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Radioterapia in una sola seduta, un’arma contro i tumori di colon e prostata

All’Ospedale di Negrar (VR), la nuova radioterapia contro i tumori: per la prima volta in Italia trattate in un’unica seduta, senza effetti collaterali, metastasi di cancro del colon e della prostata.

Finora simili procedure erano possibili solo per il cervello. Ma grazie all’acceleratore lineare Unity della radioterapia, che garantisce la massima precisione di irradiazione, è stato possibile trattare anche organi addominali sollecitati da movimenti fisiologici, preservando il tessuto sano.

La novità arriva dall’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, dove sono stati trattati, per la prima volta in Italia, due pazienti affetti da metastasi di tumore del colon e della prostata, utilizzando un protocollo che prevede una sola seduta di radioterapia, contro le decine previste dalle metodiche precedenti.

Ricerca contro tumori

Radioterapia speciale con ridotti effetti collaterali

Simili trattamenti, finora, erano limitati al cervello, in quanto la mobilità degli organi addominali e pelvici, provocata dal respiro, dalla digestione o da altre funzioni, rendeva impossibile infondere una dose di radiazioni tale da provocare danni irreversibili alle cellule tumorali, senza però interessare il tessuto sano.

Il limite è stato superato grazie alla dotazione tecnologica del “Sacro Cuore Don Calabria”, unica nel nostro Paese, e tra le 25 presenti al mondo, che il Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata, diretto da Filippo Alongiprofessore associato all’Università di Brescia, utilizza da circa due anni.

Radioterapia attraverso “Unity”

“Unity”, questo il nome del macchinario, è un acceleratore lineare integrato con una Risonanza Magnetica ad alto campo, la stessa utilizzata a scopo diagnostico. L’alta definizione delle immagini prodotte dalla RM consente di individuare, in corso di seduta, anche il minimo spostamento della lesione, in relazione al quale orientare il fascio di radiazioni.

Questo permette al radio-oncologo di utilizzare una dose di radiazioni ionizzanti anche 20 volte superiore rispetto quella di una seduta tradizionale, con la sicurezza di limitarla al solo tumore, che progressivamente, a causa delle radiazioni, si trasforma in una massa necrotica.

Medici esaminano referto

Il professor Alongi descrive la tecnica radioterapica

“Dal 2019 con “Unity” abbiamo eseguito circa 3mila trattamenti per un totale di 350 pazienti. La straordinaria precisione dell’irradiazione ci ha permesso di aumentare sensibilmente la dose riducendo, di conseguenza, il numero di sedute per ogni ciclo di cura. In particolare, per il tumore della prostata siamo passati da 30 a 5 sedute — spiega il professor Alongi -. I promettenti risultati e gli effetti collaterali irrilevanti ci hanno spinti, quindi, ad andare oltre, anche alla luce delle progressive conoscenze sul comportamento delle cellule tumorali colpite da radiazioni.

Infatti, diversi studi in vitro e in vivo dimostrano che l’effetto “tumoricida” è maggiore con una alta dose di radiazioni erogata una volta sola rispetto alla stessa dose frazionata in più momenti.

Abbiamo iniziato, così, a trattare con una sola seduta metastasi in pazienti selezionati – prosegue -. Successivamente ci spingeremo in altri distretti anatomici come il fegato, con la stessa finalità: eradicare i focolai di malattia, solo con poche sedute o in combinazione alle terapie farmacologiche, e migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici”.

La tecnica migliora la qualità della vita dei pazienti oncologici

La qualità della vita deriva anche dai grandi vantaggi pratici che il paziente può godere. “Una sola seduta radioterapica è la soluzione ideale per i pazienti che si spostano da sedi lontane, dall’Italia ma anche dall’estero. Ma rappresenta anche un risparmio per il sistema sanitario.

Si riducono costi diretti ed indiretti della terapia, abbattendo le liste di attesa con la possibilità di trattare molti più pazienti. Questo però, conclude il professor Alongi —non significa che sia più semplice. Anzi, il trattamento radioterapico in singola seduta è frutto di un lavoro di équipe, cioè del radioterapista oncologo, del fisico sanitario, di tecnici ed infermieri che, in tempo reale, devono coordinarsi per tutte le fasi del trattamento concentrate in un solo momento”.

Leggi anche il nostro articolo “Progetto Pegasus contro tumore al colon”

Ufficio Stampa Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar

Fonte immagini: “Pexels

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