Vulvodinia, un disturbo pericoloso per il benessere sessuale delle donne. Ne abbiamo parlato con la prof.ssa Alessandra Graziottin
Il benessere sessuale è un aspetto importante per la qualità della vita delle persone.
Esiste un disturbo chiamato vulvodinia che può complicare non poco il benessere sessuale di uomini e donne. Pur interessando direttamente l’organo sessuale femminile, infatti, questa patologia mette a repentaglio, in modo indiretto, una buona intimità anche per i partner delle donne che ne soffrono.

A raccontare ai nostri microfoni di cosa si tratta e come affrontare questo disturbo è la professoressa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica presso l’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano.
Cos’è la vulvodinia
La vulvodinia è una patologia complessa tutt’altro che rara: essa colpisce tra il 10 e il 15% delle donne, in molti casi costrette a soffrirne per anni prima di ricevere una corretta diagnosi e la terapia più appropriata. È una condizione cronica invalidante, spesso vissuta dalle pazienti come un calvario fisico ed emotivo, aggravato dal fatto di sentirsi considerare ipocondriache o affette da disturbi psicosomatici.
La dottoressa Graziottin, docente del Dipartimento di Ginecologia dell’Ospedale di Verona, spiega chiaramente che si tratta di qualcosa di molto concreto che ha ben poco a che fare con la psiche: “Troppo spesso, questo disturbo viene abbinato ad una dimensione psicologica quando, invece, è ben altro. La vulvodinia arreca dolore fisico alle donne che ne soffrono, mettendo a rischio non solo la salute fisica di chi ne soffre ma anche il benessere sessuale della coppia”.
Il dolore viene avvertito dalle donne già dall’inizio del rapporto intimo che, di conseguenza, diventa molto difficoltoso se non impraticabile. I rimedi esistono: ne hanno parlato esperti di fama internazionale nel summit svoltosi a Roma pochi giorni fa.

Rivolgersi al proprio medico di base
Non nascondere il problema
La prima cosa da fare per avvicinarsi alla risoluzione del disturbo è conoscere il problema e rivolgersi al proprio medico di medicina generale e allo specialista ginecologico: “E’ il primo passo per interrompere questa malattia che affligge le donne – dice la dottoressa Graziottin -. Ignorare questa sofferenza e ricondurla a qualcosa di psicologico è assolutamente sbagliato”.
Il Dipartimento di Ginecologia dell’Ospedale di Verona sta concentrando molte attenzioni a questo tema che, se affrontato in modo concreto e con una diagnosi specifica, può assumere dimensioni più gestibili, fino anche a scomparire dalla vita della donna.

Uno stile di vita sano
Cosa può aiutare, inoltre, a limitare e ridurre questa problematica? Senza dubbio, uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata, evitare fumo e alcol, praticare sport e confrontarsi con donne amiche e con il proprio medico curante sono tutte attività che fanno la differenza. La cosa più importante, se soffrite di questo disturbo, è affrontare la patologia aprendosi agli altri, senza timori o vergogna. E’ il primo step per tornare ad avere un benessere sessuale personale e di coppia.
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