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locandina giornata obesità

Obesità, è ora di agire. Giornata mondiale 2022 contro la malattia

L’obesità è causa diretta di 340.000 mila morti ogni anno in Europa, è associata allo sviluppo di numerose malattie croniche ed è un fattore predittivo per lo sviluppo di complicanze, anche fatali, da Covid-19, eppure non è ancora riconosciuta come malattia cronica

Il messaggio chiave della Giornata Mondiale dell’Obesità 2022 Everybody Needs To Act, ossia è arrivato il momento di agire e fare un passo avanti nella lotta a questa malattia.

La Giornata è anche l’occasione per presentare la lettera aperta per richiamare le Istituzioni a un’azione sinergica e rapida, dando priorità agli investimenti per la lotta al problema.

Con 800 milioni di persone che ne sono colpite al mondo, l’obesità è una priorità sociale, sanitaria, economica e clinica e non c’è tempo da perdere, è arrivato il momento di agire. Per questo motivo, la Giornata Mondiale dell’Obesità 2022, promossa dalla World Obesity Federation e che si celebra ogni anno il 4 marzo, ha come messaggio chiave “Everybody Needs To Act”, un invito allo sforzo di tutti per affrontare l’obesità e trasformare la consapevolezza diffusa in un’azione globale efficace.

 “È necessario agire urgentemente sia a livello nazionale che internazionale. Basti pensare che in Europa il 53% della popolazione è affetta da sovrappeso o obesità e che annualmente sono circa 340.000 le morti causate da questa malattia. Inoltre, l’obesità grava sull’economia con dei costi diretti, sociali, economici e clinici pari a circa 70 miliardi di euro, questo senza considerare i costi indiretti legati alla perdita di produttività”, spiega Luca Busetto, Co-chair Obesity Management Task Force della European Association for the Study of Obesity – EASO. 

“Per questo motivo è fondamentale investire nella prevenzione e nella cura della malattia, in quanto problema rilevante di salute pubblica e di spesa per il nostro sistema sanitario. Basti pensare che in Italia rappresenta il 9% della spesa sanitaria annua e porta a una riduzione del PIL del 2,8 per cento. Se non affrontiamo l’obesità, la spesa medica diverrà per noi insostenibile”.

“L’obesità è una malattia cronica multifattoriale che necessita di cure e trattamenti adeguati, è associata allo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie del fegato e almeno 12 tipi di tumori. Nell’ultimo anno è stato osservato come l’eccesso di peso sia inoltre un fattore predittivo significativo dello sviluppo di complicanze, talvolta fatali, da Covid-19”, afferma Paolo Sbraccia, World Obesity Federation.

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“Per questo nella Giornata Mondiale dell’Obesità chiediamo che le Istituzioni politiche e scientifiche italiane collaborino tra loro a creare percorsi assistenziali chiari e implementare le strutture specialistiche multidisciplinari a sostegno del trattamento dell’obesità, ma anche della diagnosi e della cura delle sue complicanze per portare a un reale cambiamento”.

“Secondo i dati Istat, in Italia, circa il 46 per cento delle persone sopra i 18 anni sono in sovrappeso o con obesità, ma il dato più preoccupante riguarda l’obesità infantile che interessa un bambino su tre sotto gli otto anni, una percentuale decisamente superiore alla media europea che fa collocare il nostro Paese al quarto posto in Europa”, commenta Andrea Lenzi, Presidente OPEN ITALY e Presidente Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei ministri.

“Ma non tutto è negativo, possiamo ancora cambiare questa situazione. Se ci uniamo tutti, possiamo ottenere grandi risultati. Il prossimo passo in avanti necessario è l’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), traguardo fondamentale per garantire un pari accesso alle cure su tutto il territorio nazionale”.

“È necessario incrementare la capacità del Sistema Sanitario Nazionale di erogare e monitorare i servizi per la persona con obesità  e un aiuto in questo senso potrebbe venire attraverso l’istituzione della Rete Regionale per la Prevenzione e la Terapia Integrata dell’Obesità, che coinvolgerà diversi centri specialistici locali e medici di medicina generale per formare professionisti sanitari in grado di assistere pienamente la persona con obesità e garantire supporto personale, familiare, scolastico e lavorativo”, commenta Giuseppe Fatati, Presidente Italian Obesity Network – IO NET.

“Le reti regionali sono efficienti e portano a dei risultati positivi, a testimoniarlo la Rete Obesità Veneto, che è riuscita a garantire un approccio multiprofessionale e multidisciplinare andando incontro alle esigenze del singolo e mettendo in luce una più facile gestione degli aspetti logistici e organizzativi. Quindi, pur nel dovuto rispetto della differenziazione regionale, è utile sfruttare questo esempio per creare un sistema di rete assistenziale dedicato alla prevenzione e alla cura dell’obesità in tutte le realtà regionali”.

Redazione

Fonte: HealthCom Consulting

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