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Guerra in Ucraina, gli effetti psicologici dopo 2 anni di pandemia

La guerra in Ucraina scuote il nostro già delicato equilibrio. Due anni di pandemia ci vedono fiaccati e pieni di paure e il conflitto alle porte di casa mina le nostre poche certezze. Ma l’angoscia si deve affrontare. Ne abbiamo parlato con l’esperto

“Due eventi tragici come la pandemia e ora la guerra in Ucraina sono troppo vicini per riuscire a superarli”, ci ha detto il prof. Giuseppe Iannoccari, neuropsicologo, docente all’Università Statale di Milano e Presidente di Assomensana.

Ascolta l’intervista integrale al prof. Iannoccari nel podcast che segue:

“La situazione pandemica ha portato molti problemi di tipo psicologico nella popolazione – ha proseguito l’esperto – . Depressione, ansia, stress sono lasciti della pandemia con i quali molti di noi hanno a che fare. Tutto questo può portare a vedere il futuro come un susseguirsi di eventi nefasti”.

Leggi anche il nostro articolo sulla depressione.

Effetti psicologici della guerra, cosa fare per superare questo stato?

“Dobbiamo evitare di rinunciare ad avere una visione positiva del futuro. Essere monotematici non aiuta: parlare sempre dello stesso argomento non è la scelta adatta. Dobbiamo inserire nei nostri discorsi e pensieri anche degli elementi positivi. Sappiamo che la mente si condiziona negativamente, tende ad assorbire di più i pensieri negativi rispetto a quelli positivi. Per esempio: se noi rimproveriamo una persona serviranno almeno 4 apprezzamenti per bilanciare l’effetto del rimprovero. Lo stesso vale per la nostra psiche: ogni volta che abbiamo un pensiero negativo cerchiamo di bilanciarlo con alcuni pensieri positivi. In questo modo la mente resta in equilibrio ed evita di avvitarci su un crinale negativo”.

Guerra, come raccontarla ai bambini?

I bambini ci osservano e analizzano le nostre reazioni di fronte agli eventi. Quale approccio avere?

“Mi viene in mente il film La vita è bella – prosegue il prof. Iannoccari – con quel meraviglioso papà che mitigava la tragedia inserendo elementi di gioco. Per evitare di crescere generazioni che abbiano un approccio di preoccupazione verso qualsiasi elemento di realtà sarebbe importante contenere le nostre reazioni negative”.

Come reagire alle notizie sulla guerra?

Acquistare derrate alimentari o medicine ci aiuta a stare meglio? “Correre ad accumulare cibo o medicine è un istinto atavico, in un momento che percepiamo come tragico tendiamo ad accumulare. Ma per rimettere le cose in equilibrio ci possiamo rifare a quello che è successo all’inizio della pandemia: c’erano le code ai supermercati e gli scaffali erano vuoti ma poi abbiamo compreso che questo era un atteggiamento non sostenuto dai fatti. Forse stiamo guardando troppo in avanti, estremizzare gli atteggiamenti non fa bene. Possiamo cercare di limitarci, questo aiuta” ha concluso il neuropsicologo.

Dorotea Rosso

Immagine di copertina: Persone foto creata da pvproductions – it.freepik.com

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