L’Associazione AMOlp, Associazione Medici e Odontoiatri Liberi Professionisti, accoglie con soddisfazione la recente decisione dell’AIFA di eliminare il piano terapeutico per la prescrizione delle glifozine, una classe di farmaci innovativi utilizzati non solo nel trattamento del diabete, ma anche nello scompenso cardiaco e nell’insufficienza renale cronica
È un primo, importante passo verso l’equità professionale e l’accesso alle terapie più efficaci per tutti i pazienti” – dichiara Sergio Di Martino, Presidente AMOlp.
Da sempre AMOlp si batte per una semplificazione normativa che consenta a tutti i medici, indipendentemente dal loro regime lavorativo, di prescrivere farmaci innovativi senza essere penalizzati da vincoli burocratici, come i piani terapeutici attualmente riservati ai colleghi del servizio sanitario pubblico.

Queste limitazioni, sottolinea l’Associazione, gravano sulle liste d’attesa, creando disagi per i pazienti e ostacolando il pieno esercizio della professione medica da parte dei liberi professionisti. Inoltre, rappresentano un freno ingiustificato all’attuazione del principio deontologico secondo cui tutti i medici devono poter offrire ai pazienti la migliore terapia disponibile.AMOlp chiede che il processo avviato da AIFA prosegua senza esitazioni, estendendo la semplificazione della prescrizione anche ad altre categorie di farmaci fondamentali, tra cui:
NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali)
Denosumab per l’osteoporosi
Triplice associazione per asma e BPCO
L’Associazione ribadisce inoltre la richiesta, già presentata in tutte le sedi istituzionali, di aprire l’accesso ai piani terapeutici anche ai medici liberi professionisti, in nome della giustizia, dell’efficienza del sistema sanitario e della salute dei cittadini.
“Attualmente ci sono moltissimi farmaci innovativi per patologie importanti per i quali l’accesso è previsto soltanto attraverso la compilazione di un piano terapeutico ospedaliero”, precisa il Dr. Sergio Di Martino, Presidente AMOlp. “In altre parole possono accedere alla prescrizione di questi farmaci soltanto i medici del pubblico.
I medici liberi professionisti, quindi i medici del privato, anche quelli che operano nel privato convenzionato e che hanno già un loro bacino di utenza storico e che sono in numero anche molto significativo, parliamo di un numero pari se non anche superiore alle centomila unità di medici liberi professionisti, ebbene questa categoria di professionisti è totalmente tagliata fuori da queste possibilità prescrittive di farmaci innovativi.
Quindi c’è il paradosso di non riuscire a seguire in maniera completa i pazienti, obbligandoli quindi a rivolgersi al pubblico, creando disagio al paziente che ha già fatto la scelta di rivolgersi al medico privato e allungando i tempi di accesso alle cure.
Il paziente dunque che necessita di una prescrizione per un farmaco più evoluto e innovativo deve rivolgersi al pubblico, andando a ingorgare le già lunghissime liste di attesa. Già il Presidente Anelli ha fornito su questo punto dei numeri importanti.
Sono milioni di visite inutili che potrebbero essere evitate.
Un tema delicato che va affrontato e AIFA in tal senso ha dato un ottimo segnale positivo nella direzione della semplificazione.
Le piattaforme per accedere ai piani terapeutici già esistono, noi chiediamo la possibilità di poter accedere a queste piattaforme con tutti i controlli di legge previsti, quindi con tutte le garanzie per tutti. Questo che cosa comporta? Noi secondo un principio di deontologia medica siamo obbligati a dare a tutti i nostri pazienti la migliore terapia possibile.
Così invece noi svolgiamo la nostra attività al 50% perché ci sono tantissimi farmaci, alcuni anche da più di dieci anni, per i quali non si può accedere se non attraverso il piano terapeutico ospedaliero e tra questi ci sono appunto il denosumab, famosissimo farmaco contro l’osteoporosi, da più di dieci anni in commercio ma si può accedere solo con il piano terapeutico ospedaliero. Così come i farmaci per le allergie, i nuovi anticoagulanti orali e tanti altri.
La nostra proposta è di perseguire la via della semplificazione da un lato rimuovendo, così come ha fatto AIFA in questi giorni, piani terapeutici ormai obsoleti, dall’altro laddove è possibile con tutti i controlli di legge dare la possibilità anche ai medici liberi professionisti per quella che è la propria utenza di poter venire incontro alle esigenze terapeutiche dei pazienti dando loro la possibilità di essere seguiti al meglio.
Al tempo stesso si ha un triplice vantaggio: si allevia il disagio del paziente che deve poi andare a ingolfare le liste d’attesa, si allevia il carico sui colleghi del pubblico e si dà la possibilità a chi ha bisogno assolutamente di potersi rivolgere soltanto al pubblico di trovare liste d’attesa meno ingolfate.
Fonte: ufficio stampa AMOlp
