L’emicrania femminile è una patologia molto comune. Si stima che in Italia una donna su tre ne sia affetta, il che ha portato a considerarla una malattia di genere. Ci sono diversi aspetti che differenziano questo disturbo tra i sessi: ad esempio, nelle donne si manifesta con forme più acute, sintomi più intensi e, talvolta, con una durata più lunga
Sentiamo il punto di Luigi Cavalieri, direttore di Profilo Salute
Emicrania femminile, le cause
Ci viene in aiuto il prof. Maurizio Versino, neurologo di Humanitas Mater Domini.
Gli ormoni femminili e le loro oscillazioni rappresentano i principali fattori, che determinano le differenze di genere riscontrate nell’emicrania. Non è infrequente che questa patologia si sviluppi maggiormente dopo la prima mestruazione (menarca). La frequenza delle crisi emicraniche é, infatti, correlata alle variazioni ormonali legate al ciclo mestruale. Di conseguenza, le donne in età fertile possono soffrire di attacchi di emicrania in relazione con un momento specifico del loro ciclo, soprattutto nei giorni che coinvolgono le mestruazioni e l’ovulazione.

Si registra un miglioramento durante la gravidanza, seguito da una ricomparsa dopo il parto e durante l’allattamento. Nel periodo peri-menopausale, caratterizzato da maggiori oscillazioni dei livelli ormonali, l’emicrania può mostrare un transitorio peggioramento, che si risolve con l’entrata in menopausa. In questa fase l’emicrania può migliorare ed in alcune donne, ma non necessariamente in tutte, diventare un ricordo.

I disturbi emicranici compromettono enormemente la qualità della vita delle persone che ne soffrono, soprattutto delle donne. Questo impatta sia sulla sfera emotiva che sulle relazioni familiari e sociali. Si tratta di un vero e proprio effetto invalidante, che influisce sul sistema nervoso e genera ansia di attesa a causa della possibilità di un nuovo attacco emicranico.
L’imprevedibilità della malattia rende le donne particolarmente suscettibili dal punto di vista emotivo e questi stati d’animo si aggiungono ai sintomi effettivi dell’emicrania, amplificando la gravità della situazione.
Durante un attacco emicranico anche le attività quotidiane più semplici diventano pesanti e insostenibili: questo provoca un senso di frustrazione, che aggrava ulteriormente la condizione delle persone, che ne soffrono.
Luigi Cavalieri
