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Cardiochirurgia di Padova, intervento salvavita su un 59enne

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La cardiochirurgia dell’ospedale di Padova batte sul tempo il mondo intero con un’operazione all’avanguardia che ha visto per la prima volta l’utilizzo di un’ innovativa tecnica cardiochirurgica microinvasiva per l’impianto di una protesi valvolare polmonare in un paziente cardiopatico congenito adulto

Ascolta le interviste dei protagonisti di questo eccezionale intervento nel podcast che segue:

Cardiochirurgia, procedura rivoluzionaria

Ed è proprio un “battito”, regolare e costante, a fare da colonna sonora a questa incredibile impresa: quello del paziente di 59 anni a cui questa rivoluzionaria procedura ha salvato la vita. L’uomo infatti era stato trasferito a Padova da un altro ospedale per uno scompenso cardiaco grave e presentava un quadro clinico molto complesso.

Giuseppe Tarantini direttore cardiologia interventistica Azienda Ospedale Università di Padova

Era stata rilevata infatti una controindicazione chirurgica per l’elevatissimo rischio di sanguinamento, ma al tempo stesso mancava (a livello internazionale ) la disponibilità di valvole polmonari adeguate per una sostituzione percutanea. Ad aggravare le condizioni del paziente, inoltre, c’era il fatto che da bambino avesse già subìto la correzione di una cardiopatia congenita.

Giovanni di Salvo direttore cardiologia pediatrica Azienda Ospedale Università di Padova

Per progettare e realizzare questa delicata procedura chirurgica sono state coinvolte ben tre equipe mediche, la UOC Cardiochirurgia, la UOSD Emodinamica e Cardiologia interventistica, la UOC Cardiologia pediatrica, nonché l’appoggio e il via libera del Ministero della Salute.

Giuseppe Dal Ben direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova

Dal momento in cui un intervento cardiochirurgico tradizionale a torace aperto risultava insostenibile, a causa dell’ altissima probabilità di sanguinamento, per riuscire a ridurre i rischi, bisognava necessariamente utilizzare un approccio chirurgico microinvasivo e ibrido e la valvola percutanea tradizionale doveva essere adattata all’anatomia del paziente.

Azienda Ospedale Università di Padova

Gino Gerosa, direttore del centro ‘Gallucci’ di Padova e UOC di Cardiochirurgia all’azienda ospedale Università di Padova

Dopo aver richiesto la consulenza al reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Philadelphia, è stato pianificato un intervento a cuore battente senza l’uso della circolazione extracorporea con una minitoracotomia di 5 cm.

A un mese dall’intervento, il paziente (che è rimasto in terapia intensiva 5 giorni sempre in respiro spontaneo e senza supporto farmacologico) è finalmente riuscito a compiere piccoli gesti quotidiani che prima erano impossibili come allacciarsi le scarpe, respirare senza fatica, camminare senza stancarsi.

Un risultato eccezionale che conferma l’altissimo livello della sanità italiana.