L’IRCCS San Camillo del Lido di Venezia ha lanciato il progetto Wov – Wellness for oncology in Venice, progetto che offre un percorso di riabilitazione cognitiva alle donne che hanno affrontato un tumore al seno, aiutandole a ritrovare un equilibrio e una piena funzionalità cognitiva
Un progetto per la riabilitazione cognitiva delle donne dopo il tumore al seno
Superare un tumore è una vittoria che segna una nuova fase della vita. Ma la guarigione “biologica”, la remissione della malattia, non sempre coincide con un completo ritorno alla normalità. Spesso, infatti, chi ha affrontato un cancro si porta appresso delle “cicatrici invisibili”, compromissioni cognitive che possono persistere anche a distanza di anni.
Difficoltà di memoria, deficit di attenzione e apprendimento, ansia, depressione e stanchezza cronica sono solo alcune delle possibili conseguenze a lungo termine del cancro e delle terapie ad esso associate. Un problema reale, che può incidere significativamente sulla qualità della vita, ma che a lungo è rimasto nell’ombra, trascurato dalla ricerca scientifica.

Wov: un progetto per la “rinascita” cognitiva
Per offrire un supporto concreto alle donne che hanno superato un tumore al seno, l’IRCCS San Camillo del Lido di Venezia ha lanciato il progetto Wov – Wellness for oncology in Venice. «Il cancro – spiega il professor Pierfrancesco Conte, oncologo e Direttore Scientifico dell’IRCCS – può lasciare il segno non solo sul corpo, ma anche sulla mente.
Con questo progetto, vogliamo offrire un percorso di riabilitazione cognitiva alle donne che hanno affrontato un tumore al seno, aiutando le a ritrovare un equilibrio e una piena funzionalità cognitiva». La scelta di focalizzarsi sul tumore al seno non è casuale. «Si tratta della patologia oncologica più frequente in assoluto – sottolinea il professor Conte – e dalla quale si guarisce più di frequente. In Italia, l’80 per cento delle donne guarisce dal tumore al seno, in Veneto la percentuale sfiora il 90 per cento».

La Tele-riabilitazione: allenare la mente con un tablet
Per valutare e affrontare le difficoltà cognitive, anche le più sottili qualora sussistano, il progetto Wov si avvale di strumenti di “teleriabilitazione”: dei particolari tablet con i quali le donne svolgeranno quotidianamente esercizi cognitivi specifici, come calcoli, riformulazioni di testi e risposte a stimoli.
«La teleriabilitazione – spiega la dottoressa Daniela Zara, responsabile del Servizio di Neuropsicologia dell’IRCCS – offre numerosi vantaggi. Consente alle pazienti di seguire il percorso di riabilitazione comodamente da casa, con la flessibilità necessaria per conciliare gli impegni quotidiani. Inoltre, permette un monitoraggio costante da parte dei nostri professionisti, garantendo un supporto personalizzato e un’elevata aderenza al trattamento». I test, della durata di un’ora al giorno, vengono “prescritti” con diverse intensità: 5 volte a settimana per 4 settimane nel caso sia ritenuta necessaria un’”alta dose” di esercizi, oppure 3 volte a settimana per chi necessita di un allenamento meno intensivo.
Un passo avanti nella conoscenza degli effetti a lungo termine del cancro
“Con il progetto Wov – afferma la dottoressa Zara – puntiamo a rispondere a una domanda cruciale: le nostre pazienti, a livello cognitivo, sono davvero in grado di fare tutto come se non avessero mai avuto il tumore al seno? Un quesito a cui oggi non abbiamo gli strumenti per rispondere in modo completo”.

Finanziato dal Ministero della Salute con un budget di 1 milione di euro, il progetto Wov rappresenta un passo avanti importante nella conoscenza degli effetti a lungo termine del cancro sulla cognizione. Un progetto che non solo contribuirà a migliorare la qualità di vita delle donne che hanno superato un tumore al seno, ma aprirà anche nuove strade per la riabilitazione cognitiva in oncologia.
Passi avanti anche sui diritti L’Italia, nel dicembre scorso, è stato il primo paese in Europa ad approvare la cosiddetta legge «sull’oblio oncologico»: grazie ad essa una persona guarita da un tumore da più di 10 anni non è più da considerarsi una malata oncologica, e decade ogni suo obbligo di dichiarare il suo status di «ex malata» nel richiedere un mutuo, un’assicurazione sulla vita, un’adozione. Il progetto Wov lancia un ulteriore messaggio di attenzione: la guarigione dal cancro è possibile, ma è fondamentale prendersi cura della persona nella sua totalità.
