Nei giorni scorsi l’Azienda Ospedale Università di Padova ha annunciato l’apertura di un nuovo ambulatorio multidisciplinare presso l’Unità Operativa Complessa di Fisiopatologia Respiratoria. Un centro unico nel suo genere che segna un momento di svolta nella cura di patologie respiratorie gravi e anno dopo anno sempre più diffuse come l’enfisema polmonare
Ascolta l’intervista al professor Andrea Vianello, direttore dell’UOC di Fisiopatologia respiratoria dell’Azienda Ospedale Università di Padova
Ad oggi si riconducono alle Patologie respiratorie gravi ben il 55% delle morti determinate da disturbi di tipo respiratorio. Nella sola città di Padova sono 20 mila i pazienti affetti da Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) con una curva ascendente del +20% tra il 2020 e il 2025.
Patologie respiratorie gravi, la Bpco
La Bpco è una malattia polmonare determinata dall’esposizione (diretta o indiretta) al fumo di tabacco o all’inquinamento ambientale che presenta sintomi respiratori cronici (dispnea, tosse, espettorato) causati da un’alterazione delle vie aeree (bronchite) o degli alveoli polmonari (enfisema).
Per quanto riguarda i dati a livello nazionale, stiamo parlando di 3,5 milioni di persone, che in percentuale rappresentano il 5,6% degli adulti, nella maggior parte dei casi di sesso maschile. A determinare una svolta rivoluzionaria nel trattamento di questa malattia è stato l’arrivo dei farmaci biologici approvati ufficialmente dall’Agenzia Italiana del Farmaco ad ottobre dello scorso anno.

Questa terapia ha significativamente migliorato la qualità di vita dei pazienti con Patologie respiratorie gravi permettendo loro di curarsi da casa attraverso l’auto somministrazione del farmaco stesso e riducendo in maniera evidente il rischio di riacutizzazione. Nello specifico, il farmaco più recente, nonché quello utilizzato dall’Uoc di Fisiopatologia Respiratoria dell’Azienda Ospedaliera di Padova prende il nome di Dupilumab: si tratta di un anticorpo monoclonale, il cui utilizzo ha dimostrato di ridurre le esacerbazioni nei pazienti affetti da Bpco non controllata e infiammazione di tipo 2.
Si tratta del primo e unico farmaco biologico approvato per la BPCO prima negli Stati Uniti e poi raccomandato per l’approvazione nell’UE. Agisce inibendo le vie di segnalazione dell’interleuchina-4 (IL-4) e dell’interleuchina-13 (IL-13) che svolgono un ruolo chiave nell’infiammazione cronica presente nella Broncopneumopatia cronica ostruttiva. «Questa è la seconda malattia respiratoria più diffusa dopo l’asma bronchiale – spiega il professor Andrea Vianello, direttore dell’ UOC di Fisiopatologia Respiratoria – e purtroppo è responsabile della metà dei decessi determinati da problemi respiratori.

L’esame essenziale per effettuare la diagnosi di questa malattia è la spirometria. Oltre ad essere particolarmente rischiosa è anche una patologia sempre più diffusa, tant’è che impatta notevolmente nei ricoveri ospedalieri: nel nostro ospedale ogni anno sono 600 i malati presi in cura perché affetti da Bpco. Sicuramente il fattore principale che ne comporta lo sviluppo è il fumo di tabacco, ma ci sono chiare evidenze che mostrano quanto l’esposizione all’inquinamento atmosferico impatti sulla malattia creando in primis riacutizzazione, in secondo luogo favorisce la comparsa della malattia sin dall’età infantile».
Fortunatamente negli anni i progressi ottenuti dagli studi di ricerca hanno permesso di fare passi da gigante: «Le nuove terapie a base di farmaci biologici hanno dimostrato di essere particolarmente efficaci nei malati più gravi diminuendo drasticamente la necessità di cure ospedaliere dei pazienti – continua il dottor Vianello, che sottolinea – È indiscutibile che i malati rispondano meglio alle cure domiciliari, fino a qualche anno fa questa via non poteva nemmeno essere presa in considerazione, ma ora che è possibile, i risultati, in termini di salute dei pazienti, sono evidenti.
Questa nuova modalità di auto somministrazione, molto semplice, facilmente gestibile e controllabile a distanza, permette ai malati non solo di ottenere una vita quasi normale, ma anche di sconfiggere la malattia con effetti decisamente superiori a quelli ottenuti finora ».
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