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Piano vaccini anti-Covid 19. Come, dove e quando vaccinarsi

Il piano nazionale vaccini per il COVID-19 partito il 27 dicembre scorso si articola in diverse fasi, che coinvolgono diverse fasce di popolazione a seconda dell’età anagrafica e delle patologie in essere. Le autorità sanitarie hanno iniziato somministrando le dosi di Pfitzer, Moderna e AstraZeneca, a seconda della maggior idoneità rispetto alle singole situazioni, agli operatori sanitari e sociosanitari, al personale e agli ospiti dei presidi residenziali per anziani, e agli anziani over 80.

I primi vaccinati

Si è già entrati nella seconda fase della campagna vaccinale, che vede coinvolta una fascia di popolazione meno anziana, con particolare attenzione sempre alle persone con disabilità o affette da patologie gravi e/o croniche. Con l’arrivo di nuovi vaccinazioni, infatti, e l’aumento delle dosi attualmente disponibili, si è iniziato a proteggere anche altre categorie di popolazione tra i 18 e i 55 anni, tra le quali, anzitutto, gli insegnanti e il personale scolastico, le forze armate e di polizia, il personale e i detenuti delle carceri, i luoghi di comunità e gli altri servizi essenziali.

A chi servono i vaccini

Secondo il Piano vaccini anti-Covid 19 le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti rientrano nelle fasce di popolazione maggiormente a rischio, in quanto maggiormente suscettibili di ammalarsi di Covid-19. Per i soggetti identificati come estremamente vulnerabili, in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante, che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19, si conferma l’indicazione a un uso preferenziale delle vaccinazioni a RNA messaggero (Moderna e Pfitzer).

Di seguito, un riassunto delle categorie che si devono vaccinare, realizzato sulla base di criteri anagrafici e presenza di patologie, così da consentire un proseguimento di campagna il quanto più rapido ed equo possibile in tutte le Regioni:

  • Categoria 2: Persone di età compresa tra 70 e 79 anni
  • Categoria 3: Persone di età compresa tra i 60 e i 69 anni
  • Categoria 4: Persone con comorbidità di età <60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per la elevata fragilità
  • Categoria 5: Resto della popolazione di età <60 anni fino ai 16 anni.

I vaccini al momento autorizzati in Italia e in Europa non sono attualmente raccomandati per i bambini di età inferiore a:

  • – 16 anni (Comirnaty di Pfizer-BioNtech)
  • – 18 anni (Moderna, AstraZeneca e Janssen di Johnson & Johnson).

L’Agenzia europea (EMA), così come le altre agenzie internazionali, attendono ulteriori studi per poter autorizzare la vaccinazione sulla popolazione pediatrica.

Come prenotarsi e dove fare i vaccini

Grazie al protocollo d’intesa firmato a fine febbraio tra Governo, Regioni, Province Autonome e organizzazioni sindacali della Medicina Generale, il campo d’azione della campagna vaccinale si estende notevolmente, riuscendo a coinvolgere anche i medici di famiglia. Oltre ai centri di vaccinazione individuati in ogni regione e provincia d’Italia, in cui accogliere la popolazione per poter somministrare le dosi di vaccino, con l’accordo sottoscritto i cittadini potranno rivolgersi anche ai propri medici di base, che saranno dotati di tutti gli strumenti necessari ad adempiere alla vaccinazione. Ai medici di base, si aggiunge la rete di 19.000 farmacie italiane pubbliche e private chiamate, con Federfarma in testa, a mettere a disposizione 70.000 farmacisti.

Un fiore, una primula, il simbolo della campagna dei vaccini anti covid

L’accesso alla vaccinazione sta avvenendo con modalità diverse a seconda della categoria di appartenenza: la popolazione anziana viene convocata per la somministrazione attraverso l’invio di una lettera cartacea, e una serie di sms telefonici di remind nei giorni precedenti alla data prestabilita. Gli insegnanti, invece, vengono convocati attraverso una mail, direttamente dalle Ulss del territorio che, a loro volta, possono ricevere anche una mail di disdetta da parte del convocato. In quel caso subentra il nominativo successivo che segue nella lista in possesso delle autorità sanitarie.

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Eva Franceschini

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