donne in menopausa con possibili problemi cardiaci

Donne e rischio cardiovascolare, le 5 domande che ogni donna in menopausa dovrebbe farsi 

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La survey raccolta dal portale VediamociChiara fotografa una distanza preoccupante tra percezione e realtà: il 92% delle donne attribuisce il rischio cardiovascolare a stile di vita ed ereditarietà, ma pochissime riconoscono il ruolo della menopausa e al cambiamento ormonale. L’esperta spiega in 5 domande, quali sono le attenzioni che una donna in menopausa deve considerare

La menopausa è un passaggio fisiologico, ma il rischio cardiovascolare no. Eppure solo l’8% delle donne collega il cambiamento ormonale al cuore, mentre il 92% attribuisce il rischio esclusivamente a stile di vita ed ereditarietà, un divario che racconta una consapevolezza ancora incompleta. A confermarlo i risultati della survey di VediamociChiara sulla salute del cuore su oltre 3.500 donne.

medico che consiglia la paziente in menopausa
Ma menopausa porta anche al rischio cardiovascolare

“Questi numeri ci dicono che il cuore resta fuori dal racconto della menopausa. E quando un tema non viene nominato, semplicemente non viene riconosciuto. VediamociChiara è il portale onlife cresciuto proprio per questo, per trasformare la scienza – interviene Maria Luisa Barbarulo, ideatrice del progetto – in consapevolezza concreta, accessibile e verificata”.

MENOPAUSA QUALE FATTORE DI RISCHIO ANCORA TROPPO SOTTOVALUTATO

La menopausa è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente dall’età in cui si verifica e le donne in postmenopausa possono arrivare ad avere un’incidenza di malattia cardiovascolare da 2 a 6 volte maggiore rispetto alla fase pre-menopausale. Il calo estrogenico modifica profilo lipidico, pressione arteriosa, adiposità viscerale e sindrome metabolica.

“Non è un dettaglio ormonale, ma è una trasformazione cardiometabolica. Pensare che la menopausa riguardi solo vampate e umore – spiega Adele Lillo, cardiologa ambulatoriale ASL Bari, DSS n°10, ex Ospedale Fallacara Triggiano (BA) – significa perdere un pezzo fondamentale della prevenzione. Il cuore cambia già dalla perimenopausa, spesso intorno ai 40 anni, ma la percezione resta ferma a un’idea parziale”.

medico con cuore rotto a metà, rischio cardiovascolare possibile conseguenza della menopausa
Menopausa, le 5 domande che le donne devono porsi

LE 5 DOMANDE PER OGNI DONNA IN MENOPAUSA (78% NON CONOSCE IL RISCHIO)

Solo il 22% delle intervistate conosce le differenze nella presentazione dei sintomi cardiovascolari tra uomo e donna, mentre il 78% non ne ha consapevolezza.
“La cardiopatia ischemica nelle donne ha peculiarità sesso-specifiche ben documentate – prosegue Lillo– e continuare a leggerla con parametri maschili significa ritardare diagnosi e cura. Nelle donne l’insorgenza può essere meno “classica” e per questo meno riconoscibile e non associabile a un problema cardiaco proprio perché si presentano in modo più sfumato.

Ecco alcune semplici domande che ogni donna in menopausa dovrebbe farsi”. 

  1. È solo stanchezza o qualcosa di diverso? Se l’affaticamento è nuovo, persistente e sproporzionato rispetto alle attività quotidiane, non va automaticamente attribuito alla menopausa
  2. Perché mi manca il fiato anche per piccoli sforzi? Una dispnea comparsa di recente – salendo pochi gradini o camminando a ritmo normale – merita un approfondimento, soprattutto dopo i 40 anni
  3. Quel fastidio al petto è davvero “niente”? Il dolore cardiaco può non essere improvviso e intenso, ma presentarsi come bruciore, pressione o senso di costrizione diffuso. Anche un dolore atipico va valutato
  4. Perché sento dolore alla schiena o alla mandibola senza motivo? Nella cardiopatia ischemica femminile il dolore può irradiarsi in modo diverso rispetto alla presentazione maschile. Non sempre è localizzato al centro del torace
  5. Le vampate molto intense sono solo un disturbo della menopausa? Quando sono severe, persistenti o associate a palpitazioni, le vampate possono indicare un profilo cardiometabolico più vulnerabile. Non vanno banalizzate

PER 4 SU 10 CONTA LO STRESS E NON CONOSCONO I VALORI DELLA PRESSIONE

I sintomi vasomotori – vampate e sudorazioni notturne – interessano fino al 75% delle donne e non sono soltanto un problema di qualità della vita. La letteratura più recente li considera possibili indicatori di aumentato rischio cardiovascolare. Ma non è tutto. La survey promossa da VediamociChiara evidenzia che il 41% delle donne identifica lo stress come fattore importante nella propria quotidianità, mentre permane una tendenza a sottovalutare i valori pressori anche quando non sono ottimali (solo 4 su 10 conoscono il parametro corretto 80/120). Un mix che, nella fase menopausale, può diventare particolarmente rilevante.

“Quando una donna riferisce vampate intense, stress costante e valori pressori che oscillano – conclude Lillo– non possiamo leggere questi elementi come compartimenti separati. Il calo estrogenico modifica l’equilibrio cardiometabolico, lo stress agisce come amplificatore e la pressione è spesso il primo parametro che cambia. Banalizzare significa perdere un’opportunità di prevenzione. Non è allarmismo, ma significa intercettare segnali prima che diventino evento clinico”.

Fonte: ufficio stampa

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