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IG-IBD, le patologie infiammatorie croniche intestinali colpiscono 250.000 italiani

“Insieme si può” è la nuova campagna dei gastroenterologi sulle malattie infiammatorie croniche intestinali, con un focus sulla salute della donna.

Le pazienti con Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa possono svolgere una vita normale e inseguire tutti i propri sogni. E’ questo l’obiettivo che vuole raggiungere il Gruppo italiano IG-IBD con la nuova campagna “Insieme si può”, dedicata alle donne che soffrono di queste patologie. Ma cosa sono queste malattie, come si manifestano, e cosa si può fare per contrastarle? Ce ne parla il professor Alessandro Armuzzi, della società scientifica che si occupa di queste patologie.

Ascolta l’intervista nel podcast qui di seguito

IG-IBD in Italia, i numeri

In Italia circa 200.000 persone soffrono di malattie infiammatorie croniche intestinali. Un dato in crescita: negli ultimi 10 anni, infatti, la diagnosi di nuovi casi e il numero di ammalati sono cresciuti di circa 20 volte. Le malattie infiammatorie croniche intestinali interessano indistintamente uomini e donne e i primi sintomi iniziano a manifestarsi tra i 15 e i 45 anni. La Morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa sono le più diffuse.

I sintomi delle patologie IG-IBD

IG-IBD in Italia, i numeri

In Italia circa 200.000 persone soffrono di malattie infiammatorie croniche intestinali. Un dato in crescita: negli ultimi 10 anni, infatti, la diagnosi di nuovi casi e il numero di ammalati sono cresciuti di circa 20 volte. Le malattie infiammatorie croniche intestinali interessano indistintamente uomini e donne, ed i primi sintomi iniziano a manifestarsi tra i 15 e i 45 anni. La Morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa sono le più diffuse.

“Insieme si può”, la campagna per le donne che soffrono di IG-IBD

Per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali non vi è una prevalenza di genere, visto che vi è un’equa ripartizione tra uomini e donne colpiti. Ciò significa comunque parlare del 50% dei pazienti. Inoltre, la salute femminile si contraddistingue per le peculiarità che attraversano tutto il suo ciclo biologico, dall’infanzia a dopo la menopausa.

Le varie fasi della vita della donna, dallo sviluppo, alla fecondità, fino alla gravidanza, all’allattamento, al puerperio, alla menopausa e all’invecchiamento, si intersecano con le MICI e possono orientare determinate scelte terapeutiche. Per questo è importante creare una sinergia tra diversi specialisti, per la condivisione di un approccio univoco con le società scientifiche di ginecologia e ostetricia.

Nell’ambito della campagna, è stato presentato il nuovo spot girato dal regista Paolo Genovese con protagonista l’attrice Matilde Gioli, che sarà trasmesso in tv da Sky dall’11 al 25 luglio: pochi secondi per un messaggio incoraggiante, che permetta alle donne affette da MICI di non scoraggiarsi e di acquisire la consapevolezza che, nonostante queste patologie, è possibile avere figli, viaggiare, condurre vita normale, mangiare e soprattutto sognare.

Le IG-IBD possono essere invalidanti

Le patologie IG-IBD in gravidanza

La fase più delicata, in cui malattia, terapie e benessere interferiscono è la gravidanza. In quel momento qualsiasi terapia viene temuta, visto che si auspica una gravidanza ideale, senza alcun rischio di condizionamento per il nascituro. Durante la gravidanza la malattia non va né meglio né peggio, ma se la gravidanza inizia con la malattia in fase attiva, vi sono dei rischi che bambino nasca prematuro o sottopeso. Per garantire una gravidanza sicura è sufficiente seguire le corrette indicazioni che vengono suggerite da ginecologi e gastroenterologi, figure chiave nella vita della donna affetta da IBD, purché vi sia un approccio condiviso.

Leggi anche il nostro articolo “Buone pratiche in ginecologia”

Eva Franceschini

Fonte immagini: Pexels

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