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Ricerca scientifica, nuove frontiere nella cura del diabete

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Farmaci e terapie innovative con la ricerca scientifica, come migliorare la qualità di vita dei pazienti diabetici

La ricerca scientifica fa passi da gigante e trova nuove soluzioni per garantire a chi soffre di diabete una vita il più possibile serena. A raccontarci quali siano le innovative frontiere rispetto al tema è il professor Cesare Berra, uno dei massimi esperti a livello europeo nel trattamento di questa patologia.

Farmaci e terapie con ricerca scientifica

Insuline reingegnerizzate da assumere solo una volta alla settimana, nuove classi farmacologiche, farmaci già noti e impiegati per il diabete che si stanno dimostrando efficaci anche nell’obesità. L’area terapeutica cardio metabolica è in fermento: si sono confrontati esperti da tutta Europa, in un importante summit svoltosi nelle scorse settimane a Milano.

“Uno degli aspetti cruciali della gestione del diabete riguarda il suo carattere multidisciplinare: in pratica, la patologia metabolica contribuisce ad aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari – evidenzia Cesare Berra, Responsabile Diabetologia Clinica, Dipartimento Universitario Endocrino-Metabolico dell’IRCCS MultiMedica, fra i responsabili scientifici dell’evento. 

“Non possiamo più fronteggiarlo guardandolo da un solo punto di vista. È essenziale che diversi specialisti uniscano le loro competenze. Curare il diabete, oggi, significa prevenire infarto del miocardio, ictus cerebrale e insufficienza renale. Tanto che diversi farmaci sviluppati inizialmente per il diabete vengono ormai usati con successo anche da colleghi cardiologi e nefrologi in pazienti non diabetici”.

Diabete, a che punto siamo

Il diabete è una patologia ad alto impatto sociale e in continua crescita che, date le molteplici cause e le svariate complicanze in diversi distretti dell’organismo, non è più possibile affrontare con l’impegno di un solo specialista. Proprio per migliorare la qualità della vita dei pazienti e diminuire il costo sanitario della gestione di questa patologia per la collettività, sta diventando impellente la necessità di un approccio e di una presa in carico.

Ricerca scientifica, passi avanti nella cura del diabete

Tra i rischi che aumentano lo sviluppo del diabete c’è l’obesità, con cui convive ormai oltre il 10% degli italiani adulti. Su questo e sul futuro delle terapie, sia farmacologiche sia tecnologiche, si sono confrontati esperti provenienti da tutta Europa durante l’evento “Update on Diabetes and Cardiovascular Disease”, promosso con il patrocinio dell’IRCCS MultiMedica, dell’Università degli Studi di Milano Statale e di D&CVD – Diabetes and Cardiovascular Disease Study Group di EASD, l’Associazione Europea per lo Studio del Diabete.

“Il diabete è diventato un’epidemia globale, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo”, ha dichiarato Paola Muti, Direttore Scientifico dell’IRCCS MultiMedica, Professore Ordinario e Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano, nel corso del summit. 

“Secondo l’International Diabetes Federation, nel 2019 circa 463 milioni di adulti convivevano con questa patologia e si prevede che questo numero salirà a 700 milioni entro il 2045

Attenzione al rischio obesità nello sviluppo del diabete

Nuove soluzioni dalla ricerca scientifica

Il diabete è una condizione cronica che richiede una gestione permanente e, a livello globale, la sua prevalenza pone sfide significative ai sistemi sanitari. Oltre a farmaci innovativi e terapie in grado di limitare il rischio di complicanze cardiovascolari, la ricerca scientifica accende i riflettori sul tema dell’obesità.

“Anche per questo aspetto sarà presto imprescindibile un approccio multidisciplinare – aggiunge Berra –, ed è quello che stiamo implementando da un paio di mesi nel nuovo Centro per l’Obesità dell’IRCCS MultiMedica, una delle poche strutture in cui opera una squadra composta da psicologo, dietista, endocrinologo e dal team della chirurgia specializzata negli interventi di riduzione del peso.

In questo contesto, il paziente viene indirizzato verso una terapia cognitivo-comportamentale, con dieta e attività fisica, verso quella farmacologica, con le nuove molecole man mano che sono a disposizione oppure, se necessario, verso la chirurgia”.

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Redazione

Fonte immagini: Freepik