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Viaggio negli usi e costumi dei social media

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Ogni giorno in Italia, come sorge il sole, una persona si sveglia e si sa che trascorrerà in media poco meno di 6 ore utilizzando internet e quasi 2 ore verranno spese sui social media. Tra i temi più cercati: salute e benessere

La fruizione dei social media, in incremento rispetto l’anno precedente, costituisce il canale preferenziale per ottenere informazioni (47%) mantenere il contatto con i famigliari e amici (45%) e passare il tempo (46%), poco meno è la ricerca di ispirazione per l’acquisto e cercare i video. I dati creano una necessaria riflessione riguardo alle informazioni in rete, soprattutto quando si tratta di argomenti con focus sulla salute e benessere. Ce ne parla oggi la dottoressa Emanuela Belloni, economista, consulente aziendale.

I social media oggi godono di buona salute, secondo te, a cosa è imputabile questo successo? Perché invece è calato il tempo trascorso online connessi ad internet?
I dati di riferimento suggeriscono che sta un po’ cambiando il panorama in cui si accede ad Internet, quello che vediamo, che cosa cerchiamo e in effetti anche a livello globale sono leggermente calati rispetto allo scorso anno. Consideriamo che siamo passati dalle oltre sei ore al giorno che sono moltissime, a 5 ore e 55minuti. Sono calati solo alcuni minuti, per la precisione 15, come utilizzo medio di Internet nella giornata. Internet è il mezzo per svolgere una serie di attività che spesso si eseguono senza rendersi conto, per cui la connessione al web è effettiva.

Social media, attenzione alle fake news – immagine: Canva

Basti pensare a quante volte si controllano o si mandano messaggi su WhatsApp, alle numerosissime app scaricate, l’utilizzo delle mail fino ad arrivare ai social media. In realtà molto di quello che si utilizza pervade la nostra quotidianità e soprattutto è sempre con noi cioè sui nostri cellulari. L’altro dato che emerge è la continua crescita nell’utilizzo dei device mobili, i nostri telefoni smartphone, attraverso i quali ognuno di noi utilizza per la maggior parte questo collegamento ad Internet, e ancor di più nei social.

Cala il tempo su Internet e non cala proporzionalmente, come ci saremmo aspettati, il tempo trascorso sui social. I dati che ci vengono oggi riportati fanno riferimento al 2022, un anno nel quale la nuova normalità ha ripreso le modalità di vita sociale più simili a quelle pre-Covid, per cui ci si aspettava che ci sarebbe stato un effetto rebound cioè che si sarebbe ritornati un po’ di più alle attività sociali.
Non è accaduto nettamente in realtà, le ore trascorse sono moltissime anche perché il telefono è sempre con noi. Mentre stiamo compiendo delle attività continuiamo ad essere in contatto durante le attività quotidiane, attraverso l’utilizzo dei social media.

Le ragioni principali che giustificano l’utilizzo dei social sono di avere informazioni su novità, storie, racconti, sapere cosa fanno gli altri, passare il tempo, tenersi in contatto con parenti e amici svolgendo sostanzialmente una funzione sociale che poi è quello che dice la parola stessa cioè creare una rete sociale, per cui i social sono effettivamente nati.
Il fatto che siano in salute va di pari passo con la nostra socialità, che ha trovato nuove strade e non nuovi mondi, sono semplicemente nuovi media cioè nuovi strumenti per fare ciò che abbiamo sempre fatto con delle opportunità in più.

Spesso le ricerche degli utenti dei social media si concentrano sull’argomento della salute: esiste un pericolo contingente nell’uso degli strumenti digitali a causa delle fake news?
Molte ricerche sia su Internet che nello specifico attraverso i social media sono legate al mondo della salute, generalmente al benessere a 360°. Un’evoluzione di tutto il mondo dell’intrattenimento, attraverso i social che ha spostato il baricentro verso la cura della persona e con un importante appeal, l’incidenza degli influencer, una modalità che basata sull’influencer marketing.
Se da una parte abbiamo persone che parlano sui social sempre più specializzate, il rischio è che tale specializzazione possa derivare in maniera più deduttiva dal fatto che quella persona ha tanti follower e sia quindi una persona influencer, che non realmente dal fatto che ci sia una competenza di base.

