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Sclerosi multipla: 30 maggio, Giornata mondiale dedicata alla ricerca

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La sclerosi multipla è una malattia che si può controllare grazie alla ricerca scientifica, una Giornata per fare il punto

La sclerosi multipla è una malattia che può diventare molto invalidante fino, nei casi più, gravi, a portare al decesso della persona. Fortunatamente, la ricerca scientifica in campo medico sta facendo passi da gigante, permettendo a chi soffre di questa patologia di vivere una vita lunga e il più possibile normale. Oggi si celebra la Giornata mondiale della sclerosi multipla. Vediamo insieme qual è la situazione rispetto a prospettive di cura e diagnosi.

Sclerosi multipla, i numeri

Questa patologia colpisce circa 2,8 milioni di persone in tutto il mondo e il suo tasso di incidenza è stimato in 2,1 casi ogni 100 mila persone ogni anno, che equivale a 300 nuovi casi registrati ogni giorno. Sono questi alcuni dei dati dell’Associazione italiana sclerosi multipla, impegnata da decenni a trovare fondi e finanziamenti con cui portare avanti la ricerca scientifica in quest’ambito.

La stima globale è che l’insorgenza della malattia sia in aumento: nel 2013 i casi di SM si attestavano a 2,3 milioni, contro i 2,8 di oggi.

La tenacia e la competenza degli esperti che dedicano la loro professione al progresso scientifico in ambito medico, però, stanno portando risultati notevoli nel corso del tempo, migliorando notevolmente la qualità di vita dei pazienti affetti da sclerosi multipla e scoprendo nuove terapie e farmaci capaci di rallentare il progredire della malattia.

Vivere bene monitorando la malattia

Cos’è la sclerosi multipla

Si tratta di un’infiammazione del sistema nervoso centrale che diventa cronica e causa lesioni all’encefalo, un organo vitale che controlla le funzioni cognitive e motorie, portando ad una riduzione delle capacità di espressione e di vitalità delle persone affette.

Rispetto agli anni passati, si registrano miglioramenti nella metodologia di conteggio, sia a livello nazionale che globale. Inoltre, in molte nazioni, in questi anni, è migliorata la capacità di fare diagnosi, e comunque le persone con SM vivono più a lungo. Questi sono alcuni dei fattori che probabilmente hanno giocato un ruolo importante nell’incremento dei dati epidemiologici della malattia.

Sclerosi multipla, più a rischio le donne

Una malattia con cui si può convivere

L’età media in cui la patologia si manifesta è 32 anni, e le donne sono più a rischio degli uomini di svilupparla (69% contro 31%). Solitamente, la sclerosi multipla viene diagnosticata nelle persone di età compresa tra 20 e 30 anni, ma può verificarsi a qualsiasi età.

La malattia ha un decorso imprevedibile e progressivamente invalidante. Attualmente non esiste una cura risolutiva per la SM, ma la diagnosi precoce può fare la differenza nell’individuare una terapia farmacologica più adeguata e in grado di garantire una buona qualità di vita delle persone che ne sono colpite.

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Redazione

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