ipertrofia prostatica

Ipertrofia prostatica, ne soffrono 6 milioni di italiani. Le nuove cure

L’ipertrofia prostatica oggi si può curare anche con il vapore acqueo, l’innovativo trattamento applicato dall’Ospedale Sacro Cuore di Negrar, a Verona.

Ipertrofia prostatica, cos’è

Consiste nella presenza di un’infiammazione cronica della prostata che ha sintomi ben definiti. Ad esempio, durante la notte il paziente avverte spesso la necessità di urinare, e la stessa cosa accade anche durante il giorno. Il segno inequivocabile dell’infiammazione è la presenza di calcificazioni a livello prostatico, rilevabili tramite ecografia.

Le nuove cure per l’ipertrofia prostatica

La ricerca scientifica in campo medico consente di scoprire nuove tecniche di cura decisamente all’avanguardia. E’ il caso di Rezum, la metodica innovativa che in modo mininvasivo dà ottimi risultati nella cura dell’aumento volumetrico della prostata, di cui soffre il 50% degli uomini con oltre 60 anni, ma da cui non sono indenni nemmeno i più giovani. L’Ospedale Sacro Cuore di Negrar è il primo ospedale del Veneto ad utilizzare questo metodo che si basa sui benefici dell’alta temperatura prodotta dal vapore acqueo. Questa innovativa metodica, a differenza della chirurgia o del laser, riduce il volume della prostata mantenendo intatte le funzioni sessuali.

L’ipertrofia e le disfunzioni sessuali

L’ipertrofia prostatica è diffusa tra gli over 60, ma colpisce anche i giovani

Il problema riguarda metà dei cinquantenni, il 65% dei sessantenni e l’80% dei settantenni. Percentuali dimezzabili se la malattia fosse affrontata per tempo, e non accettata come un segno del processo di invecchiamento. Sono circa 300 i pazienti che, ogni anno, si rivolgono all’ospedale di Negrar manifestando questo problema. La patologia viene spesso trattata con la somministrazione di farmaci che, a lungo andare, possono risultare inefficaci o creare effetti collaterali. Per questi pazienti Rezum è altamente indicato, ma anche per coloro che non hanno intenzione di prolungare per molti anni la terapia medica o che non decidono per una terapia chirurgica.

Alimentazione in aiuto

Ipertrofia prostatica e stile di vita, una ricerca della Società di Urologia

La Società Italiana di Urologia ha pubblicato di recente i dati sulla diffusione dei disturbi prostatici nel nostro Paese e ha evidenziato come, già tra i 40 ed i 50 anni, circa il 10% degli uomini riceva una diagnosi di IPB e sperimenti in prima persona disfunzioni sessuali e incontinenza urinaria.

La ricerca, condotta da diversi centri universitari di eccellenza italiani e coordinata dalla SIU, ha esaminato 2.572 uomini che si sono sottoposti ad un controllo urologico gratuito. Di questo campione, solo 1.902 presentavano effettivamente la patologia. Si trattava di pazienti con un’età media di 54 anni, esaminati da un urologo, e poi intervistati sulla loro storia medica, sui sintomi urologici e sull’attività sessuale.

Tra le possibili cause dell’aumento di volume della prostata, l’indagine ha individuato nello stile di vita i principali fattori di rischio: pressione alta, diabete, livelli eccessivi di colesterolo e trigliceridi nel sangue, sindrome metabolica, sedentarietà e abitudine al fumo. L’attività fisica, in particolare, sembra essere associata in modo significativo ad un minore rischio di ingrossamento della prostata. 

Cibi sani contro l’ipertrofia prostatica

Ipertrofia prostatica, come aiutarsi con l’alimentazione

Per affrontare e prevenire questo disturbo è bene seguire un modello alimentare sano:

  • -Consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno. Scegliere frutta e verdura dai colori profondi e brillanti.
  • -Meglio consumare prodotti a base di farine integrali. Scegliere il pane integrale invece del pane bianco e preferire pasta e cereali integrali.
  • -Limitare il consumo di carne rossa e grassa, tra cui la carne di manzo, maiale, agnello e capra, e carni lavorate, come hamburger e hot dog. Il pesce, la carne di pollo, i fagioli e le uova sono fonti di proteine salutari.
  • -Scegliere grassi salutari, come l’olio d’oliva, la frutta secca (mandorle, noci, noci pecan) e l’avocado.
  • Limitare i grassi saturi provenienti da prodotti lattiero-caseari ed altri prodotti di origine animale.
  • Evitare i grassi parzialmente idrogenati, che sono contenuti in molti alimenti confezionati e nei prodotti da fast food.
  • -Evitare le bevande zuccherate, come bibite gassate e molti succhi di frutta e i dolci devono essere un regalo occasionale.
  • Ridurre il consumo di sale. Limitare l’uso di cibi in scatola, trasformati e congelati.

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Redazione

Fonte immagini: Pexels

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