Non vuol dire che se si è molto seguiti sicuramente quello che viene detto è giusto. Qualora questo accada in un ambito che non ha una diretta correlazione con la salute, il danno può essere relativo. Ad esempio, ci sono moltissimi fashion influencer che danno opinioni rispetto all’abbinamento dei colori fino a consigli della forma fisica, che qualora sbagliati provocano un danno relativo.
Il discorso è invece diverso quando gli influencer, anche molto seguiti, a volte trascendono in consigli che possono essere al limite invece della fake news. Ci sono state anche dei casi soprattutto quest’anno, di notizie sbagliate false e in ambito salute che sono state operate da persone con un certo seguito, diffondendo delle modalità di utilizzo di alcuni prodotti, per quanto integratori e OTC, che non erano effettivamente corrette.

Nello specifico della comunità dei farmacisti, c’è comunque la possibilità di sovvertire la comunicazione che si è mossa in senso sbagliato nei casi di cattiva informazione, ci sono stati molti farmacisti impegnati a rispondere con altrettanti video o post alle informazioni sbagliate. In comunicazione la prima notizia che passa è quella che poi ha più forza, resta impressa e circola di più, quindi ci vuole grande attenzione. Il Ministero della Salute ha dato un regolatorio per quanto riguarda la verifica delle fonti, uno strumento utile da utilizzare sempre.

Per cui quando si divulgano per primi le notizie, bisogna prestare grande attenzione anche quando si riposta una notizia, anche solo su Facebook. Divulgare è il cuore del problema delle fake news, perché una notizia falsa volutamente o non volutamente ma comunque sbagliata, ha un valore negativo in quanto viene diffusa. Il problema non consta nel fatto che venga passata, perché se è bloccata la modalità di trasferimento il danno è molto relativo, quando circola invece è molto pericolosa.
La fake news si blocca solo se noi tutti abbiamo la responsabilità di verificare sempre le fonti e il contenuto.

È molto facile oggi attuare la verifica perché Internet offre la possibilità di validare la correttezza di un dato oppure no. Questa è la base in realtà che evita le truffe a qualsiasi livello, quindi l’utilizzo corretto dei social evita le numerose campagne di truffa vera e propria cioè di phishing, cioè la pesca dei dati degli ignari utenti, che viaggiano per esempio anche su WhatsApp.
Le fake news si alimentano della buona fede delle persone che non vanno a controllare e magari aderiscono ad una promozione o ad un’iniziativa, assolutamente non veritiera. Sempre attenzione prima di divulgare le informazioni.

Social media e fake news – immagine: Canva

Gli operatori della salute oggi raggiungono i clienti al di fuori della farmacia e dell’ambulatorio attraverso i canali digitali. Secondo te è un aspetto positivo? Come potrebbe essere migliorato se ravvisi delle criticità?
Gli aspetti positivi sono più numerosi delle criticità perché il ruolo di un operatore sanitario è quello di essere vicino al proprio cliente/paziente, a seconda del punto di vista. Se si vuole essere vicini il punto di partenza è sempre di comprendere dove trovo oggi il mio cliente/paziente quando non è in ambulatorio o in farmacia. Il media è un concetto che vuol dire strumento e mezzo di comunicazione, se il mezzo è cambiato chi vuole parlare al ricevente, qualsiasi sia il messaggio, deve cercare ciò che è usato dal ricevente.

L’utilizzo dei mezzi digitali può essere molto alla portata del paziente, aiuta nell’aderenza terapeutica, nella capacità di scelta e anche di informazioni; la criticità è l’uso che se ne fa. Come tutte le cose la vera discriminante è utilizzare correttamente gli aspetti positivi che ci vengono dati dall’evoluzione tecnologica. Ad esempio, un profilo su una qualsiasi piattaforma social utilizzato unicamente per promuovere continuamente un prodotto, senza invece avere un aspetto di relazione con il cliente/paziente, senza avere un atteggiamento di osservazione e ascolto, senza diffondere un’informazione corretta rispetto agli elementi che riguardano la salute, determina un utilizzo parziale e sicuramente controproducente di un mezzo che di per se invece va incontro a numerose esigenze.

