cure di ferite complesse ad una mano

Ferite complesse, a Padova un centro d’eccellenza per trattarle

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Che gli orizzonti della scienza siano infiniti ce lo dimostrano gli incredibili passi avanti fatti dalla ricerca negli ultimi anni. Che la natura sia in grado di offrirci soluzioni che oltrepassano la nostra immaginazione è invece una realtà che probabilmente non smetterà mai di stupirci. L’Azienda Ospedale Università di Padova, si è da tempo affermata come un centro di eccellenza per le ferite complesse

Ferite complesse, approccio multidisciplinare

Si tratta di una branca della medicina che richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge i professionisti della Chirurgia Plastica, della Medicina Interna, dell’Oncologia, della Chirurgia Vascolare, delle Malattie Infettive, della Reumatologia, dell’Angiologia e delle Malattie del Metabolismo.

Ascolta il podcast con l’intervista al prof. Franco Bassetto, direttore UOC Chirurgia Plastica Azienda Ospedale Padova

Grazie all’utilizzo della pelle artificiale, dei bio tessuti e dei tessuti ingegnerizzati e soprattutto attraverso l’impiego di tecniche chirurgiche innovative, si è passati da una copertura passiva delle ferite complesse con le medicazioni tradizionali a una rigenerazione attiva con l’uso di matrici dermiche.

«Avere nella nostra regione la Banca dei tessuti di Treviso che è la più grande d’Italia, ci mette nelle condizioni di poter accedere agilmente a una vastissima gamma di soluzioni per curare nel modo più idoneo i nostri pazienti – spiega il professor Franco Bassetto, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica – Dal derma umano, alle membrane amniotiche, al tessuto adiposo, agli homograft vascolari fino agli esosomi (tessuti rigenerati da vescicole extracellulari) alle matrici dermiche (di origine bovina, porcina e suina) e persino alle matrici di merluzzo islandese (per traumi importanti e indicata anche nei bambini).

In particolare quest’ultima matrice che proviene dall’Islanda, scoperta da poco, possiede delle caratteristiche molto simili a quelle della pelle umana e si sta rivelando davvero prodigiosa in contesti delicati come quelli delle lesioni riportate dai bambini provenienti da Gaza. Proprio in questi giorni abbiamo operato con successo il sesto bambino arrivato a Padova dalla Palestina attraverso una ricostruzione del cuoio capelluto».

Ferite complesse, un aiuto dalla ricerca medica

Per quanto concerne le nuove tecnologie, invece, sono stati ottenuti ottimi risultati attraverso la terapia a pressione negativa con stimolazione micro meccanica (che consente il delivery automatizzato della soluzione topica che rimuove l’essudato e i debris della superficie della ferita con una consistente riduzione del bioburden batterico) , così come con la Fluorescent Light Energy (FLE) che, attraverso i cromofori endogeni ed esogeni attivati mediante l’esposizione a luce Led non-coerente induce l’attivazione fisica e chimica di pathways intercellulari, e con il cold plasma a plasma atmosferico freddo (tecnologia che utilizza aria ed energia ricavate dall’ambiente per produrre plasma atmosferico freddo altamente efficace per inattivare batteri e funghi).

ricercatrice al microscopio, il ruolo della ricerca per intervenire sulle ferite complesse
Ricerca scientifica per curare le ferite complesse

I numeri dell’attività della UOC Chirurgia Plastica, diretta dal prof. Franco Bassetto parlano da sé: i ricoveri annui in media sono 3500, di cui 1700 in day hospital. I bambini presi in carico nello scorso anno sono stati 173, mentre le consulenze multidisciplinari erogate nei dodici mesi sono mediamente mille. Per quanto riguarda invece l’attività ambulatoriale, la media annua è di circa 25 mila prestazioni. Il team del reparto di Chirurgia Plastica vede la presenza di 7 medici, 38 specializzandi, 64 infermieri e 30 operatori socio sanitari.

Il professor Bassetto è inoltre presidente della Società italiana di Chirurgia Plastica e referente per la Chirurgia Plastica in Ewma (European Wound Management Association), associazione europea con sei mila iscritti fondata nel 1991 per promuovere il progresso dell’educazione e della ricerca sull’epidemiologia, patologia, diagnosi, prevenzione e gestione delle ferite di tutte le eziologie.

«Il ruolo della chirurgia plastica è diventato davvero fondamentale grazie alla scoperta e all’utilizzo di queste nuove matrici, al punto che noi oggi riusciamo a far guarire i nostri pazienti non più in un modo cicatriziale come avveniva un tempo, ma in modo rigenerativo e dunque definitivamente, senza recidive, quindi immaginate l’impatto che questa chirurgia ottiene non solo sulla qualità della vita del paziente, ma anche a livello di costi sociali.

chirurghi in sala operatoria per risolvere ferite complesse
Ferite complesse, i passi avanti della chirurgia

Tra i vantaggi di trovarsi a Padova c’è anche la stretta collaborazione tra le cliniche universitarie e gli istituti preclinici che ci permette di avere il parere dei nostri preclinici interni sui prodotti che le aziende ci propongono. Questi ultimi anni, hanno visto un’esplosione di interesse da parte della Chirurgia Plastica per la guarigione delle ferite difficili e quindi lavorare in una città relativamente piccola, dove ricerca preclinica, ricerca clinica e clinica su paziente lavorano in sinergia rende molto più semplice il raggiungimento di risultati eccezionali».

Leggi anche il nostro articolo sul centro di eccellenza per la malattie oculari oncologiche all’ospedale di Padova

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Dorotea Rosso

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