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visita oculistica

Glaucoma, settimana mondiale di prevenzione dal 6 al 12 marzo

In Italia soffrono di glaucoma 1 milione 200 mila persone e la metà non sa di averlo. Il 20% è esposto al rischio concreto di perdere la vista. La prevenzione e l’aderenza terapeutica restano le armi migliori per rallentare la patologia

Il glaucoma colpisce principalmente le persone di oltre 40 anni. E’ una patologia degenerativa che generalmente coinvolge entrambi gli occhi determinando danni permanenti al nervo ottico, che nel tempo possono portare a ipovisione e cecità (oggi è la seconda causa di cecità nei Paesi industrializzati). Il fattore di rischio più importante è la pressione oculare elevata, ma in un terzo dei casi viene osservato in pazienti con pressione oculare normale.

Il soggetto può andare incontro a una progressiva riduzione del campo visivo fino alla visione cosiddetta “tubulare” che dà l’impressione di guardare attraverso un cono, perché si riesce a vedere solo una piccola parte di ciò che si ha davanti. Non esiste una cura definitiva, ma la patologia può solo essere rallentata. E’ stato osservato che in alcuni pazienti glaucomatosi si assisterebbe anche a una progressiva compromissione strutturale e funzionale di zone cerebrali non propriamente deputate alla visione. 

Non è raro che le persone non si accorgano, anche per lungo tempo, di esserne affette e arrivino dall’oculista quando la situazione è ormai già compromessa. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il 50% dei pazienti non sa di averlo perché si arriva tardi alla diagnosi. I controlli oculistici periodici sono fondamentali. Le persone affette da glaucoma perdono autonomia e autosufficienza. Le persone oltre i 60 anni sono le più colpite ma il glaucoma può insorgere anche tra i più giovani.

Ne abbiamo parlato con il prof. Luca Rossetti, Direttore della Clinica Oculistica Università di Milano, Ospedale San Paolo.

Ascolta l’intervista integrale

“Basta una normale visita oculistica per individuare la presenza di glaucoma – ha detto il prof. Rossetti – dopo i 50 anni è molto importante fare dei controlli annuali dal proprio oculista. L’Italia è all’avanguardia per quanto riguarda le terapie contro il glaucoma: si usano dei colliri per abbassare la pressione dell’occhio oppure degli interventi laser così come ci sono molti altri interventi chirurgici molto efficaci. E poi ci sono nuove aree di terapie che vanno a proteggere le cellule che si danneggiano con il glaucoma, queste in particolare potranno diventare sempre più centrali nell’approccio alla patologia”.

Per arrivare ad una diagnosi precoce è importante:  

  • una visita oculistica almeno bi-annualmente a partire dai 40 anni (chi ha una familiarità positiva per glaucoma dovrà cominciare a farsi visitare in età giovanile)
  • ai miopi è consigliato farsi visitare già dai 20 anni di età, ma è pur vero che chi è miope tenderà a farsi visitare più frequentemente e più precocemente soprattutto per problematiche di ordine visivo
  • rendersi conto che nella gestione più appropriata del glaucoma è necessario ottenere una riduzione della pressione oculare che sia clinicamente significativa e il cui valore assoluto dipende da vari fattori (stadio della malattia, valori basali della pressione oculare, fattori di rischio concomitanti, aspettativa di vita del paziente e velocità dell’eventuale peggioramento del danno funzionale del campo visivo nel corso del tempo).
  • rendersi conto che quando il glaucoma peggiora vuol dire che la pressione oculare non è ottimale e deve essere ulteriormente abbassata, cosa che spesso comporta la necessità di un intervento chirurgico.
  • mantenere una costante aderenza terapeutica senza abbandonare le cure prescritte del medico.

Leggi anche il nostro articolo sulla campagna di Elio e le Storie Tese sull’aderenza terapeutica

Dorotea Rosso

Fonte: ufficio stampa Sofia Guidetti

Immagine di copertina: Persone foto creata da cookie_studio – it.freepik.com

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