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Medici di famiglia sui vaccini: “Definiamo le priorità tra le persone da vaccinare”

Per i medici di famiglia è fondamentale accelerare il processo di vaccinazione. Per questo propongono la prima dose per tutti per arginare gli effetti devastanti della terza ondata e la possibilità di ritardare la seconda. Mondo scientifico diviso su questo.

Ascoltate l’intervista al prof. Claudio Cricelli, presidente SIMG, Società Italiana Medicina Generale

Medici di famiglia e campagna vaccinale

“Oggi dobbiamo ottimizzare la campagna vaccinale per rendere disponibile il maggior numero possibile di dosi di vaccino per la più ampia quantità di popolazione possibile – sottolinea il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie.

“La somministrazione dei vaccini a un maggior numero di persone dipende da tre fattori:

  • la quantità di dosi di vaccino disponibili;
  • l’approvazione di diversi tipi di vaccini;
  • la dilazione nel tempo delle seconde dosi.

Se le prime due varianti non vengono accelerate, resta solo la terza possibilità. Questa situazione impone due riflessioni: la possibilità di somministrare, per il momento, solo la prima dose di vaccino, al fine di immunizzare un numero più elevato di soggetti; la necessità di definire le priorità tra le persone da vaccinare, tenendo conto delle diverse caratteristiche cliniche e di professioni e mansioni di ciascuno”.

Medici di famiglia sulla possibilità di ritardare la seconda dose

Se ne sta parlando molto in queste ore: è possibile ritardare la somministrazione della seconda dose di vaccino?

La comunità scientifica su questo è divisa.

Il prof. Giorgio Palù, presidente AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, qualche giorno fa si dichiarava scettico sulla possibilità di ritardare la somministrazione della seconda dose di vaccino e invece fedele ai tempi previsti dalle case farmaceutiche produttrici e approvati dagli enti preposti.

Di opinione diversa i medici di famiglia.

“Non si parla di intervallo massimo tra la prima e la seconda dose – evidenzia il Prof. Cricelli – questa evidenza scientifica può porta alla conclusione che per aumentare l’immunità della popolazione può essere valida anche la somministrazione di una sola dose per il momento, rimandando la seconda dose a un periodo più lungo, come già fatto nel Regno Unito.

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Definire le priorità tra le persone da vaccinare

L’efficacia di una sola dose è del 50% circa, ma il dato più rilevante è che la copertura del vaccino resta molto elevata per gli effetti gravi, lasciando la possibilità che l’infezione possa comunque colpire ma in forma asintomatica o paucisintomatica.

In breve, se l’Autorità sanitaria decidesse di aumentare questa dilazione nelle somministrazioni sarebbe una scelta possibile. Dal punto di vista scientifico ci sono dati che permettono di confermare gli effetti di immunizzazione. È altresì molto importante ricordare invece che i vaccini a Rna messaggero, quali sono Pfizer e Moderna, non sono intercambiabili con vaccini prodotti con tecniche diverse”.

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I tempi della seconda dose di vaccino
Medici di famiglia, legame importante con il cittadino

I medici di famiglia pongono l’accento sulle storie cliniche delle persone. Chi meglio del proprio medico conosce le fragilità, le patologie, i problemi del singolo?

“I medici di medicina generale possono dare un contributo determinante per il successo della campagna vaccinale – afferma il Prof. Cricelli. La SIMG dispone anche di algoritmi sviluppati e testati sulle popolazioni in carico alla medicina generale, che permettono di calcolare individualmente il rischio di fragilità e vulnerabilità, affinché ogni medico possa selezionare i gruppi da coinvolgere con le diverse priorità nelle successive fasi vaccinali.

La vulnerabilità è un punteggio che, data la presenza di determinate condizioni cliniche, determina, in caso di infezione da Sars-CoV-2, una variazione del rischio di andare incontro ad un esito infausto, fino al decesso.

“I nostri sistemi informatici sono già stati predisposti alla la registrazione dei soggetti vaccinati e per la trasmissione automatica ai Sistemi Informativi Regionali di riferimento, nonché all’annotazione degli aspetti clinici della vaccinazione, che consentiranno i grandi studi europei di efficacia e di valutazione vaccinale a medio e lungo termine che questa campagna epocale richiede ed ai quali noi stiamo partecipando” conclude il Prof. Cricelli.

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Dorotea Rosso

Fonte immagini: Pexels e Pixabay

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