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Sindrome del bimbo dimenticato

Sindrome del bimbo dimenticato, il black out della mente. Parola all’esperto

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Il 7 giugno scorso una bambina è stata dimenticata dal suo papà sul seggiolino dell’auto parcheggiata davanti all’asilo. Si tratta dell’undicesimo caso in Italia dal 1998, mentre negli USA, solo nel 2019, sono stati 52 i casi di bambini morti per colpo di calore in auto. Ma perché accade? Come spiegare questo black out della mente? Cos’è la Sindrome del bimbo dimenticato? Ne abbiamo parlato con l’esperto

Con l’aiuto del prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, docente all’Università Statale di Milano e Presidente di Assomensana, abbiamo cercato di comprendere cosa avviene nella nostra mente quando si verificano episodi di quello che in maniera impropria definiamo black out. Gli esperti la definiscono Sindrome del bimbo dimenticato.

Chi corre il rischio di dimenticare il proprio bambino in auto spesso ha un’attività mentale molto intensa, un “pensiero sovraffollato”. Avviene che la persona che accompagna il figlio a scuola lo trasporta nei sedili posteri quindi non lo ha sotto lo sguardo e poi spesso compie questa azione ogni tanto, non è una routine quotidiana.

Quindi viene catturato dal percorso consueto che fa per andare al lavoro. Nel momento in cui arriva al parcheggio sul luogo di lavoro non pensa più all’impegno del figlio da lasciare a scuola. Segue la sua routine consueta e si immerge nelle sue attività e il figlio in auto in qualche modo “sparisce”. Da qui nasce la definizione molto recente di Sindrome del bimbo dimenticato.

Ascolta l’intervista integrale al prof. Iannoccari nel podcast che segue.

Lo stress è sempre una causa o una concausa di quello che avviene. Il nostro sistema di monitoraggio delle azioni che dobbiamo fare in sequenza viene in qualche modo alterato, come se avessimo un regista che ci dice le cose da fare che non adempie in maniera corretta al suo compito, scardinato da tutte le cose che dobbiamo fare e che affollano la nostra mente.

Noi tendiamo a svolgere delle attività abitudinarie, automatiche, senza neppure ricordare quello che abbiamo fatto. Quello che viene sabotato è proprio questo regista interno che ha anche un luogo preciso dove risiede nel nostro cervello che è il lobo frontale e che esprime quelle che definiamo funzioni esecutive, cioè la capacità di organizzare, pianificare ed eseguire delle attività.

Ci sono segnali premonitori della Sindrome del bimbo dimenticato?

Sono quegli episodi che noi etichettiamo come sbadataggini, disattenzioni, confusioni. Capita a quelle persone che hanno un certo impegno intellettivo. Dobbiamo pensare a come ovviare a questo, la super stimolazione alla quale siamo sottoposti quotidianamente fa andare in tilt il nostro regista interno.

Cosa fare?

Possiamo adottare qualche strategia per cercare di non incappare nella Sindrome del bimbo dimenticato. Se sappiamo che abbiamo un piccolo passeggero sui sedili posteriori teniamo vicino a noi un oggetto che ce lo ricordi, un peluche, una tovaglietta proprio vicino ad uno dei nostri oggetti che portiamo con noi. E poi cerchiamo di rallentare il passo e far entrare, in qualche modo, il nostro regista interno. Ogni tanto monitoriamo quello che facciamo e commentiamo a voce alta tutte le azioni che stiamo svolgendo. Questo mi consente di essere più focalizzato su quello che sto facendo in modo che sia la mia mente a dirigere le mie azioni e non che esse vadano in automatico.

Seggiolini contro la Sindrome del bimbo dimenticato

I sistemi applicati ai seggiolini delle auto che segnalino i bimbi rimasti a bordo sono entrati in vigore proprio per scongiurare la Sindrome del bimbo dimenticato. Secondo uno studio dei ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze Umane della Sapienza di Roma, il monitoraggio del fenomeno negli Stati Uniti ha mostrato, su un totale di 171 casi di morti in auto per asfissia, che il 73% riguardava bambini che erano stati lasciati in macchina da persone adulte. «La metà degli adulti era inconsapevole, o se ne era dimenticato. Nella maggior parte dei casi tali episodi coinvolgono soggetti adulti che hanno funzionalità psichiche e cognitive perfettamente integre» scrivono i ricercatori.