Di Più!

L'App

Google News App

obesità infantile bimbo che mangia

 Obesità infantile, l’80% dei bambini in sovrappeso anche da adulto

L’allarme sull’obesità dei bambini è stato lanciato nel corso del 16° Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri: “Necessario formare e informare i genitori per prevenire l’obesità”

Sono 100mila i casi in Italia di obesità e sovrappeso infantili. I Pediatri di Famiglia lanciano l’allarme sull’obesità infantile con percentuali a doppia cifra. Nel corso del 16° Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri sono emersi numeri preoccupanti che riguardano la salute dei bimbi proiettati nel futuro, quando diventano adulti. Secondo il Presidente FIMP Antonio D’Avino, in Italia sono 100mila i casi che riguardano l’infanzia, compresi quelli di sovrappeso. E dal congresso esce un concetto cardine raccolto in un documento:  “Siamo quello di cui ci siamo nutriti all’epoca dello svezzamento o della cosiddetta Alimentazione Complementare, come la definisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

La nutrizione del bambino all’interno della famiglia condiziona la vita da adulti

Antonio D’avino spiega che il momento in cui un’alimentazione esclusivamente lattea viene integrata con cibi solidi e semisolidi è estremamente delicato. Gradualmente il lattante raggiunge un’alimentazione simile a quella del resto della famiglia. Il punto è proprio come ci si nutre all’interno del nucleo familiare: l’ineguaglianza sociale incide drammaticamente sul futuro stato di salute della persona. Le buone pratiche della nutrizione si fanno in questo preciso arco di tempo.

I numeri dell’obesità infantile

«Ad oggi in Italia sono 100mila i casi di obesità e sovrappeso infantili. Secondo l’ultimo report di “OKkio alla Salute”, il sistema di sorveglianza del Ministero della Salute sul sovrappeso e l’obesità e i fattori di rischio correlati nei bambini delle scuole primarie (6-10 anni), su un campione di 50mila bambini di terza elementare, il 20,4% è in sovrappeso e il 9,4% è obeso e il dato più grave è che l’80% dei bambini obesi resta tale da adulto».

Alimentazione Complementare. La “tipologia” genitoriale può fare la differenza

Dal congresso di FIMP esce una sorta di identikit. Le madri giovani, meno istruite, nubili, con attività lavorativa manuale e una limitata disponibilità economica hanno un rischio maggiore di interrompere l’allattamento al seno e di iniziare l’Alimentazione Complementare prima del periodo raccomandato.

Un altro fattore di rischio è una maternità breve.  Un precoce rientro al lavoro corrisponde ad un’interruzione anticipata dell’allattamento e anche a un inserimento di cibi solidi inopportuno. Questo accade  più spesso nel caso di madri con minor livello di istruzione, condizionabili dal marketing e del web.

La qualità degli alimenti

E ancora una volta l’alimentazione dei figli è in stretta correlazione con il grado di istruzione delle mamme. «La qualità degli alimenti offerti ai bambini è inferiore rispetto a figli di madri più istruite Le famiglie svantaggiate economicamente e culturalmente, ricorrono a cibi pronti, aggiungono zucchero e sale ai cibi preparati in casa, si avvalgono del fast food anche per l’alimentazione del bambino, e, mentre introducono un numero maggiore di cibi all’inizio dell’Alimentazione Complementare, a un anno di età del bambino fanno assumere una varietà di cibi inferiore rispetto ai figli di famiglie di livello socio-culturale più alto.

È importante intervenire prima possibile, già durante la gravidanza, inserendo la figura del pediatra nei corsi pre-parto, per prevenire l’instaurarsi di comportamenti scorretti. Come Pediatri di Famiglia ci impegniamo a formare e informare i genitori, sulle potenzialità protettive di ciò che mangiamo da piccoli, su quanto le scelte compiute nei primi due anni di vita pesino sull’adulto che verrà».

Mamma informata sugli alimenti

Istruzioni per i genitori

Un Documento di raccomandazioni per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili e per la riduzione delle ineguaglianze sociali.   «Un documento redatto su evidenze scientifiche – spiega Giuseppe Di Mauro, Segretario Nazionale alle Attività scientifiche ed Etiche della FIMP e Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – e pensato per offrire a tutti i Pediatri di Famiglia gli strumenti per accompagnare i genitori nei passaggi corretti.

Quali sono? La raccomandazione negativa forte sull’assunzione di latte vaccino nel primo anno di vita, per il rischio di anemia carenziale; la raccomandazione negativa forte sull’introduzione anticipata o posticipata del glutine per prevenire l’insorgenza di Malattia Celiaca; la raccomandazione positiva forte sull’introduzione del glutine all’inizio della Alimentazione Complementare insieme agli altri alimenti».

Fonti: CS Intermedia/Unsplash/Canva