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PMA, quando la storia di una donna diventa quella di 17.000 donne

PMA, procreazione medicalmente assistita. Dietro questo acronimo ci sono le storie di migliaia di donne, di coppie che intraprendono un percorso spesso molto duro. L’esperienza di una ragazza coraggiosa è diventata punto di riferimento per molte e oggi il profilo Instagram cominciamo123 che racconta proprio quel percorso è seguito da quasi 17.000 persone.

La protagonista di questa storia si chiama Enza Perna. Oggi è una donna in attesa del suo primo figlio, una gravidanza molto desiderata che però tardava ad arrivare. Fino a quando Enza e suo marito decidono di intraprendere la strada della PMA, la procreazione medicalmente assistita.

Inizia così un nuovo capitolo della loro vita di individui e di coppia. Il percorso non è facile, diventa pesante fisicamente e mentalmente. E così Enza inizia a tenere un “diario” delle sue giornate, tra visite di controllo, speranze e delusioni.

Ma soprattutto Enza esce dal silenzio che spesso circonda storie come la sua. Una scelta che fa bene a lei, a suo marito e a tutte le persone che iniziano a seguirla.

Oggi i follower del suo profilo Instagram cominciamo123 sono quasi 17.000 e lei, Enza, aspetta il suo primo bambino.

Ascolta la storia di Enza Perna, è lei stessa a raccontarcela nel podcast che segue

“#mammainpma è un hashtag che uso per raccontare la mia storia di infertilità iniziata 5 anni fa e che oggi è felicemente superata perché aspettiamo il nostro primo bambino, ci dice Enza, la voce decisa e squillante di chi ce l’ha messa tutta per veder realizzato il suo sogno. Mi sono affidata ad un percorso di fecondazione assista e così io e mio marito siamo arrivati a diventare genitori.

PMA, la storia dietro l’acronimo

“Uscire dal silenzio è il miglior modo per affrontare questo questo percorso ad ostacoli. Noi ci siamo arrivati dopo diverso tempo che provavamo ad avere un bambino. Avevamo già alle spalle anni di visite, di analisi che non avevano portato a nulla. Poi abbiamo capito che l’unica strada era quella della procreazione assistita. Diventa una sfida, io ne parlo quotidianamente nel mio profilo, con dei ricordi o dei pensieri che condivido con le ragazze per avere un legame con loro”.

E sono proprio le persone che seguono la storia di Enza la forza di cominciamo123.

“In poche settimane il profilo viene seguito da quasi 17.000 persone. A gennaio di quest’anno scopro di essere incinta – prosegue Enza – ma subito ho dei problemi e mi devo mettere a letto. In quella condizione, cercando notizie sull’argomento, non ne trovo e così ho deciso di mettermi a parlarne io. Con mio marito abbiamo deciso di raccontare tutto fin da subito , il bello e il brutto. E così tante donne si sono appassionate, anche molte donne che non hanno fatto percorsi di PMA e che mi danno consigli”.

PMA, uscire dal silenzio

“La PMA spesso si vive in silenzio e molte donne non si aprono, non raccontano le loro storie. E questo spesso ti porta a stare peggio, parlare invece ti dà la chiave giusta per affrontare al meglio questa strada”.

E allora, in becco alla cicogna a tutte, come dice Enza. “Stiamo unite e condividiamo con gli altri perché così il percorso sarà più facile”.

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PMA, cos’è

La Procreazione medicalmente assistita (PMA), comunemente detta “fecondazione artificiale”, è l’insieme delle tecniche utilizzate per aiutare il concepimento in tutte le coppie, nei casi in cui il concepimento spontaneo è impossibile o estremamente remoto e nei casi in cui altri interventi farmacologici e/o chirurgici siano inadeguati.

La PMA si avvale di diversi tipi di tecniche che comportano la manipolazione di ovociti, spermatozoi o embrioni nell’ambito di un trattamento finalizzato a realizzare una gravidanza. Queste metodiche sono rappresentate da diverse opzioni terapeutiche suddivise in tecniche di I, II e III livello in base alla complessità e al grado di invasività tecnica che le caratterizza:

  • metodiche di I livello sono semplici e poco invasive e caratterizzate dal fatto che la fecondazione si realizza all’interno dell’apparato genitale femminile
  • tecniche di II e III livello sono invece più complesse e invasive e prevedono che la fecondazione avvenga in vitro.

Le linee guida della legge 40/2004 che regola la PMA in Italia, prevedono l’utilizzo in prima istanza delle opzioni terapeutiche più semplici e meno invasive. Dal 2014 la Corte Costituzionale ha fatto decadere il divieto di fecondazione eterologa nel nostro Paese (cioè la fecondazione in cui uno o entrambi i gameti provengono da un donatore esterno alla coppia) e pertanto le tecniche che oggi possono essere utilizzate sono sia omologhe che eterologhe.

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In Italia, il Registro nazionale PMA, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, raccoglie i dati delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di PMA, degli embrioni formati e dei nati con tecniche di PMA e li elabora per la Relazione annuale del Ministro al Parlamento che consente una visione costante del trend negli anni, anche al fine di consentire la trasparenza e la pubblicità delle tecniche di procreazione medicalmente assistita adottate e dei risultati conseguiti. Inoltre fornisce la mappa dettagliata dei centri autorizzati in ogni regione italiana.

Oltre a diverse condizioni patologiche che possono condizionare negativamente la capacità riproduttiva sia dell’uomo sia della donna, l’età della donna rappresenta il fattore che più riduce la possibilità di avere un bambino con i trattamenti di PMA.

Evidenze scientifiche indicano che la fertilità nella donna subisce un primo calo significativo, anche se graduale, già intorno ai 32 anni e un secondo più rapido declino dopo i 37 anni, fino ad essere prossima allo zero negli anni che precedono la menopausa, che in genere si verifica intorno ai 50 anni.
Oggi, quindi, le tecniche di PMA offrono la possibilità di procreazione anche a chi, solo qualche tempo fa, pensava di non poter avere figli, ma le percentuali di successo, dopo i 40 anni, sono comunque molto limitate.

Procreazione medicalmente assistita e LEA

Sino ad oggi le prestazioni di PMA erano erogate solo in regime di ricovero. Con i nuovi LEA:

  • sono state inserite nel nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale tutte le prestazioni necessarie nelle diverse fasi del percorso di procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa
  • per tutte le spese connesse alle prestazioni di raccolta, conservazione e distribuzione di cellule riproduttive finalizzate alla PMA eterologa, è previsto un contributo il cui importo è fissato dalle singole Regioni.
  • Dal sito del Ministero della Salute

Dorotea Rosso

Fonte immagini: Pexels

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