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I malanni estivi, 6 problemi di salute che possono creare disagi in vacanza

Gli imprevisti in vacanza possono essere davvero fastidiosi. Se riguardano la salute, ancora di più. Radio Salute vi propone un piccolo vademecum di pronto intervento per i malanni estivi, ricordando che nei casi più gravi è sempre consigliabile consultare un medico.

Di punture di insetti, di meduse o tracine, colpi di sole o di calore, di pidocchi, delle verruche, del mal di gola estivo, delle otiti ci siamo già occupati nelle scorse settimane.

Vi auguriamo di non aver bisogno dei nostri consigli ma in caso le vostre vacanze subissero qualche intoppo a causa di questi malanni o anche solo per sapere, in caso, come comportarsi, vi consigliamo di leggere (o rileggere) i nostri articoli dedicati.

Per completare però la panoramica sui problemi di salute, non gravi per fortuna ma che possono mettere a rischio la riuscita dei nostri viaggi estivi, eccovi alcuni suggerimenti per contrastare malanni come: diarrea del viaggiatore, lesioni cutanee, malattie gastrointestinali, cervicalgie, colpo della strega, problemi dello sportivo.

Diarrea del viaggiatore  

Si tratta di un disturbo intestinale che causa un’evacuazione ricorrente e spesso è accompagnata da crampi e dolori addominali. Definita “del viaggiatore” in quanto spesso colpisce chi si reca in zone tropicali, Africa, Oriente o America del Sud, è causata da batteri, parassiti e virus che si trasmettono attraverso acqua e alimenti contaminati.

Nella maggior parte dei casi l’inizio è repentino. La malattia solitamente porta a un aumento della frequenza delle evacuazioni. Tipicamente, un viaggiatore ha da 4 a 5 movimenti intestinali abbondanti e acquosi ogni giorno. Altri sintomi comuni associati sono la nausea, il vomito, la diarrea, i crampi addominali, gonfiori, febbre, malesseri. La maggio parte dei casi sono benigni e si risolvono in 1-2 giorni senza alcun trattamento. Solo raramente la diarrea del viaggiatore è un rischio per la vita. La storia naturale della diarrea del viaggiatore si risolve nel 90% dei casi entro una settimana, e nel 98% dei casi si risolve in un mese.

Chi viaggia in luoghi considerati a rischio deve fare attenzione a malanni legati legati al cibo. In particolare è bene non assumere: acqua del rubinetto, ghiaccio, latte non pastorizzato o cibi crudi. Sì invece a cibi cotti (comprese frutta e verdura) e fra le bevande sicure c’è l’acqua frizzante in bottiglia, te e caffè caldo, birra, vino e acqua bollita o trattata in modo opportuno con iodio o cloro.

da www.epicentroiss.it

Malattie gastrointestinali

Infezioni più gravi che possono colpire i turisti che frequentano località esotiche caratterizzate da climi molto caldi sono le malattie gastrointestinali da batteri come lo Staffilococco, la Salmonella, Escherichia Coli o da virus come quello dell’Epatite A. Le conseguenti febbri e stati di disidratazione che si accompagnano a nausea, vomito, diarrea e cefalea possono risultare molto pericolose per cui è sempre buona norma cercare di evitare cibi poco cotti, creme, latticini e uova (molto sensibili al caldo) e di bere acqua esclusivamente da bottiglie sigillate. Le terapie in caso di intossicazione acuta necessitano spesso, in caso di grave disidratazione, anche del ricovero ospedaliero.

Lesioni cutanee

L’esposizione prolungata al sole può comportare lesioni cutanee che vanno dal semplice eritema o arrossamento della pelle, alla scottatura vera e propria o addirittura all’ustione di 1° grado. Allo stesso tempo si può manifestare un vero e proprio colpo di sole con comparsa di febbre, nausea e cefalea. È consigliato quindi non esporsi al sole nelle ore troppo centrali della giornata o perlomeno proteggersi utilizzando opportune creme solari e con un copricapo. In questi casi è importante ripristinare i liquidi persi bevendo. In caso di problemi alla pelle, ricorrere a creme idratanti e antistaminici ad azione locale.

Cervicalgie

Le cervicalgie rappresentano una problematica molto comune nella stagione calda. I sintomi sono diversi e possono includere dolori al collo che possono irradiarsi alle spalle e lungo le braccia, contrattura muscolare dei muscoli del dorso (trapezio soprattutto) con conseguente rigidità dei movimenti della testa, senso di nausea e vertigini.

L’aria condizionata è spesso responsabile di questi malanni. Il getto d’aria diretta sulla pelle provoca infatti una contrattura che irrigidisce tessuti che si erano rilassati con il calore esterno. È consigliato quindi non tenere il climatizzatore acceso ad una temperatura troppo inferiore (6/7 gradi) rispetto alla temperatura esterna. Condizioni simili si creano con l’esposizione a correnti d’aria con capelli bagnati o con pelli sudate. L’acqua potrebbe aumentare la dispersione del calore del corpo con conseguente vasocostrizione e contrattura muscolare.

È importante sottolineare che vengono più facilmente colpiti da questo problema soggetti che presentano già problematiche a livello della colonna cervicale (artrosi, artrite, rettificazione della normale lordosi). Il consiglio è quindi quello di trattare queste condizioni con l’aiuto di un fisioterapista.

Colpo della strega

Il colpo della strega (più correttamente detto “blocco antalgico lombare”) è quello che comunemente viene ad indicare la condizione di contrattura acuta che interessa la parte bassa della schiena dopo uno sforzo importante fatto per sollevare un peso o muovendosi di scatto in condizioni di poco riscaldamento muscolare. Anche in questo caso aria condizionata e pelle umida per il sudore aumentano le probabilità di incorrere in questo problema. Farmaci antinfiammatori e decontratturanti possono risolvere questo stato molto doloroso. L’intervento del fisioterapista può accelerare il processo di ritorno alla normalità.

Malanni comuni nello sportivo

L’attività fisica praticata d’estate presuppone attenzioni particolari per lo sportivo e soprattutto chi non si allena con continuità durante il resto dell’anno. Lo sportivo “da vacanza” va incontro più facilmente ad infortuni sia perché poco allenato e sia perché sottovaluta spesso l’importanza del riscaldamento per preparare le fibre muscolari allo sforzo. Risulta poi importante per tutti un’alimentazione leggera (verdura, frutta, carboidrati facilmente digeribili) associata ad un’idratazione sufficiente a riequilibrare la perdita di sali minerali che avviene con la produzione di sudore legata allo sforzo e alle alte temperature.

Attenzione poi alla sabbia: le corse e i salti che si fanno per i tipici sport da spiaggia (calcio, volley, rugby ma anche i semplici tamburelli o racchettoni) risultano più rischiosi rispetto alle normali condizioni delle altre stagioni. Frequenti sono infatti le distorsioni di caviglia o ginocchio, le lussazioni della spalla e le fratture agli arti inferiori.

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In questi casi il ghiaccio o l’immobilizzazione dell’arto infortunato sono i primi interventi consigliati. Successivamente è consigliato l’intervento del fisioterapista, del medico oppure, nel caso di fratture, dell’ospedale.

Redazione

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