Al via il primo progetto per valutare gli effetti del canottaggio sui malati di tumore con linfedema, una complicanza dell’intervento di chirurgia oncologica caratterizzata da edema e che interessa prevalentemente gli arti superiori e inferiori. Lo studio durerà 4 anni . Presentato a Roma il programma promosso da IDI, Fondazione L.M. Monti, IncontraDonna e FIC
Che cos’è il linfedema?
C’è una significativa correlazione tra il linfedema e i pazienti in trattamento per tumore. Innanzitutto spieghiamo che cos’è il linfedema. Si tratta di condizione patologica causata dall’impossibilità del sistema linfatico di svolgere in maniera ottimale il suo compito nel percorso che va dalle estremità, quindi dalle gambe e dalle braccia, al centro del corpo con il conseguente gonfiore dell’arto interessato, che compare improvvisamente e regredisce dopo aver mantenuto l’arto sollevato per alcune ore. Non si tratta di un semplice gonfiore, è una patologia complessa che può diventate invalidante, va trattata in maniera idonea.
Al via il primo progetto che coinvolge il canottaggio
Nasce quindi il primo progetto di ricerca sugli “effetti di un programma di attività fisica progressiva integrata con la pratica del canottaggio in pazienti oncologici a rischio di linfedema secondario degli arti”. Lo studio è promosso da IDI (Istituto Dermopatico dell’Immacolata-IRCCS), Fondazione Luigi Maria Monti, con il patrocinio della Federazione Italiana Canottaggio e che vede Fondazione IncontraDonna fra i partner scientifici.

Il progetto
Nel progetto verranno coinvolti 75 pazienti colpiti da tumore e monitorati per 4 anni per valutare se il canottaggio possa dare un contributo nella prevenzione e gestione del linfedema, una complicanza dell’intervento di chirurgia oncologica caratterizzata da edema e che coinvolge prevalentemente braccia e gambe.
Una patologia che non va sottovalutata e che deve essere curata adeguatamente e con tempestività, al contrario può sviluppare effetti avversi sia a livello fisico che psicologico con conseguente aumento di ansia e depressione, alterazione dell’immagine corporea, diminuzione dell’autostima e quindi riduzione della qualità di vita di pazienti e caregiver.
L’importanza dell’attività fisica continuativa
Il prof. Paolo Marchetti Direttore Scientifico IDI IRCCS-Roma sottolinea che si tratta di un problema clinico rilevante che colpisce, purtroppo, migliaia di persone ed è una conseguenza dei trattamenti contro il tumore del seno, della prostata, il melanoma ecc., si affronta con terapie locali, ma è ormai noto come l’attività fisica continuativa possa esercitare un ruolo protettivo: con questo studio si intende certificare questa opportunità, a tutto vantaggio dei pazienti.
Prevenzione e gestione del linfedema, il canottaggio in valutazione
Il Presidente della Federazione Italiana Canottaggio Giuseppe Abbagnale, ha aggiunto che con questo progetto di ricerca si sta facendo un deciso passo in avanti sulla valutazione se il canottaggio possa svolgere un ruolo attivo nella prevenzione e gestione del linfedema. La struttura federale da anni opera in favore dell’inclusione anche attraverso l’appoggio a progetti che riguardano la salute pubblica e specificatamente su quelli che si occupano di persone affette da patologie oncologiche.
I numeri del linfedema in Italia
Nel nostro Paese si calcola che circa il 20% delle donne trattate per il tumore della mammella possa sviluppare linfedema, una percentuale che aumenta al 40% nei pazienti lungo sopravviventi con tumori della prostata e ginecologici , e al 67% di quelli sottoposti ad asportazione dei linfonodi inguinali come per il trattamento del melanoma cutaneo.

Lo sport nei percorsi terapeutici oncologici
La prof.ssa Adriana Bonifacino, membro del Cda di Sport e Salute e Presidente della Fondazione IncontraDonna, spiega che questo progetto risponde pienamente alle raccomandazioni Asco 2022 in riferimento al ruolo significativo dell’esercizio fisico durante il trattamento attivo in pazienti oncologici. I risultati che ne deriveranno contribuiranno ad arricchire l’esistente letteratura scientifica e a promuovere l’integrazione dello sport nei percorsi terapeutici oncologici interdisciplinari.