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Immagine di mindandi su Freepik

10 settembre, Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

Telefono Amico per prevenire il suicidio: attenzione ai giovani

Le segnalazioni che arrivano a Telefono Amico fanno riflettere sul disagio vissuto dalle persone in questi ultimi due anni, in particolare dai giovani, e la Giornata mondiale di prevenzione al suicidio è un’occasione per capire cosa poter fare per migliorare questa situazione. A parlare del fenomeno, e proporre nuove soluzioni, è la Vicepresidente dell’associazione, Cristina Rigon.

Prevenzione del suicidio, i dati aggiornati

Le segnalazioni relative al suicidio hanno registrato un picco nel 2021. Sono state quasi 6.000 le richieste d’aiuto arrivate lo scorso anno a Telefono Amico Italia da persone attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per il possibile suicidio di un proprio caro.

Telefono Amico, volontari in azione contro suicidio

Le richieste d’aiuto sono cresciute del 55% rispetto al 2020 e sono quasi quadruplicate rispetto al 2019, prima della pandemia. A preoccupare particolarmente il dato relativo ai giovani: il 28% delle richieste d’aiuto, arrivate alla linea telefonica o nella chat di WhatsApp di Telefono Amico Italia, è di under 26.

E il 2022 non sembra portare miglioramenti: nel primo semestre dell’anno le richieste d’aiuto sono state più di 2.700, il 28% di giovani fino a 25 anni.

I dati dell’organizzazione di volontariato, diffusi in occasione della Giornata internazionale per la prevenzione del suicidio, accendono una luce su un fenomeno spesso trascurato e che va affrontato seriamente.

Cosa fare per contrastare il fenomeno

L’incidenza del suicidio è particolarmente grave tra i giovani – spiega la vicepresidente Rigon -. È in questa fascia d’età, infatti, che rappresenta la percentuale più importante sul totale dei decessi. La prima cosa da fare per prevenire questo fenomeno, è imparare ad ascoltare i giovani, i bambini, ma anche le persone in generale: gli amici, i nostri cari, e anche i colleghi di lavoro, senza mai sottovalutare il loro disagio”.

Si dovrebbe fare attenzione se il soggetto non riesce a seguire le attività scolastiche, non si applica negli sport, è ritirato dagli amici, dagli affetti, ha problematiche somatiche non ben identificabili, fa uso di sostanze in maniera importante. Bisognerebbe, inoltre, cercare di avere l’aiuto, peer to peer, dei compagni. È importante istruire i giovani a riconoscere tra i loro pari la persona che ha bisogno d’aiuto.

Suicidio, attenzione ai giovani

Con la pandemia salute mentale al centro

Secondo l’Istat, nel 2021 in Italia sono 220mila i ragazzi tra i 14 e i 19 anni insoddisfatti della propria vita e, allo stesso tempo, in una condizione di scarso benessere psicologico. Se, infatti, i giovanissimi sono stati i meno toccati dagli effetti fisici della pandemia, sono stati però profondamente colpiti dai lockdown e dalle privazioni alla vita quotidiana e sociale che questi hanno comportato.

Il 44% dei teenagers, secondo i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie statunitensi, all’inizio del 2021 si sentiva senza speranza e continuamente triste.

Ora la situazione sta lentamente migliorando, ma bisogna mantenere alta l’attenzione verso il prossimo, e non sottovalutare le manifestazioni di sofferenza e difficoltà.

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