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Punto Salute, chirurgia estetica come atto terapeutico

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce lo stato di salute non come la semplice assenza di malattia, bensì come la condizione di totale benessere fisico, mentale e sociale. Ecco che un intervento di chirurgia estetica può diventare un vero atto terapeutico

Ne parla nel nostro nuovo podcast Punto Salute, Luigi Cavalieri, direttore di Profilo Salute

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“Il desiderio di “bello” è insito nella natura umana, tant’è vero che anche nelle popolazioni primitive gli esseri umani erano spinti a decorare il proprio corpo al fine di apparire socialmente più belli e apprezzabili.

Un individuo può dirsi in ottime condizioni di salute non solo quando non presenta segni e sintomi di una malattia, ma quando conduce un’esistenza serena, priva di patologie e con una buona soddisfazione in merito al proprio essere nel contesto dell’ambito sociale in cui vive.

Un difetto fisico, che non ci fa stare bene, può essere curato attraverso un percorso di accettazione oppure con una terapia che lo possa correggere come la chirurgia estetica. É evidente che un giovane con un naso importante, che crea disagio ed imbarazzo, può condurre una vita pressoché normale, ma è altrettanto intuibile come un intervento di rinoplastica possa portarlo ad una maggiore sicurezza nelle relazioni interpersonali ed un conseguente maggior livello di benessere. Il ragazzino in età scolare, che viene deriso dai compagni per le orecchie particolarmente esuberanti, troverà più serenità dopo un intervento di otoplastica.

Una signora con un seno non sviluppato oppure malformato oppure ancora deteriorato dalle gravidanze si sentirà più a suo agio nei rapporti di coppia dopo una mastoplastica. Il fatto che un intervento di chirurgia estetica non sia necessario non esclude il fatto che non abbia una valenza terapeutica.

Una miglior accettazione di se stessi anche nell’aspetto, grazie a piccoli ritocchi di chirurgia estetica, può, talvolta, essere foriera di una condizione di benessere psicologico pur passando da una miglioria corporea”.

Luigi Cavalieri