Urban Diabetes Declaration

Urban Diabetes Declaration: Italia in prima linea contro il diabete

Un’adesione per sottolineare l’impegno italiano verso il diabete. Urban Diabetes Declaration è firmato da Milano, Roma, Bari, Bologna, Genova e Torino per sottolineare l’impegno contro la malattia. 

Urban Diabetes Declaration, a cosa serve

I sindaci di Milano, Roma, Bari, Bologna, Genova e Torino hanno firmato l’Urban Diabetes Declaration, un impegno in linea con gli obiettivi del progetto internazionale Cities Changing Diabetes e che ha come obiettivo la prevenzione del diabete tipo 2 e delle sue complicanze, ponendo così l’Italia in prima linea nella lotta al diabete urbano. L’impegno è stato firmato durante la XXXVII assemblea nazionale Anci-Associazione nazionale comuni italiani, a cui hanno aderito numerosi rappresentanti delle amministrazioni delle città italiane.

Urban Diabetes Declaration
Controllo diabete

“Oggi, il 65 per cento delle persone con diabete vive nelle aree urbane e questa percentuale supererà il 70 per cento nel 2040. Se da un lato le città sono motore di crescita economica e innovazione, dall’altra sono alla base di disuguaglianze di salute, influenzando il modo in cui le persone vivono, mangiano, si muovono, tutti fattori che hanno un impatto sul rischio di sviluppare il diabete”, ha spiegato Andrea Lenzi Presidente dell’Health City Institute e del Comitato di biosicurezza, biotecnologie e scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri.

I 5 principi guida di Urban Diabetes Declaration

Le città italiane e le altre 27 metropoli estere che sottoscrivono l’Urban Diabetes Declaration, si impegnano a rispettare cinque principi guida per rispondere alla sfida del diabete urbano:

  • Investire nella promozione della salute e del benessere a lungo termine
  • Agire sui determinanti sociali e culturali, quali cause profonde che determinano le opportunità di una vita sana per i cittadini
  • Integrare la salute in tutte le politiche
  • Coinvolgere attivamente le comunità e creare soluzioni di partenariato con altri settori in modo trasversale

“Il diabete urbano, con la sua avanzata può diventare causa, se già non lo sia, di pressioni insostenibili a livello umano ed economico non solo sui singoli individui, ma sull’intera comunità e sui sistemi sanitari”, afferma Agostino Consoli, Presidente eletto della SID-Società italiana di diabetologia. “È fondamentale che non sia solo il mondo della sanità, ma l’intera società civile e soprattutto chi amministra le nostre città a rendersene conto e ad agire prontamente”, aggiunge Paolo Di Bartolo, Presidente AMD-Associazione medici diabetologi.

“Questo impegno – conclude Federico Serra, Direttore Cities Changing Diabetes Italia – è più attuale che mai, tanto è vero che abbiamo deciso che l’Italia promuoverà anche le candidature di Bari, Bologna, Torino e Genova, al programma Cities Changing Diabetes; il che significa che il nostro Paese vuole essere leader a livello mondiale, insieme alla Cina, nell’analisi e nel contrasto al fenomeno del diabete urbano.”

 

Leggi anche il nostro articolo dedicato alla Giornata Mondiale del diabete

14 novembre 2020, Giornata Mondiale del Diabete. Telemedicina e ruolo degli infermieri i focus di questa edizione

 

Redazione

Fonte: ufficio stampa NovoNordisk

Fonte immagini: Giphy e Pexels

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