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Intelligenza artificiale e salute, un prezioso aiuto dalla tecnologia

La pandemia, la crisi globale e l’inflazione hanno messo in luce le criticità della società moderna, creando non poche difficoltà nell’erogare l’assistenza sanitaria, di produzione, di istruzione e sostenibilità nel tempo. L’intelligenza artificiale può venire in nostro soccorso

Utilizzare le nuove tecnologie è molto importante per accelerare il progresso e creare più opportunità per tutti.

Spesso si sente parlare dell’intelligenza artificiale come l’abilità di una macchina di eseguire compiti specifici, analizzare ed apprendere dai dati per restituire informazioni strutturate ed emulare la creatività umana, diventando per questi motivi una tecnologia molto popolare, ma ancora poco compresa.

L’intelligenza artificiale è una tecnologia perfettibile, ammorbata dagli stessi bias cioè dai pregiudizi umani, che possono costituire un ostacolo allo sviluppo inclusivo e accrescere le disparità di reddito.

Lo fanno perché imparano dall’uomo che le addestra mediante algoritmi a comprendere.

Fausto Turco, professionista nel settore digitale, imprenditore di SI-NET, ci guiderà nel viaggio di scoperta delle intelligenze artificiali, il quale prende le mosse dalla passione verso il futuro nel digitale e dell’impatto che queste tecnologie hanno sulla nostra vita.

Come possono essere sfruttate le nuove tecnologie a servizio dell’umanità?

A tutto tondo. Non può esserci innovazione tecnologica senza un benessere umano, come a partire dall’innovazione di Henry Ford che tolse i cavalli per fare le macchine, in un certo senso creando benessere degli animali. Ogni volta che inventiamo o innoviamo, questo deve portare a qualcosa di utile, se lo facciamo per fatturare è un problema, perché il beneficio non è sistemico ma appartenente solo all’ élite.

 La pandemia ci ha aiutato a capire dove può arrivare la tecnologia. O quanto non è stata usata ancora in tutta la sua profondità. La velocità di crescita in questi tre anni ha reso possibile il poter dar vita a una sanità digitale o ibrida.

Secondo te come l’intelligenza artificiale può contribuire al benessere delle persone, anche sul posto di lavoro?

Innanzitutto, non possiamo pretendere che l’intelligenza artificiale sostituisca, soprattutto nella sanità, il benessere o la guarigione o l’empatia o anche solo una cura. Aneddoticamente a Shanghai in Cina venne costruito un hotel futuristico, privo di reception cui si accedeva solo con QrCode. Alcune funzioni erano ben organizzate, ma cosa potrebbe succede in caso di problemi di salute di un ospite? Questo magma di intelligenza ed innovazione senza l’uomo, cosa può essere?

Telemedicina – immagine: Canva

L’essere umano in un momento di bisogno, fa venir meno ogni automatismo. L’intelligenza artificiale deve aiutare, non sostituire l’umano, deve sopperire a certe mancanze, disuguaglianze di reddito e sociali. ChatGPT è un sistema di machine learning, deep learning; l’intelligenza artificiale si comporta in base ad alcuni apprendimenti es. la guida autonoma che deve decidere cosa fare e in questo caso entriamo nel campo dell’etica. L’intelligenza artificiale deve aiutare nella cura anche alla luce di ciò che abbiamo passato in pandemia, nel grande aiuto che ha dato per processare con velocità i risultati ai test e ai vaccini. Il livello di tecnologia che c’era 10 anni fa, non sarebbe stato sufficiente ad arginare i danni della pandemia, non avrebbe permesso di fare sanità ibrida, telemedicina e le videochiamate sulle piattaforme con cui siamo stati vicino ai parenti.

Il digitale in questo senso è stato molto utile, per avvicinale e togliere le distanze ma non c’è paragone con la prossimità dell’operatore sanitario che accarezza il paziente e cambia tutta la percezione da parte del paziente. Il 5G ha permesso di processare i dati in modo più veloce, un’innovazione che aiuterà molto la telemedicina e gli interventi chirurgici a distanza perché riduce molto la latenza fino ad annullarla.

Per etica e sicurezza questi passi avanti si sono arrestati, la tecnologia aiuta ma dobbiamo essere in grado di governarla con regole che sono fatte dagli uomini. Senza ricerca non c’è innovazione questo è imprescindibile, perché crea cultura.

Alcuni lavori implicano il contatto con l’essere umano, le capacità si acquisiscono solo con anni di esperienza sul campo, basti pensare a medici e farmacisti. La collaborazione tra uomo e macchina crea una sinergia in cui la macchina supporta l’umano, aiutandolo nella funzione decisionale.

La tecnologia non potrà mai sostituire l’umano, potrà essere usata per integrare l’attività umana. La pandemia ha fatto vedere quello che c’era già prima, ha esposto delle criticità al mondo. Nella medicina posso curare o intervenire, la visita a domicilio va integrando il contatto umano. Il sorriso e la voce digitale non sono la stessa cosa del reale, la spontaneità della ruga non è umana nel metaverso.

Vicino alla persona si sentono le nostre frequenze, ciò serve per integrare e accelerare i tempi.

Per esempio, certe telecamere devono identificare se una persona ha dei malesseri, rilevare la pressione e mettere in atto la telemedicina. Il match in modo ibrido costituisce la prevenzione, la tecnologia può essere la cura e il seguito è meglio lasciarlo in mano agli esseri umani. Accelerare e prevenire attraverso la tecnologia, che può agire così in modo veloce e imparare, istruita dall’uomo con informazioni regolamentate e strutturate.

ChatGPT è una banca dati immensa mai esistita, non è intelligenza artificiale, connotata da informazioni identificate a livello mondiale. E’ un repository con tanti dati che lavora attraverso diversi algoritmi di machine learning e deep learning, ma non può sostituire il professionista sanitario o un informatore sul farmaco.

La tecnologia non deve essere abusata per curare le persone. E’ utile al medico qualora sia regolamentata per avere accesso ad una banca dati più veloce, in cui ChatGPT fornisce un pensiero laterale per interpretare delle analisi e trarre una diagnosi o una cura, a completare le proprie competenze a partire dall’esperienza.

L’esperienza non deve essere paragonata alla competenza, è un mindset che permette di prendere una decisione in base a un contesto diverso.

Contatto medico-paziente – immagine: Canva

La mente con tante azioni e competenze a parità di analisi e sintomi, permette di fare uno switch tra persone diverse ed restituire una cura differente. Lo fa con l’esperienza e non con la sola competenza.

Qual è secondo te la miglior simbiosi possibile uomo-computer?

L’intelligenza artificiale nasce perché apprende ogni giorno, per questo è perfettibile. Anni fa venne usata per strada con il riconoscimento facciale in America per motivi di sicurezza poi tolta per motivi etici. Saprà fare le cose meglio di noi ma non come noi.

L’intelligenza artificiale implica sfide sociali, morali ed etiche alcune non abbiamo ancora capito dove arriveranno, è un qualcosa che andrà umanizzato attraverso il controllo. Citando uno spot: la potenza è nulla senza controllo.