medico che usa l'intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale, le persone si fidano più dei medici che dell’IA

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La maggior parte delle persone mostra una maggiore fiducia nei medici umani rispetto all’intelligenza artificiale (IA) per quanto riguarda le diagnosi. Questa conclusione emerge da uno studio statunitense condotto da Michael Sobolev dell’Università della California del Sud e Patrycja Sleboda del Baruch College, presentato recentemente al convegno annuale della Society for Risk Analysis a Washington

Fiducia nell’Intelligenza Artificiale per la diagnosi

La ricerca, che si basa su due sondaggi rappresentativi a livello nazionale, ha esaminato vari aspetti legati alla fiducia, comprensione, potenziale, entusiasmo e timori riguardanti l’IA in ambito medico. Solo circa 1 persona su 6, precisamente il 17%, si fida dell’IA quanto di un professionista sanitario per diagnosticare problemi di salute.

medico e paziente per un consulto
Medico-paziente

Tuttavia, quando è stato presentato un caso concreto—un’IA che analizza le immagini della cervice per identificare alterazioni precancerose—la maggior parte dei partecipanti ha riconosciuto un alto potenziale in questa tecnologia. Inoltre, coloro che hanno avuto esperienze dirette con strumenti di IA, come ChatGPT, hanno dimostrato una visione più favorevole riguardo al loro utilizzo in medicina.

L’importanza dell’istruzione

L’istruzione gioca un ruolo significativo nella percezione dell’Intelligenza Artificiale: chi ha utilizzato questi strumenti ha mostrato una migliore comprensione, più entusiasmo e maggiore fiducia. Nella valutazione dell’IA come strumento diagnostico per il cancro, i fattori di accettazione sono stati classificati in ordine decrescente: potenziale, entusiasmo, fiducia, comprensione e, infine, paura.

persona alle prese con un tablet
Intelligenza artificiale, fa parte delle nostre vite

Quest’ultima è risultata la meno influente. Inoltre, essere uomini e possedere un titolo di studio universitario erano associati a una maggiore fiducia e entusiasmo riguardo all’uso dell’IA in ambito sanitario, oltre a una minore paura generale.

In sintesi, lo studio mette in evidenza un contrasto tra lo scetticismo diffuso verso l’IA e l’apertura che si sviluppa quando il pubblico è informato su casi specifici in cui l’IA può contribuire, in particolare nella diagnosi precoce.

Fonte: quotidianosanità.it

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Dorotea Rosso

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