ragazzina che guarda la bilancia con angoscia

Disturbi alimentari nei bambini, primi sintomi anche a 9 anni

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In Italia, oltre 3 milioni di persone soffrono di disturbi alimentari, con un preoccupante 30% di questi casi che riguarda minori di 14 anni. Negli ultimi anni, si è osservato un abbassamento dell’età di esordio, con i primi sintomi che possono manifestarsi già a 8-9 anni

La Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) invita genitori e famiglie a prestare particolare attenzione ai segnali di allerta nei bambini.

I pediatri evidenziano alcuni segnali da monitorare, come il rifiuto improvviso di determinati alimenti, una dieta più restrittiva, variazioni di peso non coerenti con la crescita, isolamento durante i pasti e cambiamenti dell’umore.

Antonio D’Avino, Presidente nazionale della Fimp, sottolinea l’importanza di un intervento tempestivo: “I disturbi alimentari rappresentano una delle sfide più significative per la salute di bambini e adolescenti. Negli ultimi anni, si è registrato un abbassamento dell’età di esordio e un incremento dei casi, in particolare dopo la pandemia. È fondamentale rafforzare il ruolo del Pediatra di Famiglia come primo punto di riferimento per le famiglie nel riconoscere i segnali di disagio e indirizzare verso percorsi di cura appropriati”.

ragazza che a fatica mangia un boccone, i disturbi alimentari cominciano anche a 9 anni
Disturbi alimentari, attenzione ai segnali

Raffaella De Franchis, Referente Area Alimentazione e Nutrizione Fimp, aggiunge: “Il pediatra ha una posizione privilegiata per rilevare precocemente questi segnali. È essenziale non solo monitorare il peso, ma anche il comportamento alimentare e il benessere emotivo del bambino. Il rapporto con il cibo si forma nei primi anni di vita, e il cibo non dovrebbe diventare un premio o una consolazione”.

Tra i suggerimenti per le famiglie, i pediatri raccomandano di creare momenti di convivialità durante i pasti, evitare commenti sul peso o sull’aspetto fisico e prestare attenzione a eventuali difficoltà emotive dei figli. È cruciale non utilizzare il cibo come strumento di premio, in quanto ciò potrebbe portare a un rapporto disfunzionale con l’alimentazione, influenzando le abitudini alimentari anche in età adulta.

disturbi alimentari, attenzione ai campanelli d'allarme
Disturbi alimentari, evitare commenti sull’aspetto fisico

Secondo la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), alcuni segnali di allerta per i disturbi alimentari nei bambini includono:

  1. Rifiuto improvviso di alimenti: un cambiamento repentino nelle preferenze alimentari.
  2. Selezione alimentare rigida: limitazione drastica degli alimenti consumati.
  3. Variazioni di peso: perdita o aumento di peso non coerenti con la crescita normale.
  4. Isolamento durante i pasti: comportamenti di isolamento o rifiuto di mangiare con altri.
  5. Cambiamenti dell’umore: alterazioni nel comportamento emotivo, come irritabilità o tristezza.

Questi segnali possono indicare l’insorgere di disturbi alimentari e richiedono attenzione e, se necessario, consultazione con un pediatra.

D’Avino conclude: “I disturbi alimentari sono patologie complesse che richiedono un approccio multidisciplinare, coinvolgendo aspetti medici, psicologici e nutrizionali. Il Pediatra di Famiglia svolge un ruolo fondamentale nel territorio, grazie alla fiducia stabilita nel tempo con i bambini e le loro famiglie, riuscendo a cogliere precocemente i segnali di difficoltà e a guidarle verso il percorso di cura più adeguato”.

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Fonte: quotidianosanità

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