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Papilloma virus: prevenzione e vaccino, i grandi alleati contro l’infezione

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L’80% di noi ha incontrato nella propria vita il Papilloma virus. Nella stessa percentuale si guarisce spontaneamente

Il Papilloma Virus – HPV – grazie ad un robusto battage, campagne di informazione e di sensibilizzazione, anche tra le ragazze molto giovani non è più un argomento sconosciuto ma al contrario molto famigliare, un punto a favore per la prevenzione.

Ne abbiamo parlato con Il Prof. Vittorio Unfer – Specialista in ginecologia e docente presso UniCamillus – Università Medica di Roma.

«Grazie a queste campagne – ha detto l’esperto – la sensibilizzazione e la vaccinazione delle bambine tra i 12 e i 14 anni sono entrate nella pratica ginecologica, e questo è un grande risultato poiché il Papilloma virus è la causa esclusiva del carcinoma della cervice del collo dell’utero, del tumore della vagina, del retto, del pene nel maschio. Un dato che crea una certa ansia ogni volta che facciamo uno screening, un pap test, l’HPV test che rilevano la presenza dell’infezione. Quello che dobbiamo fare con una diagnosi di positività all’HPV è di non rivolgerci al “dott. Google” in cerca di informazioni, ma ad uno specialista. Il virus (quasi sempre trasmesso sessualmente) va affrontato con serietà e serenità. E va spiegato»

Ginecologa spiega il Papilloma virus dopo la diagnosi

La diagnosi va affrontata con serenità

«Se noi facciamo un’indagine sulla popolazione italiana l’80% di noi è entrato in contatto nella propria vita con il Papilloma virus, incontrarlo è frequente ma altrettanto frequente è la guarigione spontanea, oltre l’80% dei casi; il virus spesso  è asintomatico, soprattutto nei ceppi ad alto rischio.  La guarigione avviene perché il nostro organismo è stato in grado di debellarlo, i casi in cui il Papilloma virus è legato a tumori sono sporadici e correlati alla persistenza del virus nell’organismo.»

Il Papilloma virus

«L’HPV fa parte di una grande famiglia di virus, circa 200, suddivisi in due categorie in base al rischio oncogeno: ad alto rischio, responsabili dell’insorgenza di tumori, e a basso rischio, responsabili invece di alterazioni non maligne. In particolare, le forme di infezione che hanno manifestazioni non visibili e transitorie, se persistenti e non curate, possono comportare il rischio di sviluppare lesioni correlate ai tumori del collo dell’utero. Questo spiega perché le donne con infezione da HPV sono moltissime, mentre quelle che sviluppano i tumori sono solo alcune.

La persistenza del virus può infatti rappresentare la condizione favorevole per l’evoluzione delle alterazioni cellulari patologiche della cervice.»

Il concetto di “persistenza” fa la differenza

«Il vero problema è rappresentato dalla persistenza del virus, una fase dell’infezione in cui l’HPV persiste per qualche anno fino, eventualmente, a progredire favorendo l’insorgenza di lesioni che portano al tumore. Per questo è molto importante individuare precocemente le alterazioni provocate dal virus attraverso il pap test che, generalmente nelle donne tra i 25 e i 64 di età, andrebbe eseguito ogni 3 anni, con regolarità.»

La diffusione tra vaccino e controlli

«L’HPV – è un’infezione molto comune, soprattutto fra i giovani. Il preservativo non garantisce una prevenzione del 100% e il vaccino, nonostante sia un’arma utile, presenta alcune limitazioni: copre solo per alcuni ceppi di HPV e purtroppo, come già detto, ne esistono circa 200. Inoltre la protezione dura 10 anni e la copertura vaccinale è ancora molto bassa.

La prevenzione è il primo alleato contro l’HPV. E sul fronte delle terapie?  

«Non esistono terapie specifiche per curare questa infezione. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che la supplementazione di alcuni micronutrienti è utile per prevenire le lesioni e ridurne la persistenza. Tra questi l’Epigallocatechina Gallato,  polifenolo ottenuto dalle foglie del tè verde  con proprietà di protezione dell’organismo. Ma non solo. Grazie ad uno studio di follow-up a due anni, è stato osservato che uomini e donne con alti livelli di Acido folico e vitamina B12 hanno il 73% di probabilità in meno di risultare positivi all’HPV di contagiarsi. Una terza possibilità per prevenire l’infezione è rappresentata dall’Acido Ialuronico a basso peso molecolare, un polimero naturale la cui integrazione è stato dimostrato contribuire alla rigenerazione e riparazione tessutale mantenendo integro l’epitelio cervicale. »