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19 marzo 2021, Giornata Mondiale del Sonno, dormire meglio per vivere bene

La Giornata Mondiale del Sonno è un evento voluto nel 2008 dalla World Association of Sleep Medicine che quest’anno si celebra il 19 marzo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare quanto più possibile sull’importanza del dormire bene. E naturalmente sui pericoli legati ai disturbi del sonno. Con l’inizio della pandemia e i vari cicli di lockdown, dormire bene è un miraggio per molti.

Diversi studi nazionali e internazionali hanno evidenziato un aumento del tempo trascorso a letto durante le fasi più acute dell’emergenza e uno spostamento in avanti, di circa 40 minuti, sia dell’orario di addormentamento che di risveglio mattutino. «Per invertire la rotta dobbiamo intervenire sui comportamenti» ha spiegato a Radio Wellness il dottor Francesco Peverini, Direttore Scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno.

Giornata Mondiale del Sonno
Foto di Gregory Pappas su Unsplash

Giornata Mondiale del Sonno, perché è importante

Dormire è un’attività che occupa un terzo della nostra esistenza. Anche se tecnicamente non facciamo nulla, in realtà il nostro organismo si autorigenera. Si tratta quindi di una fase di riposo essenziale al nostro equilibrio psicofisico, in cui si eliminano le tossine e si rafforza la memoria. Il sonno si caratterizza quindi per un’alternanza di 5 fasi. Le due principali sono fase NRem (Non rapid eye movement) o sonno tranquillo e quindi la fase Rem (Rapid eye movement) o sonno attivo.

«Dobbiamo imparare a gestire qualità e quantità di sonno e sviluppare bene le fasi di sonno leggero, quelle di sonno pesante e quelle in cui sogniamo, la cosiddetta fase REM dai movimenti rapidi degli occhi. Dormire bene vuol dire sviluppare queste fasi. E attivare così la riparazione cellulare, una buona attivazione immunitaria, la strutturazione della memoria e l’equilibrio psicofisico. Dormire bene riduce gli stati d’ansia» ha spiegato Peverini.

Giornata Mondiale del Sonno
Foto di Megan te Boekhorst su Unsplash

Quali sono i disturbi più gravi legati al sonno?

«Sono di due tipi. Abbiamo la mancanza di sonno: insonnia, disturbi del ritmo circadiano. Poi ci sono i comportamenti anomali in sonno come il sonnambulismo, la paralisi in sonno, la sexsomnia. Poi c’è il capitolo dei disturbi organici legati alla respirazione. Ad esempio le apnee notturne ed altre forme di apnea o di rumore respiratorio che si manifestano di notte, come la catatrenia» ha aggiunto il dottor Peverini.

Sonno e pandemia

Quanto al rapporto tra cattivo sonno e pandemia, il dottor Peverini è molto chiaro. «Sono 14 mesi che viviamo questa condizione di pandemia che ha determinato elevati livelli di insonnia, il 15-20% in più. Non ci si preoccupava solo di pandemia, quindi della possibilità di contrarre il Covid, ma dei problemi familiari. Questo ha mandato in crisi gli equilibri precedenti. Con una successiva riduzione della quantità e della qualità del sonno» ha concluso.

I consigli per dormire meglio

  • Sfruttiamo allora la Giornata Mondiale del Sonno per imparare a gestire bene questo momento fondamentale della nostra vista. Il primo consiglio è quello di limitare l’uso dei dispositivi elettronici retroilluminati: cellulari, tablet, PC o televisori.
  • Sforziamoci di alzarci sempre alla stessa ora. E appena svegli cerchiamo di prendere tanta luce che favorisce la produzione di melatonina. Questo vuol dire energizzarsi e sentire di sera lo stimolo a dormire.
  • Dobbiamo anche mantenere le interazioni sociali, laddove possibile. Quindi cercare di non isolarsi.
  • Altre due abitudini comportamentali buone sono legate alla regolarità: mangiare sempre in orario e vestirsi come se si stesse andando a lavoro o a scuola.
  • Fare esercizio fisico moderato per 15-20 minuti al giorno, in modo da stancare naturalmente il nostro fisico.
  • Separare poi il giorno e la notte. A letto si dorme o si sta con chi si ama, non si lavora. Se ci si sveglia, meglio alzarsi che non guardare il soffitto lasciandosi travolgere dai pensieri. Proviamo a bere un bicchiere di latte tiepido e a leggere qualcosa, non sul cellulare. Al primo accenno di sonno, tornare a letto.

Giornata mondiale del sonno, ascolta l’intervista completa al dottor Francesco Peverini

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Francesca Fiorentino

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