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Indice glicemico e carboidrati: cosa c’è da sapere

Per anni si è ritenuto che i carboidrati semplici facessero salire rapidamente il glucosio nel sangue e che tutti i carboidrati complessi come pane e pasta lo facessero salire lentamente. Oggi però sappiamo che ciò che dobbiamo tenere d’occhio è l’indice glicemico

L’indice glicemico indica in un alimento l’incremento glicemico indotto dall’assunzione di quel cibo rispetto ad uno di riferimento, come ad esempio il glucosio o il pane bianco, a parità di contenuto di carboidrati.

Un alimento con un indice glicemico del 50%, determinerà dunque un innalzamento della glicemia pari alla metà di quello indotto dal glucosio o dal pane bianco.

Mondo foto creata da jcomp – it.freepik.com

Gli alimenti che fanno alzare la glicemia sono i cibi a base di farine raffinate come pane, cracker, grissini e pizza e i cibi in cui lo zucchero viene aggiunto come biscotti, brioche, caramelle, marmellate, gelati, patatine fritte, riso e birra.

Leggi anche il nostro articolo sugli alimenti low carb.

Per non ingrassare e tenere sotto controllo glicemia ed appetito, la quantità di ciò che si mangia sembrerebbe essere più importante dell’indice glicemico del singolo alimento. Escludere dalla propria dieta alcuni cibi solo perché hanno un indice glicemico elevato non serve, basta semplicemente avere un rapporto equilibrato con il cibo evitando gli eccessi.

Come sempre vivamente consigliato, qualora si volesse intraprendere un nuovo percorso alimentare o cambiare il tipo di dieta, è bene rivolgersi ad un nutrizionista ed evitare le iniziative “fai da te” che risultano spesso delle alternative inutili o addirittura nocive.

Attenzione dunque alle diete “low carb” che oggi vanno tanto di moda. Togliere dalla propria dieta i carboidrati, può inizialmente sembrare efficace per il brusco calo di grassi in eccesso e dunque il calo di peso, ma, conseguentemente, può portare a delle reazioni meno gradite.

Secondo le indicazioni di Fondazione Veronesi, le diete a basso contenuto di carboidrati, se estremizzate, possono aumentare il rischio cardiovascolare, di insorgenza di alcuni tumori e arrecare danni al fegato e ai reni. Senza trascurare, per i più integralisti della linea, l’«effetto yo-yo»: tanto velocemente i chili vanno via all’inizio e con altrettanta facilità possono ritornare nel medio e lungo periodo. 

“Per perdere peso la strada più sicura è quella della riduzione delle porzioni, seguire lo schema alimentare di tipo mediterraneo e incrementare l’attività fisica, senza però rinunciare ad alcun nutriente», sottolinea la dott.ssa Elena Dogliotti, membro della supervisione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi. Nelle dovute quantità, via libera alla pasta eventualmente anche a cena.

Indice glicemico e carboidrati, attenti alle quantità

«I carboidrati complessi consumati di sera possono avere un doppio vantaggio sulla qualità del sonno: risultano più digeribili e stimolano la produzione della serotonina, un mediatore che favorisce il rilassamento e di conseguenza aiuta a riposare meglio durante la notte. Vale comunque sempre la regola che, pur tenendo presenti le linee guida generali ogni regime alimentare va personalizzato in base alle esigenze legate allo stile di vita, alle caratteristiche fisiche e fisiologiche e ai gusti personali».

Leggi anche il nostro articolo sulla pasta.

Inoltre, ognuno di noi, in base al proprio trascorso e alle condizioni fisiche attuali, avrà un percorso personalizzato. Come più esperti affermano, non esistono dunque soluzioni standard che possano andare bene a più persone.

Altri link utili: Ministero della Salute

Redazione

Immagine di copertina: Fiore foto creata da azerbaijan_stockers – it.freepik.com

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