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Protesi bioniche, la nuova frontiera della chirurgia riabilitativa

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Chirurgia plastica, bioingegneria, intelligenza artificiale e riabilitazione fanno fronte comune e abbattono i limiti della tecnologia che si avvicina sempre di più al “modello umano”. Nascono così le protesi bioniche concepite per collegarsi direttamente ai nervi del moncone così da permettere al cervello di percepire sensazioni come caldo e freddo. Un traguardo dell’Azienda Ospedale Università di Padova

Il progetto ha del miracoloso e prevede di oltrepassare i confini regionali per mettersi al servizio delle popolazioni che in questo momento stanno subendo le conseguenze dei conflitti bellici in corso nei loro Paesi.

Franco Bassetto, Dir. Chirurgia plastica dell’Azienda Ospedale Università di Padova

Protesi bioniche, un progetto che parte da Padova

Il Progetto Ucraina che lo scorso 3 giugno ha visto un confronto tra medici locali, il professor Franco Bassetto, direttore del reparto di Chirurgia plastica e il professor Stefano Masiero, direttore del reparto di riabilitazione ortopedica dell’Ospedale di Padova per trattare temi quali le nuove strategie per la prevenzione dell’arto fantasma, il dolore neuropatico e le tecniche di riabilitazione del paziente amputato.

Protesi bioniche, un aiuto alle popolazioni dei paesi in guerra

Il progetto Gaza mira invece ad accogliere bambini e bambine con traumi e ustioni riportati a seguito degli scontri israelo-palestinesi. Il prossimo settembre, a Padova, avverrà il primo intervento di revisione di un moncone “intelligente”, con il quale cioè è stata utilizzata la tecnica TSR, ovvero di reinnervazione sensitiva in grado di ridurre drasticamente i rischi della sindrome dell’arto fantasma e della formazione di neuromi, permettendo al tempo stesso la distinzione caldo/freddo.

Stefano Masiero, Dir. Riabilitazione ortopedica dell’Azienda Ospedale Università di Padova

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