Incontro con il prof. Valter Longo, bio-gerontologo e direttore dell’Istituto sulla longevità alla University of Southern California. Longevità, dieta mima-digiuno, stile di vita sano, questi e molti altri i temi che abbiamo affrontato con il ricercatore italiano, nominato dalla rivista Time una delle 50 persone più influenti al mondo
Le ricerche del Professor Valter Longo sono focalizzate sull’analisi di diversi meccanismi genetici che predispongono all’invecchiamento e all’individuazione di strategie terapeutiche che possano rallentare e contrastare l’insorgenza di importanti patologie legate all’età. Il laboratorio del Professor Valter Longo è stato il primo ad aver identificato alcuni dei geni coinvolti nel processo d’invecchiamento e a dimostrare che la loro inattivazione può ridurre l’incidenza o la progressione di più malattie nei topi e nell’uomo.
Il laboratorio del prof. Valter Longo ha inoltre dimostrato che brevi periodi di restrizione calorica sono in grado di proteggere le cellule e i tessuti sani dalla tossicità dei chemioterapici e di sensibilizzare le cellule maligne alle terapie anti tumorali. Tali risultati hanno permesso di avviare uno studio di fase I di sperimentazione clinica sul ruolo protettivo della restrizione calorica sugli organi sani in pazienti con cancro e sottoposti a chemioterapia in diversi ospedali americani ed europei.

In studi clinici randomizzati, il laboratorio del Professor Valter Longo ha recentemente dimostrato come un intervento dietetico che mima gli effetti del digiuno (Dieta Mima Digiuno, DMD) della durata di cinque giorni migliora i livelli di molti fattori di rischio e di marcatori associati all’invecchiamento e alle malattie correlate all’avanzare dell’età. I suoi studi più recenti riguardano l’uso di interventi periodici di DMD per attivare la rigenerazione cellulare e il conseguente ringiovanimento di vari sistemi incluso quello immunitario. (Fonte: valterlongo.com)
Ascolta il podcast con l’intervista al prof. Valter Longo
Con il professor Valter Longo parliamo di longevità. Partiamo professore dal Nutrition and Longevity Festival della Fondazione Valter Longo che si è tenuto a Cervia. Che cosa è emerso da questo importante simposio?
Diciamo che il Nutrition and Longevity Festival è focalizzato sull’educazione soprattutto dei bambini, dei ragazzi e quindi avere questi due giorni che permettono ai ragazzi di essere esposti ai principi della dieta di longevità, quindi a come mangiare in maniera sana e anche allo sport. Sembrano due cose ovvie ma non penso che lo siano più. Poi ovviamente ci sono state tante discussioni con gli adulti, sono venute molte persone per cui è stata anche un’opportunità di fare domande e di ascoltare diversi esperti nel settore.
A suo avviso la popolazione è sensibilizzata su questo fronte, cioè quello del tema della longevità?
Probabilmente ci sono due gruppi, cioè il gruppo che totalmente non si cura di come si nutre, la maggioranza delle persone, e fanno un po’ quello che vogliono, continuano a mangiare, fare poco sport, nessun tipo di sport e mangiare non la dieta di longevità.

Poi c’è un gruppo che secondo me sta crescendo molto rapidamente di persone che dicono: ma ci prendiamo così tanta cura della macchina o della moto, è assurdo che non prendessi cura del corpo umano, ne abbiamo uno, abbiamo una vita, dovremmo avere un’attenzione altissima a come massimizzare e ottimizzare la salute e la longevità. E’ un gruppo che sta crescendo rapidamente di queste persone che dicono: vorrei informazioni precise, accurate, personalizzate su come vivere più a lungo e meglio.
Professor Valter Longo, tramite i suoi studi lei è arrivato alla conclusione che attraverso una dieta, la dieta che tutti noi stiamo imparando a conoscere come dieta mima-digiuno, si può allungare la vita. Come è arrivato a questa conclusione?
È il risultato di tanti anni di ricerca, piano piano abbiamo iniziato a vedere l’effetto di questi periodi di digiuno. Partendo dai pazienti con cancro, grazie al governo americano, abbiamo avuto i fondi per sviluppare la dieta mima-digiuno e poi piano piano abbiamo iniziato a vedere gli effetti su quello che si chiama autofagia. Questo processo di pulizia cellulare con effetti sulle staminali, quindi aumento delle staminali, effetti sulla riprogrammazione cellulare che ringiovanisce le cellule.

