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telemedicina per la psoriasi

Giornata mondiale della psoriasi 2022, le cure dalla telemedicina

Presentata la prima piattaforma di telemedicina dedicata esclusivamente alla cura dei pazienti con psoriasi

È il Digital Care Program, sviluppato dall’Associazione Amici della Fondazione Corazza APIAFCO e la piattaforma di Digital Health  Paginemediche con l’obiettivo di supportare gli operatori sanitari e garantire al paziente psoriasico una presa in carico più continua, olistica e personalizzata e, con essa, una maggiore aderenza alle terapie, una più elevata qualità della vita e un completo benessere psicofisico.

Tanti i vantaggi di una sua introduzione nel SSN: migliore accesso e continuità delle cure, prestazioni più olistiche e personalizzate, scalabilità sull’intero territorio nazionale e supporto multidisciplinare rivolto anche alle patologie correlate alla psoriasi, con risvolti sui costi a carico della collettività.

Il Digital Care Program sarà sperimentato da gennaio 2023 in due centri pilota: il Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli e l’Unità Operativa Complessa del Policlinico Umberto I di Roma.

Ottimizzare la presa in carico e la gestione del paziente psoriasico in ottica multidisciplinare, favorendo una maggiore aderenza alla terapia e, con essa, una più elevata qualità della vita e un completo benessere psicofisico: è questo l’obiettivo associato alla realizzazione del Digital Care Program per la gestione della psoriasi, la prima soluzione di telemedicina dedicata ai percorsi di cura previsti per questa specifica patologia.

Psoriasi – immagini: Canva

In questo modo per i medici di medicina generale e gli specialisti potranno monitorare il paziente cronico a distanza, e quest’ultimo potrà ricevere in tempo reale indicazioni e prescrizioni relative a visite di controllo, percorsi terapeutici e modelli comportamentali, oltre al follow-up clinico.

Tanti i vantaggi associati alla sua applicazione, anche nel Servizio sanitario nazionale: nel breve periodo, la possibilità di far fronte all’assenza di protocolli standardizzati e al bisogno di una presa in carico del paziente più olistica, multidisciplinare ed integrata; nel medio periodo, una crescente familiarità della comunità coinvolta (medici e pazienti psoriasici) con una modalità di gestione della malattia potenziata dai servizi di salute digitale in quanto strumenti in grado di favorire l’orientamento allo screening, complementare la visita in presenza con un supporto continuo e personalizzato abilitante un maggiore empowerment del paziente, favorendo il cambio di abitudini comportamentali, l’aderenza terapeutica, e permettendo quindi interventi più tempestivi, accurati e personalizzati.

Nel lungo periodo, un abbattimento dei costi a carico della collettività grazie alla riduzione di accessi impropri al SSN, spesso dovuti anche a malattie correlate alla psoriasi (comorbidità): vale la pena ricordare che la psoriasi, in quanto malattia multifattoriale, è spesso accompagnata dalla presenza contemporanea di altre patologie, e segnatamente: una nel 33% dei pazienti psoriasici, due nel 19%, tre nell’8%.

Fonte: uffici stampa Apiafco