Prevenire significa vivere. Settimana nazionale per la Prevenzione Oncologica

Prevenire significa vivere. Settimana nazionale per la Prevenzione Oncologica

La diagnosi precoce è lo strumento fondamentale nella lotta ai tumori, e vi è una grande necessità di consolidare la cultura della prevenzione. E’ dedicata a questo tema la Settimana nazionale per la Prevenzione Oncologica, l’occasione per delineare un quadro della situazione relativamente a quest’ambito così cruciale per la salute della popolazione.

«Bisogna diffondere la cultura della prevenzione come metodo di vita – dichiara il professor Francesco Schittulli, senologo e Presidente nazionale LILT – Oggi il cancro non sarebbe solo guaribile, ma vincibile, se tutti facessimo una prevenzione accurata e puntuale, innanzitutto seguendo le campagne di screening e poi facendo attenzione ad alimentarci in modo sano e corretto».

La settimana termina il 21 marzo ma la Lilt fa sapere che i suoi punti informativi sono sempre a disposizione della cittadinanza.

Ad una non ancora sufficiente consapevolezza da parte della popolazione rispetto al tema prevenzione, si aggiunge l’emergenza pandemia, che sta aggravando notevolmente la situazione dei malati oncologici: «Nel 2020 abbiamo registrato 3 milioni di screening in meno rispetto all’anno precedente – spiega il professor Schittulli -. Questo dato equivale a una riduzione del 35% di casi di tumori guariti. Il Covid-19 ha bloccato moltissime prestazioni ambulatoriali, gli screening e le visite di controllo. Purtroppo, arrivare tardi alla diagnosi, significa dover subire trattamenti demolitivi, minare la guaribilità e aumentare i costi economici sia per i malati e le loro famiglie, che per la collettività e il sistema sanitario».

Il ruolo dell’alimentazione per la prevenzione

Anche in questo caso, l’alimentazione assume un’importanza cruciale: oltre agli screening, l’inserimento di cibi sani e nutrizionalmente completi nella dieta aiuta moltissimo nella prevenzione di ogni patologia oncologica. «Esistono alimenti che rappresentano dei rimedi eccezionali ad una serie di innumerevoli malattie – dice il professor Schittulli -. Non dimentichiamo che, nel nostro secolo, oltre alle patologie tumorali sono sempre più diffuse anche le patologie croniche, come il diabete, alcune malattie cardiache o respiratorie, ed altro. Una sana alimentazione ci aiuta non solo a contrastarle, e quindi anche a guarirne, ma a prevenirle. Per questo è importante l’educazione nelle scuole a partire dalla prima infanzia, per arrivare all’adolescenza. In questo modo si crescono individui più consapevoli, capaci di scegliere il tipo di dieta da seguire.

I cibi toccasana

E’ lo stesso professor Schittulli a sottolineare le proprietà benefiche dell’olio di oliva extravergine italiano: «Possiede delle proprietà nutraceutiche eccezionali e, assunto con regolarità, consente di proteggersi dalle neoplasie, specie quelle delle mammelle». Merito di due polifenoli, idrossitirosolo e oleuropeina, capaci non solo di proteggere dalle neoplasie, ma anche di attaccare e uccidere le cellule del cancro. Tre cucchiai al giorno di olio extravergine di oliva non cotto, o cotto molto poco, può costituire un primo importante passo verso la tutela della propria salute. Poi vi sono vegetali e altri cibi in grado di fare la differenza: pomodori, cavoli e broccoli, soia, spezie, funghi, arance e, per finire, anche il pesce e il thè verde.

I 4 ‘big killers’ da cui difendersi con la prevenzione

Il primo delle 4 forme tumorali più diffuse è il cancro al seno, seguito da quelli a colon retto, prostata e polmone. Nel 2020 in Italia sono stati registrati oltre 55 mila casi di cancro al seno, e proprio a causa della difficoltà a portare avanti gli screening, le autorità sanitarie stimano possano diventare 58 mila a fine 2021. «E’ un dato preoccupante – conclude Schittulli -. Consideriamo che, in condizioni normali, gli screening consentono di arrivare all’85% di guaribilità, e che se potenziassimo queste diagnosi precoci si potrebbe arrivare anche al 98%. La pandemia ha messo davvero in ginocchio questo servizio irrinunciabile per la popolazione, e ci auguriamo che si possa trovare al più presto la soluzione. Nel 2020, 4 milioni di italiani hanno ricevuto una diagnosi di tumore, e queste persone vanno seguite con le visite di controllo, anche una volta guarite. I malati oncologici sono persone fragili e, anche riguardo alla vaccinazione anti Covid-19 meriterebbero una corsia preferenziale».

Eva Franceschini

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