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Sordità: un ostacolo tra medico e paziente, superabile allo IOV di Padova

Tablet o pc collegato con un interprete che media la comunicazione traducendo in tempo reale le richieste dalla lingua dei segni alla lingua verbale e viceversa. Questa l’esperienza dello IOV di Padova per venire incontro a chi ha problemi di sordità

Abbattere le barriere della comunicazione con le persone audiolese, attraverso attenzioni, strategie e servizi completamente personalizzati. Succede all’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS dove, per garantire una maggiore inclusione sociale e un facile accesso alle cure, viene offerto a tutti i pazienti affetti da sordità o ipoacusia che lo richiedono un servizio di interpretariato online. Il progetto pilota è partito nella sede IOV di Padova con l’obiettivo di estenderlo a tutto l’Istituto.

La tecnologia per superare la sordità

Il giorno dell’appuntamento al paziente viene dato a disposizione un tablet o pc, collegato in remoto con l’interprete professionista che media la comunicazione tra paziente non udente e medico traducendo in tempo reale le richieste dell’assistito dalla lingua dei segni alla lingua verbale e, viceversa, traducendo in LIS le indicazioni dell’operatore sanitario. Il servizio è gratuito, per farne richiesta, l’assistito non udente o un suo familiare può rivolgersi direttamente al CUP al momento della prenotazione della visita o dell’esame.

Un pc collegato ad un interprete LIS

Sordità, ne è affetto il 5% della popolazione mondiale

Secondo l’OMS, circa il 5% della popolazione mondiale è affetta da sordità o ipoacusia. Per queste persone, il canale uditivo non può essere il mezzo tramite il quale ricevere ed elaborare informazioni e ciò può ostacolare la comunicazione con l’ambiente sociale. Difficoltà comunicative possono far accrescere il vissuto di emarginazione sociale dell’individuo e limitarne l’accessibilità ai servizi, in particolare quelli sanitari.

il 5% della popolazione affetto da sordità

È pertanto fondamentale che entrambe le parti, medico e paziente, riescano a comunicare tra loro: se il paziente non è in grado di spiegare quali sono i sintomi, le sofferenze e di fornire informazioni utili a fini diagnostici all’operatore sanitario, quest’ultimo non sarà in grado di effettuare una corretta diagnosi e consigliare un adeguato trattamento. Allo stesso tempo, se la capacità di comunicare del  medico è limitata, non sarà in grado di far comprendere la diagnosi al paziente con conseguente scarsa compliance al trattamento.

“Grazie a questo servizio vogliamo abbattere le barriere linguistiche che possono far sentire i pazienti oncologici non udenti ancora più vulnerabili, non compresi e involontariamente penalizzati. Riuscire a garantire una comunicazione piena con questi assistiti, da ambo le parti, è per noi motivo di grande soddisfazione – sottolinea Patrizia Benini, Direttore Generale dello IOV – IRCCS – e lo facciamo grazie alla collaborazione di interpreti specializzati che garantiscono un dialogo efficace, chiaro e rispettoso della privacy. Questo servizio migliora non sono la qualità del servizio sanitario offerto, ma anche la qualità di vita del cittadino non udente”.

Leggi anche il nostro articolo sulla sordocecità

Redazione

Fonte: Ufficio stampa IOV

Fonte immagini: Pexels

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