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Feste in solitudine, secondo “Nature” ne possiamo trarre giovamento

Una ricerca pubblicata recentemente sulla nota rivista scientifica inglese “Nature” spiega come le Feste trascorse in solitudine potrebbero rivelarsi utili.

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Il lato buono della solitudine
Feste in solitudine

È comunemente noto che trascorrere periodi di solitudine non è mai stimolante, figuriamoci se accade nei giorni delle festività natalizie.

Secondo la rivista “Nature” questo non è completamente vero: i ricercatori dell’Università McGill di Montréal, in Canada, hanno analizzato le immagini cerebrali di 40mila volontari e hanno evidenziato come in determinate condizioni e contesti di solitudine venga stimolata l’area del cervello dedicata all’immaginazione e al ricordo.

I partecipanti a questo studio, di età compresa tra i 40 e i 69 anni, hanno dovuto compilare un questionario in cui, tra le altre domande, veniva chiesto se si sentissero soli.

Cosa si intende per solitudine

È necessario fare una distinzione tra la solitudine e il sentirsi soli. La solitudine è uno stato fisico e mentale da cui si può anche trarre giovamento, non è una malattia.

Il sentirsi soli ha invece una connotazione negativa, è lo stato di una persona che non si sente facente parte di una comunità o di una rete. Questo sentimento può sfociare in negatività o può portare in un loop di ricordi non positivi.

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Sentirsi soli, un sentimento che può essere pericoloso

Quindi è importante individuare i segnali che indicano la necessità di un cambiamento e di una trasformazione delle abitudini.

Gli effetti della solitudine sul cervello

I ricercatori canadesi hanno notato come nelle persone che hanno dichiarato di vivere in solitudine alcune regioni del cervello, adibite a funzioni come il ricordo o la pianificazione del futuro, fossero maggiormente collegate tra loro, con un maggior volume di materia grigia.

Inoltre, le persone in uno stato di solitudine hanno una capacità maggiore di stimolare l’immaginazione, di rivivere i ricordi o di nutrire speranze positive verso il futuro.

Solitudine come risorsa

Ci sono diversi risvolti legati allo studio dei ricercatori canadesi, sia nel breve che nel lungo periodo.

Da una parte la pandemia costringerà molte persone a stare nelle proprie vuote abitazioni, senza poter vedere amici e parenti, in una solitudine che può stimolare l’immaginazione e le buone speranze per il futuro, continuando a costruire la propria vita.

Dall’altra la ricerca potrà aiutare gli scienziati a capire meglio la correlazione tra l’isolamento sociale e il rischio di Alzheimer in età avanzata.

L’importanza della solitudine, parola all’esperto

Abbiamo parlato dell’importanza della solitudine con Tiziana De Ruggeri, psicologa e psicoterapeuta.

Ascolta la nostra intervista

“Il trovarsi da soli in uno spazio e in un tempo può trasformarsi in una risorsa, in una possibilità – ci ha detto la dott.ssa De Ruggieri. Anche per poter vedere le cose in maniera diversa, per dedicare del tempo a cose che normalmente non potremmo fare.

Lasciando il mondo stressante e faticoso al di fuori dello spazio domestico, magari provando a sfruttare l’immaginazione, anche con la noia costruttiva che ci permette di ripensare al futuro, di fare programmi, di vivere questa solitudine come un momento di riflessione più personale, di recuperare ricordi e relazioni.

Ripensare e fare delle cose che abbiamo sempre lasciato da parte, gestire questo spazio in maniera più intima e personale, per vivere questo isolamento come una trasformazione”.

“Quindi è molto più importante e decisivo come noi prendiamo la solitudine, non come la solitudine prende noi.

In questo periodo così particolare e transitorio è importante quindi sfruttare ogni giorno per programmare e costruire il futuro, fare progetti usando l’immaginazione.

Ma anche più semplicemente, come ci ha detto la dottoressa De Ruggeri, “recuperare persone con cui programmare viaggi, immaginare possibilità future, anche lavorative. In questo periodo così destabilizzante tenere accesa questa speranza di possibilità e progettualità per il futuro è sicuramente un aiuto importante”.

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Marco Lacava e Dorotea Rosso

Fonte immagini: Pixabay e Pexels

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