Abbiamo capito che questa dieta mima-digiuno causava tanti effetti pur permettendo al paziente di continuare a mangiare durante questi cinque giorni in maniera molto diversa, e poi ci sono stati tanti studi clinici fatti da molte università che hanno confermato, che iniziano a confermare, l’effetto di questi cicli di mima-digiuno su prediabete, diabete, fattori di rischio per malattie cardiovascolari, infiammazione eccetera.
La longevità è strettamente correlata quindi alla corretta alimentazione, oltre che a tanti altri fattori legati anche allo stile di vita. Secondo lei nei paesi occidentali si sottovalutano invece gli effetti che l’assunzione di certi alimenti ha sulla nostra salute?
Sì, quello che dicevo prima, ci sono due gruppi: c’è un piccolo gruppo che è molto consapevole, e un grande gruppo che non è consapevole o comunque pensa che ci sia molta confusione. Questo è vero perché ormai diciamo che chiunque può parlare di nutrizione e longevità, quindi ovviamente ci sono molte persone che non hanno avuto il training adeguato per farlo, ma lo fanno comunque. Tante persone sono confuse e quindi probabilmente il fatto che molte persone non ascoltano più è anche dovuto a questo.
Gli studi del prof. Valter Longo si sono focalizzati moltissimo sulla dieta mediterranea e sugli effetti benefici della dieta mediterranea sulla nostra salute
Io ho sempre detto: il concetto di dieta mediterranea è sbagliato, non perché la dieta mediterranea non possa funzionare per una popolazione, ma perché noi comunque parliamo al mondo. Anche l’Italia ormai non è più fatta di persone geneticamente identiche e quindi c’è chi in Italia vivrebbe molto meglio con la dieta di Okinawa o altre. Ho sempre parlato di dieta della longevità dicendo nella dieta della longevità ovviamente abbiamo imparato dalla dieta mediterranea, abbiamo imparato dalla dieta di Okinawa, eccetera eccetera.

Inoltre si tratta di considerare una dieta della longevità personalizzata. Io dico sempre, due gemelli, addirittura uno può mangiare pomodoro tutti i giorni e sta benissimo, l’altro mangia seguendo la stessa dieta mediterranea ricca di pomodoro e sta malissimo e non sa perché. I nutrizionisti della mia Fondazione (Fondazione Valter Longo) aiutano migliaia di pazienti all’anno e sanno che è fondamentale mettere insieme tutti questi pilasti e personalizzare.
A suo avviso la qualità del cibo che assumiamo quanto incide sulla nostra longevità?
La dieta della longevità non è una questione di cosa mangiamo. Il cibo che assumiamo è paragonabile ad una medicina, una vera medicina che non necessariamente viene assunta ogni giorno. Abbinare la dieta della longevità giornaliera, le 12 ore di time-restricted eating, 2-3 cicli di mima-digiuno all’anno…Noi sappiamo che secondo i dati recenti su milioni di persone in Cina, Europa e Stati Uniti l’aspettativa di vita aumenta anche di 13 anni adottando quella che che io chiamo la dieta della longevità giornaliera. Se aggiungiamo a questo i corretti stili di vita allora probabilmente va da 13 ad oltre 20 anni.
Tornando alla dieta mima- digiuno, ci spiega in che cosa consiste esattamente?
La dieta mima-digiuno intanto è come una medicina, cioè viene sviluppata e testata clinicamente sempre con la stessa composizione, quindi la versione per le persone che non hanno malattie, che non hanno patologie è di 5 giorni ed è tra le 1.800 calorie al giorno, basse proteine, bassi zuccheri, alti grassi al 100% di origine vegetale.
Ha 60 ingredienti dentro, ognuno dei quali è stato testato, studiato prima nei topi e poi negli uomini, quindi diciamo che la mima-digiuno è questo, è una medicina fatta di cibo, che la persona può adottare tante volte all’anno. Adesso abbiamo finito gli studi sul diabete, dove la mima-digiuno veniva fatta ogni mese, per 6 o 12 mesi si è osservato una regressione del diabete nel 70% circa dei pazienti. Sottolineo che prima di intraprendere questo regime è meglio parlare sempre con un nutrizionista.

Secondo lei le istituzioni, i governi stanno facendo tutto quello che si deve fare per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della longevità?
Diciamo che fanno finta di fare, quindi se lo chiedi a loro stanno facendo, poi in effetti non stanno facendo assolutamente niente. Io dico sempre: immaginiamoci di dire che vogliamo che la popolazione sia istruita ma non vogliamo costruire le scuole e non vogliamo assumere gli insegnanti.
Questo è quello che succede. In Italia c’è la figura del nutrizionista, ma la maggior parte dei nutrizionisti non hanno molto training, ci sono quelli che ce l’hanno e molti che non ce l’hanno. Il training è la nutrizione e comunque dovrebbe andare molto oltre, ci dovrebbe essere come per il medico anni in più di specializzazione che permetterebbero a questi professionisti di essere al fianco del medico per mantenere le persone sane. Lo scopo è di fare prevenzione e anche di agire proprio sulla longevità sana, sull’invecchiamento, quindi mantenerti il più giovane possibile”.
