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Vittime del Covid, 18 marzo, Giornata nazionale per ricordarle

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Oggi è la Giornata Nazionale dedicata alle vittime della pandemia. Un momento per non dimenticare

Ad oggi sono quasi 200.000 le vittime del Covid in Italia. Un numero enorme, che evidenzia chiaramente quanto la pandemia abbia messo in ginocchio un intero Paese, senza considerare la dimensione europea, e internazionale.

Giornata Nazionale vittime Covid, le celebrazioni

Sono innumerevoli, e diverse, le iniziative che ogni Comune del territorio italiano ha programmato per la giornata di oggi, ma ogni ente locale partirà, comunque, da un momento commemorativo, con la deposizione di una corona di fiori in un luogo simbolico delle città: dai municipi, alle chiese, dai cimiteri agli ospedali, fino ad angoli particolarmente significativi.

Poi ciascuna provincia proseguirà in modo differente: mostre, convegni, dibattiti, incontri con il personale sanitario, dialoghi con Ministri e altre personalità politiche, occasioni di incontro con famigliari di persone decedute a causa del Covid, testimonianze di anziani, giovani, bambini. Saranno davvero moltissimi gli eventi dedicati al ricordo di queste persone sfortunate, che ci mettono di fronte alla drammaticità di questa pandemia, e delle enormi conseguenze che ha avuto nel Paese, sul piano psicologico, sociale ed economico.

Vittime covid: i sanitari si sono presi cura di loro

La Giornata è stata istituita con l’approvazione all’unanimità della relativa legge da parte della commissione Affari costituzionali del Senato. “Il miglior modo per ricordare le vittime di questa pandemia – ha detto l’allora ministro della salute, Roberto Speranza -, è quello di tornare a investire nel servizio sanitario nazionale, riformandolo e ponendo al centro la parola prossimità”.

In occasione della Giornata nazionale, in tutti i luoghi pubblici e privati sarà osservato un minuto di silenzio dedicato alle vittime dell’epidemia e gli edifici pubblici esporranno le bandiere a mezz’asta.

Lo Stato, le Regioni, le Province e i Co­muni, per celebrare la Giornata, potranno promuovere, nell’ambito della loro autonomia e delle rispettive compe­tenze, anche in coordinamento con le asso­ciazioni interessate, iniziative specifiche, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti comuni di ricordo, volti a com­memorare la memoria di coloro che sono deceduti a causa dell’epidemia di coronavi­rus, favorendo in particolare le attività e le iniziative rivolte alle giovani generazioni.

Anche le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell’am­bito della loro autonomia, potranno promuo­vere iniziative didattiche, percorsi di studio ed eventi dedicati alla comprensione e al­l’apprendimento dei temi relativi alla diffu­sione dell’epidemia di coronavirus, e all’im­pegno nazionale e internazionale profuso per il suo contenimento e per garantire assi­stenza alle comunità e alle persone colpite.

A Bergamo inaugurato il “monumento vivo”
Un progetto che coniuga la memoria per le persone scomparse e la vita che nasce e cresce con il crescere degli alberi. Dopo lunghi lavori e la prima piantumazione nel 2021 verrà inaugurato oggi, in occasione della terza Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid, il Bosco della memoria, il monumento vivo realizzato all’interno del Parco della Trucca che ospita 800 alberi e 8mila narcisi. 

Vittime covid: in ogni città verranno poste corone di fiori in loro ricordo

Vittime del Covid, alcune cose da ricordare per evitare l’infezione

Il virus può diffondersi in piccole particelle liquide che fuoriescono dalla bocca o dal naso di una persona infetta, ad esempio tossendo, starnutendo, parlando, cantando o respirando. Queste particelle sono di varie dimensioni, dalle più grandi goccioline respiratorie, fino ai più piccoli aerosol. Si può contrarre l’infezione respirando il virus se ci si trova nelle vicinanze di una persona affetta da covid-19, oppure toccando una superficie contaminata, e poi toccandosi gli occhi, il naso o la bocca. Il virus si diffonde più facilmente al chiuso, o in ambienti affollati.

Anche se l’emergenza è effettivamente rientrata, le autorità sanitarie non smettono di raccomandare, ogni giorno, le buone prassi da tener presenti per scongiurare il rischio di infezione: dopo il 31 marzo, nelle scuole cesserà l’obbligo della mascherina, ma i sanitari ricordano l’importanza di utilizzare i dpi (mascherina e disinfettante) nei luoghi affollati, e nei luoghi pubblici chiusi.

Leggi anche il nostro articolo ‘Covid-19, una molecola blocca la proteina Spike’

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