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Sessualità, 3 regole per viverla al meglio e nel benessere

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Come gestire la vulvodinia e avere una sessualità serena

La sessualità è una parte importante della vita di ognuno e poterla vivere nel modo migliore è fondamentale per il benessere di mente e corpo. Tra i pericoli che possono mettere a rischio quest’ambito della nostra vita c’è la vulvodinia, una patologia che si manifesta nella donna provocando disturbi anche molto seri. A raccontarci come si sviluppa e cosa si può fare, oggi, per gestirla e guarirne, è il professor Filippo Murina, tra i maggiori esperti europei della patologia.

Sessualità, no al dolore

Il primo ostacolo ad una sessualità piena e soddisfacente è il dolore: questo è il primo aspetto che caratterizza in modo preponderante la vulvodinia e che mette in crisi la donna che ne soffre. A spiegarlo è il professor Filippo Murina, Direttore scientifico Associazione Italiana Vulvodinia Onlus e Responsabile Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore presso l’Ospedale V. Buzzi – Università degli Studi di Milano, impegnato nello studio e nella ricerca di terapie che aiutino a risolvere questa patologia.

“Fino a poco tempo fa questo disturbo era considerato come una manifestazione psicosomatica della donna rispetto al proprio modo di vivere la sessualità ma, per fortuna, questo approccio sta cambiando.

La vulvodinia è una vera e propria malattia che rende molto difficoltosi i rapporti sessuali, minando la stabilità di una coppia e arrecando dolori anche molto forti alla donna che ne soffre”.

Vivere una sessualità piena contribuisce al benessere

Cosa fare per una sessualità serena

Il primo passo da compiere se pensate di avere questa patologia è rivolgervi al vostro medico curante. Sarà lui a prescrivervi una visita specialistica dal vostro ginecologo che, a sua volta, potrà aiutarvi a trovare la soluzione più utile alla vostra guarigione.

Tutt’altro che di matrice psicosomatica, la vulvodinia si manifesta con grande concretezza, impedendo l’attuarsi del rapporto intimo con il partner fin dai primi momenti. Le pareti dell’organo genitale femminile possono risultare molto sottili e fragili e una risposta abnorme delle cellule denominate mastociti ad uno stimolo infiammatorio, porta con sé una proliferazione delle fibre nervose che trasmettono l’impulso del dolore.

E il gioco è fatto: la donna avverte disturbi anche molto forti che pregiudicano il proseguimento del rapporto sessuale, mettendo a repentaglio anche la libido.

Rivolgersi al proprio medico per conquistare una sessualità serena

Chiedere aiuto agli esperti

Rivolgersi al proprio ginecologo è fondamentale per iniziare il processo di guarigione. Una diagnosi non semplice ma nemmeno impossibile: le cause di questa patologia possono essere diverse ma, con un po’ di pazienza e convinzione, si può arrivare al traguardo.

La vulvodinia è una condizione cronica invalidante, spesso vissuta dalle pazienti come un calvario fisico ed emotivo, aggravato dal fatto di sentirsi considerare ipocondriache o affette da disturbi psicosomatici. Su questo tema si è concentrato il meeting romano di poche settimane fa, che ha evidenziato orizzonti di speranza per la guarigione da questa malattia.

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Fonte immagini: Freepik