L’intelligenza artificiale utilizzata in dermatologia per monitorare i fattori di rischio dei tumori della pelle. A Padova è già realtà. Tutti i dettagli nel nostro articolo
«La tecnologia, soprattutto in ambito medico, è uno strumento potente che va maneggiato con cura: senza scetticismi, certo, ma al tempo stesso facendo molta attenzione» è con queste parole che Mauro Alaibac, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova – affermatasi negli anni come centro di eccellenza sia a livello nazionale che europeo – ha introdotto il recente utilizzo dell’intelligenza artificiale nel monitoraggio dei fattori di rischio dei tumori alla pelle.
Ascolta l’intervista a Mauro Alaibac, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia dell’Azienda Ospedale Università di Padova
Il reparto (che dispone di un’équipe formata da cinque medici, nove infermieri, tre operatori sociosanitari, 21 medici in formazione e un dottorando di ricerca) ha erogato nel 2024 oltre 70 mila prestazioni e circa 3 mila consulenze tra quelle realizzate direttamente nel Pronto Soccorso e quelle fornite negli altri reparti dell’Azienda.
Dermatologia, un’eccellenza a Padova
Per la presa in carico dei pazienti dermatologici la UOC dispone di ambulatori dedicati, un day hospital, un laboratorio, un presidio per le consulenze e un ambulatorio per la fototerapia.
«I risultati che raccoglieremo nei prossimi anni saranno fondamentali per comprendere quanto e in che modo il supporto tecnologico e l’intelligenza artificiale potrà esserci di aiuto sia nella cura del paziente, sia anche nell’alleggerimento dei processi diagnostici – continua il professor Alaibac, che sottolinea – Riponiamo grande fiducia in questi nuovi approcci che riguardano le reti neurali in un’ottica di radicale cambiamento della prospettiva soprattutto nell’ambito delle diagnosi precoci».

Dermatologia, aumento di pazienti grazie ai controlli
A questo proposito, l’ultimo decennio ha visto un graduale e costante aumento di pazienti anche in ambito dermatologico. Un fenomeno che trova ragione in un proporzionale incremento delle visite di prevenzione e di un’aspettativa di vita che anno dopo anno è sempre più duratura: «La medicina si sta confrontando con un aumento trasversale di tutte le patologie e le patologie dermatologiche non si discostano da questo trend – commenta il direttore del reparto – Certamente abbiamo una maggiore capacità diagnostica e questo ci permette anche di riconoscere delle entità che per molto tempo sono state in qualche modo sottovalutate».
Ma non è tutto: oltre all’intelligenza artificiale e a modalità diagnostiche all’avanguardia, la clinica dermatologica dell’Azienda Ospedale Università di Padova è anche impegnata in diversi progetti di ricerca sia a livello europeo che internazionale. I più recenti studi si hanno riguardato non solo gli ambiti oncodermatologico e immunodermatologico, ma anche quello epidemiologico in relazione a nuove terapie biologiche e quello clinico rapportato ad approfondimenti di diagnostica avanzata.
Decisamente importante e degno di nota anche l’utilizzo della telemedicina in dermatologia, una modalità di assistenza sanitaria a distanza che si avvale di tecnologie informatiche e di comunicazione e che, oltre a permettere un’interazione con il medico da remoto, consente anche di adattare il più possibile la visita alle necessità del paziente.

Questo tipo di approccio, oltre a proiettarci in un futuro all’insegna della prossimità spazio-temporale, offre al medico la possibilità di monitorare i pazienti, assisterli nelle malattie croniche e favorire i processi di prevenzione. Se in più ad essere presi in esame sono ambiti sanitari che presentano una carenza di medici, com’è appunto il caso della Dermatologia, un servizio di questo tipo si dimostra, a maggior ragione, rivoluzionario in termini di efficacia: «Pur essendo tra le specialità più richieste, tant’è che è quella che richiede il punteggio di accesso più alto, purtroppo i posti a disposizione sono molto pochi – spiega il professor Mauro Alaibac.
Dermatologia, investire in ricerca
Pertanto è necessario investire di più in borse di studio, soprattutto vincolate, ovvero borse di studio che vincolano lo specialista, una volta terminato il suo percorso di formazione a lavorare nelle aree della sua regione che sono più in carenza e dunque che hanno una maggiore necessità».