Basta pensare a quanti pazienti non possono costantemente recarsi in un posto fisico, a quanti i farmacisti danno informazione preventiva che può viaggiare anche sui social o banalmente sulle app di messaggistica molto diffuse sui telefoni. Sono sempre strade positive le cui criticità si ravvedono solo nella gestione non corretta, superata ultimamente anche grazie alla maggiore consapevolezza. La possibilità di verifica e di sperimentazione se un canale non stia funzionando correttamente è la riprova che non sia utilizzato adeguatamente.

Alcuni titoli di giornale strillano: “i social media sono morti”, in realtà è più corretto parlare di evoluzione. Come cambia il paradigma della comunicazione passando da offline a online, in una società sempre più fluida nella fruizione delle nuove tecnologie nei vari canali?
I social non sono assolutamente morti anzi noi abbiamo costantemente nuove offerte. La vera novità è proprio la diversificazione dell’utilizzo e di ricerca delle informazioni. C’è sempre più scelta e specializzazione nell’utilizzo degli strumenti digitali, questa è anche una delle ragioni per cui si utilizza meno Internet nel senso generico del termine ma rimane identico, cioè un’ora e 48 minuti, l’utilizzo dei social media. Come li utilizziamo e l’obiettivo è la vera discriminante.

Sempre più si diversifica il paradigma comunicativo anche nei vari strumenti digitali, per esempio riguardo ai social media prima si parlava indifferentemente dell’utilizzo invece oggi comunemente a livello internazionale, i social sono divisi in aree diverse aree: community, Publishing, l’intrattenimento e del social commerce, fruibili attraverso app differenti.
Tik Tok ha avuto un grande sviluppo ed evoluzione, si colloca più nell’area dell’intrattenimento a soddisfare le richieste di chi trascorre molto tempo su questa app. Il tempo trascorso su Tik Tok è il più alto di tutte le social app. Non vuol dire per forza che si tratti di un intrattenimento ludico, può essere anche educational, tutorial, persone che spiegano cosa fare e si sta riempiendo anche di categorie di fascia più elevata per età.

Social media, la comunicazione dei farmacisti – immagine: Canva

Su Facebook ci sono gruppi e community per cui si attesta come un social in cui la rete si ritrova attorno ad un interesse condiviso. L’evoluzione è data dalla maturità in un mercato in cui più ci si diversifica e più si riesce a toccare target differenti. Se parliamo al mondo della salute dobbiamo sempre capire qual è lo strumento migliore, la strada migliore e il linguaggio migliore per ciò che vogliamo comunicare e soprattutto a chi dirigere la comunicazione. Si palesa il concetto di carattere sistemico della comunicazione digitale e in generale, integrato in tutti i vari elementi a sistema, facendoli parlare tra loro e non per forza essere presenti ovunque.
Una scelta maggiormente qualitativa sia dal punto vista editoriale cioè come pubblicare, quanto e cosa sia dal punto di vista della qualità dei contenuti alla luce della responsabilità sociale che si ha rispetto alla qualità e la veridicità dei contenuti. L’ascolto e l’osservazione sono veramente il grande cambiamento.

News su salute e benessere, temi delicati – immagine: Canva

A tale proposito scrive nel suo ultimo saggio Philip Kotler, il più grande esperto di marketing al mondo, colui che l’ha creato e conosce bene la comunicazione. “La comunicazione di marketing è infatti passata dal modello bowling al modello flipper. Nel mondo social non ci sono quasi più messaggi lanciati con l’obiettivo di colpire target, ma contenuti continuamente rilanciati tra le imprese e gli utenti. Questo significa che se non c’è un continuo scambio comunicativo in cui ci si arricchisce l’un l’altro, predisposti in maniera flessibile, a cambiare la modalità comunicativa, ad osservare, a mettersi in gioco e a controllare nel tempo se il nostro obiettivo”, come operatori sanitari, “si sta raggiungendo oppure no, ecco che stiamo usando e staremo usando la comunicazione solo come un bowling e non come un flipper.”