In occasione della Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sulla Vulvodinia, 11 novembre, oggi abbiamo l’opportunità di approfondire questa patologia con il Professor Filippo Murina, specialista in ostetricia e ginecologia, nonché direttore scientifico dell’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus. Due i messaggio che devono arrivare alle donne: è indispensabile chiedere aiuto e dalla vulvidinia si può guarire
Ascolta il podcast con l’intervista al prof. Filippo Murina, Specialista in Ostetricia e Ginecologia e responsabile del Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore e del Centro Menopausa presso l’Ospedale Vittore Buzzi di Milano. Professore a.c. dell’ Università degli Studi di Milano. Direttore Scientifico dell’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus
La Vulvodinia: un problema per troppi anni sconosciuto
La vulvodinia è una condizione che colpisce molte donne, con stime che indicano circa una donna su sette in Italia affetta da questa malattia. Secondo il Professor Murina, si stima che fino al 15% delle donne possa sperimentare questa condizione, che spesso è caratterizzata da una grande difficoltà diagnostica.
La mancanza di conoscenza e sensibilizzazione sulla vulvodinia ha portato a una situazione di invisibilità per molte donne, costrette a vivere con un dolore cronico senza un adeguato supporto e percorso di cura.

Un dolore silenzioso
La vulvodinia si manifesta con sintomi come bruciore e dolore a livello dei genitali esterni, accompagnati da difficoltà nei rapporti sessuali. È importante sottolineare che, in assenza di manifestazioni clinicamente evidenziabili, le donne possono sentirsi frustrate e isolate. Questa condizione può influenzare negativamente vari aspetti della vita quotidiana, rendendo difficile stare sedute a lungo, indossare certi tipi di abiti, e, soprattutto, compromettere la sfera della sessualità e delle relazioni interpersonali.
La vulvodinia è una condizione caratterizzata da dolore cronico e disagio nella zona vulvare. I sintomi principali includono:
- Bruciore: sensazione di bruciore che può variare in intensità e può essere persistente o intermittente.
- Dolore: dolore acuto o sordo nella vulva, che può manifestarsi anche durante le attività quotidiane.
- Sensibilità: aumento della sensibilità nella zona vulvare, che può rendere scomodi anche abiti normali o il semplice contatto.
- Difficoltà nei rapporti sessuali: il dolore può rendere difficile o impossibile avere rapporti sessuali, causando frustrazione e disagio.
- Prurito: alcune donne possono sperimentare prurito o irritazione nella zona vulvare.
- Disturbi urinari: in alcuni casi, può esserci anche un’associazione con sintomi urinari, come dolore durante la minzione.
È importante notare che la vulvodinia si presenta in assenza di segni clinici evidenti, come infezioni o altre patologie ginecologiche. Se sospetti di avere sintomi di vulvodinia, è fondamentale consultare un medico specialista per una diagnosi e un percorso di cura adeguati.
Leggi anche il nostro articolo con ulteriori dettagli sulla vulvodinia
Iniziative di sensibilizzazione: A Voce Alta
In risposta a questa situazione, il Professor Murina ha sottolineato l’importanza di iniziative come “A Voce Alta”, un progetto che offre incontri con esperti per discutere della vulvodinia. Questi incontri non solo mirano a sensibilizzare le donne riguardo alla loro condizione, ma anche a far comprendere loro che non sono sole e che esistono percorsi di cura efficaci. Il messaggio centrale è chiaro: il dolore può essere curato e le donne hanno il diritto di vivere una vita senza disagio.

La ricerca e le nuove frontiere
Dal punto di vista della ricerca, ci sono segnali di progresso. Il gruppo di ricerca del Professor Murina ha identificato diversi aspetti che caratterizzano la vulvodinia, compresi fattori ormonali, infettivi e neurologici. Questi studi stanno aprendo nuove strade per le terapie, con l’obiettivo di fornire soluzioni efficaci per le donne affette. È fondamentale affrontare la vulvodinia in modo competente, costruendo percorsi terapeutici adeguati che possano portare alla guarigione.
Forte il messaggio di speranza lanciato dal Professor Murina: la vulvodinia è trattabile e le donne possono pensare di uscirne. La fiducia nella medicina tradizionale e la consulenza con esperti sono elementi chiave per affrontare questa condizione. L’importante è parlarne, chiedere aiuto e non rimanere in silenzio.
Un appello alla comunità
In conclusione, il prof. Murina ha voluto sottolineare che iniziative come quella di Radiosalute sono fondamentali per il benessere delle donne e per la diffusione della conoscenza riguardo a patologie spesso sottovalutate. È cruciale continuare a sensibilizzare la classe medica, politica e le istituzioni, affinché la vulvodinia venga riconosciuta e trattata con la serietà che merita.
Concludiamo con un invito: se stai vivendo esperienze di dolore o disagio, non esitare a contattare un professionista. Non sei sola, e ci sono persone pronte ad aiutarti.
