo e perché è stata istituita

La Giornata del Sollievo è stata istituita nel 2001 su proposta della Fondazione Ghirotti, con l’obiettivo di diffondere una cultura sanitaria e sociale capace di mettere al centro il sollievo dalla sofferenza. L’iniziativa è sostenuta anche dalla Federazione Italiana Cure Palliative e mira a sensibilizzare cittadini, operatori sanitari e istituzioni sul diritto delle persone malate a ricevere cure adeguate contro il dolore e la sofferenza evitabile.

Secondo Marina Sozzi, il concetto di sollievo è strettamente legato alla tutela della dignità della persona malata. Una dignità che non può essere soltanto dichiarata come principio astratto, ma che deve tradursi concretamente nella qualità della relazione tra il paziente e chi si prende cura di lui.


Giornata del Sollievo, focus sulle cure palliative. Scritta su etichetta CURE PALLIATIVE
Giornata del Sollievo, focus sulle cure palliative

Cure palliative: perché non sono “la fine”, ma una cura della vita

Per molti anni le cure palliative sono state erroneamente considerate una sorta di alternativa alla medicina tradizionale o un intervento destinato esclusivamente agli ultimi giorni di vita. Un’idea che oggi viene sempre più superata dalla ricerca scientifica e dall’evoluzione della medicina moderna.

Le cure palliative fanno ormai parte integrante della biomedicina e si occupano di migliorare la qualità della vita delle persone affette da malattie inguaribili o croniche evolutive. Non intervengono sulla guarigione della patologia, ma sulla gestione dei sintomi e dei bisogni complessivi del paziente.

Questo significa offrire supporto:

  • fisico, attraverso la terapia del dolore;
  • psicologico, aiutando il paziente ad affrontare ansia e paura;
  • sociale, sostenendo la famiglia e i caregiver;
  • spirituale ed esistenziale, accompagnando la persona nella propria esperienza di fragilità.

Il modello della Fondazione FARO: “che la morte ci trovi vivi”

La Fondazione FARO opera sia a domicilio sia negli hospice, attraverso équipe multidisciplinari che seguono il paziente e i familiari lungo tutto il percorso di cura.

Uno dei concetti chiave espressi da Marina Sozzi è racchiuso in una frase molto significativa: “che la morte ci trovi vivi”. Un approccio che sintetizza perfettamente la filosofia delle cure palliative moderne: alleviare la sofferenza per permettere alla persona di vivere pienamente fino alla fine della vita.


Giornata del Sollievo, alleviare la sofferenza, medico che parla con uomo che soffre
Giornata del Sollievo, alleviare la sofferenza

L’attenzione non è rivolta soltanto al paziente. Quando una malattia grave entra in una famiglia, spiegano dalla Fondazione, è tutta la famiglia ad aver bisogno di sostegno. Per questo motivo FARO accompagna anche i familiari, persino dopo la perdita del proprio caro, offrendo supporto nell’elaborazione del lutto.

Perché parlare di cure palliative è anche una questione culturale

Negli ultimi anni il tema del fine vita è entrato sempre più nel dibattito pubblico e istituzionale. Tuttavia, secondo gli esperti, manca ancora una piena consapevolezza culturale sul significato autentico delle cure palliative e della fragilità.

Per questo la Fondazione FARO ha creato nel 2024 un Ufficio culturale dedicato alla diffusione di una nuova visione della cura: non focalizzata sulla morte, ma sulla vita sofferente e sulla qualità del tempo vissuto.

Tra le iniziative promosse ci sono i “Dialoghi sulla vita”, incontri e momenti di confronto dedicati ai grandi temi esistenziali che spesso vengono evitati o affrontati troppo poco nella società contemporanea.

I progetti per sostenere fragilità, famiglie e caregiver

Accanto all’attività clinica e culturale, la Fondazione porta avanti anche diversi progetti concreti di supporto alla fragilità. Tra questi:

Faro Futuro

Una scuola rivolta a genitori, insegnanti, allenatori sportivi, nonni e adulti di riferimento, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per accompagnare bambini e adolescenti nei momenti difficili della vita.

Scuola per caregiver

Un percorso dedicato alle persone che si prendono cura quotidianamente di un familiare malato, spesso sottoposte a un forte carico emotivo e organizzativo. Il progetto punta a fornire informazioni, competenze e sostegno psicologico.

Torino Compassion

Un grande progetto cittadino che coinvolge associazioni, istituzioni e terzo settore per costruire una “città compassionevole”, capace di rispondere in modo coordinato ai temi della malattia grave, del morire e del lutto.

La Giornata del Sollievo invita a cambiare prospettiva sulla fragilità

La Giornata del Sollievo rappresenta oggi molto più di una semplice ricorrenza sanitaria. È un invito collettivo a ripensare il rapporto con la malattia, il dolore e la fragilità umana.

Parlare di cure palliative significa parlare di ascolto, dignità, accompagnamento e qualità della vita. Significa riconoscere che anche nei momenti più difficili ogni persona ha diritto a essere accolta, sostenuta e rispettata.

Ed è proprio questa cultura del sollievo che realtà come la Fondazione FARO continuano a promuovere ogni giorno attraverso assistenza, formazione e sensibilizzazione sociale.

Condividi:
Picture of Dorotea Rosso

Dorotea Rosso

Articoli correlati