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Infettivologi Simit, tra quarta ondata e variante Omicron, senza dimenticare le altre infezioni

Si è appena conclusa la XX edizione del Congresso della Simit, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Il Presidente, prof. Mastroianni, sulla variante Omicron: ”Fondamentale la terza dose di vaccino”

Il Congresso della SIMIT appena concluso si è aperto a poche ora dalla notizia della nuova variante del Sars-CoV-2 denominata “Omicron” dall’OMS. La nuova forma del coronavirus presenta contemporaneamente 32 mutazioni nella proteina spike (la parte del virus che i vaccini usano per innescare il sistema immunitario contro il Covid). È sotto osservazione per capire se i vaccini siano altrettanto efficaci. Intanto, i dati nel nostro Paese mostrano un aumento dell’incidenza nazionale, con una media di circa 13mila nuovi contagi ogni giorno.

Abbiamo parlato di questo ma anche di vaccino per under 12 e delle altre infezioni cui far fronte con il prof. Claudio Mastroianni, appena eletto nuovo presidente della Simit, Società italiana di malattie infettive e tropicali.

Ascolta l’intervista integrale nel podcast che segue

Variante omicron, parla il presidente della Simit

“Questa situazione evidenzia ulteriormente l’importanza della campagna vaccinale – ci ha detto il prof. Mastroianni, presidente Simit –. Anticipare la terza dose alla scadenza del quinto mese dalla seconda è corretto per il calo della protezione immunitaria che si verifica a partire dal 4° mese; la dose di richiamo è poi essenziale per i soggetti fragili, anziani, i soggetti con comorbidità e immunocompromessi.

Un’elevata circolazione del virus, infatti, può favorirne le mutazioni e quindi le varianti, proprio come avvenuto con la Omicron, emersa in Sudafrica, dove il tasso di vaccinazione è molto basso, appena del 25-30%”. In attesa di “meglio definire il livello di trasmissibilità, patogenicità ed escape immunitario di questa nuova variante, resta fondamentale effettuare la terza dose, che è la principale strategia che abbiamo per contrastare la diffusione di questa come di altre varianti che dovessero emergere”. Fortunatamente, conclude l’esperto, “i vaccini a mRna possono essere facilmente modificati in base alla circolazione di nuove varianti virali, quindi si potranno apportare agevolmente eventuali correttivi”.

E il vaccino per gli under 12?

“Nei bambini – ha spiegato il prof. Mastroianni – la malattia non si manifesta in maniera grave, per la maggior parte dei casi, ma anche per i bambini l’infezione può rivelarsi importante. Ecco perché i pediatri devono spiegare ai genitori che si tratta di un vaccino sicuro e che i benefici sono nettamente superiori a rischi minimi. Ricordo che ci sono stati 300 casi di malattia infiammatoria sistemica nei bambini e che per alcuni ha avuto anche sviluppi gravi. Quindi i bambini vanno protetti”.

Foto: Pexels

I temi del congresso Simit

Tanti i temi trattati nel corso dell’incontro della Simit: innanzi tutto grade attenzione è stata riservata al Covid-19, di cui sono stati considerati gli aspetti eziopatogenetici, epidemiologici, clinici, terapeutici, la prevenzione vaccinale, ma anche l’impatto della pandemia sull’organizzazione sanitaria e la necessità di considerare la riorganizzazione della stessa. Ma il congresso è stato caratterizzato anche dalla discussione dei cinque grandi temi della infettivologia dei giorni nostri:

  • le infezioni da HIV;
  • le epatiti, con particolare, riguardo per l’epatite C e la necessità dell’emersione del sommerso;
  • la lotta alle infezioni da microrganismi multiresistenti e la necessità di un corretto uso delle terapie antimicrobiche;
  • l’estensione dell’impiego delle vaccinazioni, con particolare riferimento alle vaccinazioni dell’adulto e delle persone con comorbosità;
  • le malattie emergenti e la Salute globale, un filone che include le malattie tropicali e le infezioni trasmesse da vettori, secondo gli obiettivi definiti dall’approccio One Health.

Presidenti del congresso erano il Prof. Massimo Galli, Past President SIMIT, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Milano, e il Prof. Giuliano Rizzardini, Direttore di Dipartimento Malattie Infettive, ASST Fatebenefratelli Ospedale L. Sacco di Milano. “In questo momento particolarmente delicato riusciamo a riaprire un congresso in presenza per gli infettivologi italiani – ha evidenziato il Prof. Galli – la pandemia richiede che ci si confronti.

La rete infettivologica è un’esigenza prioritaria, si impone la definizione di nuovi assetti organizzativi, nei quali gli infettivologi devono ricoprire un ruolo chiave. Bisogna ragionare sugli interventi di oggi contro la Covid oggi e di domani contro le future epidemie che meritano un’organizzazione in grado di identificarle e contenerle rapidamente. Inoltre, dobbiamo mantenere alta l’attenzione su epatiti, HIV, infezioni dovute a batteri multiresistenti. Infine, bisogna rimettere al centro il tema prevenzione, promuovendo campagne vaccinali non solo contro il Covid, ma nell’anziano anche contro pneumococco, herpes zoster e rilanciando la vaccinazione antinfluenzale”.

Dorotea Rosso

Fonte: ufficio stampa Studio Diessecom

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