favorite
Tags
Podcast
Radio
spalla e ortobiologia

Ortobiologia, nuove tecniche contro l’artrosi

Condividi

L’ortobiologia aiuta ad “arginare” problemi articolari alla spalla, all’anca, al ginocchio quando le patologie non sono gravi. Si tratta di tecniche poco invasive che possono alleviare il dolore

Cos’è l’ortobiologia e a cosa serve? A queste e a molte altre domande ha risposto il dott. Simone Ripanti, ortopedico e segretario Siot, Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia.

L’ortobiologia

L’Ortobiologia comprende tutti quei trattamenti non chirurgici con procedure minimamente invasive che vengono effettuati in pazienti che fino a qualche anno fa avevano come sola scelta terapeutica interventi  come ad esempio la sostituzione protesica.

Dolore all’anca

Ai trattamenti infiltrativi classici con farmaci antinfiammatori e quelli a base di acido ialuronico, si sono aggiunte le infiltrazioni con i derivati del sangue, i cosiddetti PRP, fino ad arrivare ai trattamenti con le cellule mesenchimali (MSC) estratte dal midollo osseo o dal grasso sottocutaneo.

Siamo nell’ambito della medicina riparativa e rigenerativa perché si attua uno stimolo biologico a quella che è la risposta dolorosa che l’artrosi provoca nelle varie articolazioni. Evidenze scientifiche hanno dimostrato l’efficacia sia riguardo le infiltrazioni con l’acido ialuronico sia quelle con il PRP, e la letteratura più recente anche quelle con le cellule mesenchimali, in particolare nell’articolazione del ginocchio.

Problemi al ginocchio

Non ci sono ancora al momento dati sufficienti a supporto, invece, che possano confermare gli stessi risultati per le altre articolazioni. In futuro ci aspettiamo un’evoluzione verso queste tecniche anche per tutte le patologie tendinee della spalla o per l’articolazione dell’anca.  I trattamenti infiltrativi presentano controindicazioni estremamente ridotte, con un’attenzione particolare nei soggetti fragili o coloro che fanno uso di farmaci anticoagulanti o presentano varie comorbidità.

Per quanto riguarda le infiltrazioni con il cortisone e con l’acido ialuronico non ci sono particolari controindicazioni a meno che il paziente non presenti allergie a uno dei componenti del farmaco o alterazioni gravi dello stato di salute.

Il trattamento infiltrativo con PRP e MSC viene utilizzato principalmente per trattare quelle artrosi da lievi a moderate, sintomatiche, in cui il danno articolare e la funzione residua permetta ancora margini di un trattamento non chirurgico consentendo così una migliore qualità di vita per il paziente che, in caso di progressione della malattia, potrà essere sottoposto alla chirurgia protesica.

Fonte: ufficio stampa Siot