Sconfiggere la depressione post partum grazie al canto collettivo. I risultati di un progetto attuato in alcune ULSS in Italia sono davvero incoraggianti
Quello della musica è un potere ancestrale che vive in una dimensione sospesa tra la terra e il cielo, che sa eludere lo spazio e sopravvive intatta al passare del tempo: fin dalla comparsa dell’uomo su questo pianeta, il canto è sempre stato associato alla cura. Nelle civiltà primitive la guarigione passava attraverso l’attuazione di rituali dai ritmi cadenzati che accompagnavano il malato verso il conseguimento di una condizione di benessere.
“Music and Motherhood” è il titolo del progetto promosso e coordinato dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS, con cui è stato possibile dimostrare l’efficacia di una terapia demedicalizzata quale il canto di gruppo per contrastare gli effetti della depressione post partum (DPP) nelle neo-mamme. Lo studio si è svolto fra il 2021 e il 2023 in Danimarca, Romania e Italia.

Nel nostro Paese, a prendere parte allo studio di fattibilità coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità ISS, sono stati i consultori familiari delle Aziende sanitarie Azienda ULSS 6 Euganea di Padova, ASL Città di Torino e ASL ROMA 2 insieme al Cultural Welfare Centre, organizzazione del terzo settore specializzata nella ricerca su arte, cultura e salute.
I risultati delle ricerche, che hanno visto il coinvolgimento di 23 mamme con sintomi di depressione post partum per un totale di 10 incontri condotti da un insegnante di canto supportato da un professionista sanitario del consultorio familiare, sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Medicine e presentati al convegno “Music and motherhood: Health care innovation through the Arts” tenutosi a Copenaghen lo scorso 6 ottobre.

La depressione post partum è fra le più frequenti condizioni patologiche del periodo postnatale e interessa il 13-15% delle donne che partoriscono. «Per comprendere meglio questo tipo di disturbo – spiega il dottor Pietro Grussu, psicologo, psicoterapeuta specialista in Psicologia clinica nonché referente del progetto Music & Motherhood per l’Azienda ULSS 6 Euganea – è necessario considerare il contesto storico e sociale a cui stiamo facendo riferimento, ovvero quello a cui apparteniamo.
Ascolta l’intervista integrale a Pietro Grussu, psicologo, psicoterapeuta specialista in Psicologia clinica nonché referente del progetto Music & Motherhood per l’Azienda ULSS 6 Euganea.
Depressione post partum, possibili cause
I dati dell’OMS ci hanno segnalato anche recentemente che nel mondo occidentale una gravidanza su due circa è inaspettata o non programmata: questo implica che la metà delle donne e dei loro partner si trovano a dover affrontare una esperienza – come quella dell’arrivo di un figlio – che cambierà radicalmente la loro vita e le loro abitudini, senza averla prima ponderata o messa in preventivo.
Sempre i dati raccolti dall’OMS, ci dicono inoltre che – a livello mondiale – un concepimento su otto si concretizza in contesti di coppia frequentemente caratterizzati da importanti conflitti, da violenza intrafamiliare o maltrattamento. Sono evidenze sconcertanti, ma che sicuramente aiutano a considerare il fenomeno della psicopatologia in epoca perinatale da una prospettiva più ampia e consapevole.
Teniamo comunque presente che la gravidanza e la successiva nascita di un figlio, anche se il tutto risulta programmato, cercato e voluto, sono fonte di stress e aprono a nuove dinamiche, ritmi e responsabilità nonché la creazione di una dimensione (sia individuale che di coppia) diversa da quella precedente all’arrivo del pargolo».
Nonostante durante i primi mesi di vita del figlio la maggior parte delle neo mamme venga a contatto con diversi professionisti della salute e con i servizi sanitari, un gran numero di donne che soffrono di depressione post partum non chiede aiuto; dall’altra, in alcuni contesti assistenziali lo stesso disturbo non viene rilevato o riconosciuto, oppure la neo-mamma non riceve una terapia adeguata.
Se non trattata, la depressione post partum può avere un impatto negativo profondo e a lungo termine sulla salute delle donne, dei bambini e dell’intera famiglia, rischiando di condizionare i rapporti con il bambino e il partner e di intaccare il benessere del nucleo familiare.
La diffusione di queste situazioni di difficoltà, unito alla volontà di trovare soluzioni alternative alle cure farmacologiche per sostenere il benessere emotivo delle neo-madri, sta alla base di questo studio di ricerca: «L’intero gruppo di ricerca è partito da una serie di informazioni e conoscenze scientifiche che poi, con la proposta dell’OMS e il coordinamento dell’ISS, ha dato avvio alla sperimentazione del canto di gruppo sulla popolazione postnatale delle neo-mamme italiane emotivamente sofferenti.

In partenza già sapevamo, ad esempio, che attraverso la musica è possibile dare sollievo alle donne che durante la gravidanza manifestano elevati livelli d’ansia, così come alleviare il dolore durante il travaglio di parto; per quanto riguarda poi la scelta di svolgere un’attività di tipo gruppale, diversi studi hanno ripetutamente dimostrato che mettere a contatto tra loro persone che stanno vivendo la stessa esperienza di vita produce degli effetti psicologici benefici grazie alla condivisione e al confronto continuo e diretto relativamente agli stessi argomenti o aspetti vissuti – anche dolorosi – in quel determinato momento ».
Le importanti evidenze scientifiche di questa prima sperimentazione hanno portato al finanziamento di un nuovo progetto pilota nell’ambito del bando ricerca indipendente ISS 2023, che prevede la dotazione agli insegnanti di canto e ai professionisti sanitari coinvolti nell’implementazione di un manuale specifico e di un corso professionalizzante in lingua italiana dal momento in cui, nel progetto coordinato dell’OMS Europa, questi materiali erano stati resi disponibili solo in lingua inglese, rappresentando di fatto una barriera alla diffusione dell’intervento su larga scala.
I dati raccolti all’interno del contesto italiano – con i contributi delle aziende ULSS di Padova, Roma e Torino – rappresenteranno certamente la base per realizzare ulteriori edizioni dell’intervento di canto di gruppo per neomamme con sintomi di depressione postpartum nei consultori familiari del nostro Paese interessati a sperimentare questa opzione terapeutica a partire dal primo trimestre del 2025.
