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World Cancer Day, la lotta al cancro è di tutti e per tutti

Una giornata voluta dalla Union for International Cancer Control con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare la popolazione mondiale sulla cura e la prevenzione dei tumori. È racchiuso in questo importante messaggio il senso del World Cancer Day, la Giornata Mondiale contro il Cancro che si celebra il 4 febbraio

Istituito nel 2008 per suffragare gli obiettivi posti dalla World Cancer Declaration a Parigi, il World Cancer Day non è soltanto una celebrazione ma un vero progetto affinché da questa malattia si possa guarire in numero sempre maggiore. Ecco perché tra le varie iniziative che ogni anno vengono rese pubbliche, si lavora concretamente per smontare fake news al riguardo (quante notizie inconcludenti abbiamo letto in questi lustri?) e, al contrario, sostenere chi la ricerca la fa davvero sul campo, ogni giorno.

I numeri del cancro

Secondo i dati del report dell’Associazione Italiana Oncologia Medica e Associazione Italiana Registro Tumori, nel 2018 sono stati 377mila i nuovi casi di tumori maligni diagnosticati, ad esclusione di carcinomi della cute non melanomi.
Il tumore più frequentemente diagnosticato è il carcinoma mammario, seguito dal carcinoma del colon-retto, polmone, prostata e vescica. Tra gli uomini il tumore più frequente è quello della prostata. Sempre secondo i dati Aiom-Artum, c’è una sopravvivenza maggiore nelle donne a cinque anni dalla diagnosi: 65% contro il 59% negli uomini.

World Cancer Day sui social

C’è un hashtag particolare da seguire per entrare nel flusso di notizie relative alla Giornata Mondiale contro il Cancro ed è #NoHairSelfie. Una parola chiave che spesso racchiude foto di persone con la testa rasata (anche volontariamente) come atto di solidarietà nei confronti di tutti i pazienti oncologici, che perdono i capelli in seguito a radio o chemioterapia. Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Santa Casa de Piracicaba (@santacasadepiracicaba)

Ogni anno sono migliaia le iniziative che si svolgono in tutto il mondo con il sostegno dei governi di 100 Nazioni.

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Foto di National Cancer Institute su Unsplash

World Cancer Day in Italia

In particolare sono due gli eventi voluto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica per la Giornata mondiale contro il cancro. Il primo è Le sfide globali e il cancro che si svolgerà il 4 febbraio in modalità online dalle 10:00 alle 12:30, in cui verranno trattate tematiche legate allo stato dell’oncologia in Italia, soprattutto in relazione alla pandemia. Quanto è stato ed è difficile curare il cancro in un momento sanitario così delicato?

Io non sono il mio tumore

Il secondo evento, invece, sarà patrocinato da Fondazione AIOM e si chiama Dottore sono guarito? Si svolgerà sempre in modalità online dalle 14:30 alle 17:00 e affronterà il tema del diritto all’oblio. Ovvero il diritto di ogni paziente a riappropriarsi dei diritti persi durante la malattia. Non tutti sanno, infatti, che un paziente oncologico spesso e volentieri viene discriminato a causa della malattia, anche dopo la guarigione. Così, ottenere un mutuo, adottare un bambino o trovare un nuovo lavoro può diventare davvero complesso.

«Le persone guarite dal cancro devono essere libere di guardare al futuro senza convivere con l’ombra della malattia – afferma Giordano Beretta, presidente di Fondazione AIOM –. Oggi sono 3,6 milioni i cittadini che vivono con una diagnosi di tumore. Il 27% di loro, circa un milione, è guarito. C’è una forte discriminazione sociale nei loro confronti, che deve essere combattuta. Come Fondazione AIOM abbiamo deciso di provare a cambiare le cose: con la campagna ‘Io non sono il mio tumore’, che prevede una raccolta firme e una guida sul Diritto all’oblio oncologico, vogliamo portare attenzione su un tema così importante».

«Il riconoscimento del diritto rappresenta la condizione essenziale per il ritorno a una vita dignitosa ed è necessario all’abbattimento del connubio ‘cancro significa morte’, che crea barriere spesso insormontabili. Negli ultimi due anni molti Paesi europei hanno emanato una legge che garantisce agli ex pazienti il diritto a non essere rappresentati dalla malattia. L’Italia deve assolutamente seguire questo esempio», ha concluso.

Per conoscerne di più o avere informazioni dettagliate, clicca qui.

Foto di copertina di di National Cancer Institute su Unsplash

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Francesca Fiorentino

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